Dicembre 15, 2025

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Gondo, Reinhart e Portanova: la Reggiana manda ko l’Empoli al debutto tra le mura amiche

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La Reggiana torna a sentire il calore dello Stadio Giglio e regala ai suoi tifosi i primi tre punti della stagione. Dopo la rete azzurra di Popov, i ragazzi di Dionigi, agevolati da due espulsioni rimediate nell’arco di pochi minuti dai toscani, trovano la via del gol prima con Gondo, poi con Reinhart e infine con Portanova. 3-1 ed Empoli ko.

Le formazioni

Reggiana: E’ il solito 3-4-2-1 l’abito tattico cucito su misura dal mister per i suoi ragazzi. Libutti, Papetti e Quaranta – primo gettone in questo campionato per lui, strappando il posto a Bonetti – proteggono la porta di Motta. Sulla corsia di destra sfreccia Rover, mentre a sinistra Marras. Il regista è Reinhart, affiancato da Bertagnoli. Davanti Gondo, supportato da Tavsan e Portanova.

Empoli: Schieramento a specchio per i toscani. Tra i pali Fulignati, in difesa Lovato, Guarino e Obaretin. A destra Elia, a sinistra Carboni. I due centrocampisti sono l’ex della sfida Ignacchiti e Yepes. Sulla trequarti spazio per Cessay ed Ilie, mentre l’unica punta è il 2007 Popov, che ha realizzato una doppietta nella scorsa gara.

La partita

L’incontro comincia con il primo calcio al pallone che viene dato dai giocatori dell’Empoli, in una splendida cornice di pubblico. Quasi 9000 spettatori, davvero niente male per essere un venerdì sera. L’inizio è sofferente per i Granata, con gli Azzurri che riescono a conquistare due corner in meno di 7 minuti, seppur non rendendosi particolarmente pericolosi. Lo spirito arrembante degli ospiti si tramuta in rete al 12′: Ignacchiti serve con un’imbucata Popov che, con un tocco delicato, supera Motta, colpevole di essere uscito dai pali molto titubante – sarebbe stato probabilmente meglio rimanere in porta -, depositando in rete. E parte della responsabilità è anche di Quaranta, autore di una marcatura tutt’altro che stretta.

La squadra di casa cerca una scintilla sin da subito, ronzando attorno alla porta di Fulignati più di una volta, ma senza fare registrare alcun pericolo per oltre 20 giri di orologio. L’occasione arriva al minuto 38, quando, dopo una respinta della retroguardia dell’undici di Pagliuca, Papetti colpisce di testa e spedisce la sfera dalle parti di Gondo, il quale, però, viene messo giù con una trattenuta plateale da parte di Guarino. Non ha dubbi il direttore di gara: è calcio di rigore. Dopo una lunga attesa, l’arbitro viene invitato dagli assistenti in sala VAR a rivedere le immagini al monitor; c’è tanta tensione sugli spalti, con i sostenitori granata che temono la revoca del penalty addirittura. La decisione, però, sorride alla Reggiana: non solo è confermato il tiro dal dischetto, ma viene persino espulso l’autore del fallo – precedentemente era stato soltanto ammonito, tra le proteste di Dionigi -. Calcia l’ivoriano, che apre l’interno e spiazza Fulignati! Due settimane dopo l’errore in Coppa Italia, contro lo stesso portiere, contro lo stessa squadra, sempre dagli undici metri, il centravanti della squadra della Città del Tricolore fa centro. Libutti e compagni sono tornati finalmente in carreggiata.

Il rigore trasformato da Gondo raffigurato da Simone Ferrarini in uno dei suoi disegni

La formazione di casa, ad ogni modo, vuole continuare a premere: Quaranta cerca l’autore del gol dell’1-1 con una palla profonda dalle retrovie, Obaretin legge male la traiettoria e si fa scavalcare. Il difensore dell’Empoli è dunque costretto a fermare l’avversario con le cattive, al confine con il limite dell’area di rigore. Clamoroso ma vero: secondo rosso nel giro di una manciata di minuti per gli ospiti. La battuta del calcio di punizione è affidata a Portanova, ma il suo tiro si infrange sulla barriera. Il primo tempo, dopo due giri di lancette di extra time, va in archivio con la gara ancora in bilico. I padroni di casa, però, hanno un ampio vantaggio da sfruttare nella ripresa.

Prima che cominci la seconda metà di gara, Pagliuca si gioca una carta importante per inspessire una muraglia difensiva che ha perso due colonne portanti: Curto rileva Ilie. Cambio anche per Dionigi: Mendicino – esordio per lui – rileva Bertagnoli. Come ci si poteva aspettare, la Regia approccia la ripresa in modo totalmente diverso rispetto a quanto fatto nella prima frazione, protraendosi in avanti più di una volta e conquistando più di un calcio d’angolo. E, proprio sugli sviluppi di una di queste azioni di gioco, l’estremo difensore avversario è chiamato ad intervenire sul primo palo, dopo un tiro-cross insidioso di Tavsan. Continua a premere la Reggiana, che al 57′ punge: Reinhart prende la mira dalla distanza e sprigiona il tiro, che, dopo una deviazione che si rivela beffarda per Fulignati, si deposita in fondo al sacco! Cambia l’inerzia della sfida al Giglio. A segno il metronomo dei Granata! Gol meritato, in quanto la Reggiana, ovviamente agevolata dalla superiorità numerica, stava schiacciando l’Empoli nella sua metà campo da diversi minuti.

La rete di Reinhart rappresentata da Simone Ferrarini con uno dei suoi disegni

Corre subito ai ripari il tecnico degli ospiti: Elia, rimproverato in precedenza per ragioni tattiche, passa il testimone a Ebuehi. La squadra di casa ha però ormai piantato le tende nei dintorni dell’area avversaria e al minuto 63 sfiora il terzo gol: Libutti mette un pallone molto invitante al centro per Portanova, che calcia al volo verso il bersaglio. Il portiere degli Azzurri, però, compie una parata sensazionale, con la sfera che pizzica poi la traversa e torna in gioco. Miracolo dell’ex Cremonese. Poco più tardi ci riprova Gondo, con un destro diagonale rasoterra che innesca un flipper di deviazioni. L’azione termina con la concessione di un calcio d’angolo. Al 68′ altra chance per i Granata: un molto vivace Mendicino – un attimo prima aveva anche abbozzato un tiro – offre a Marras in area di rigore, ma il suo mancino viene respinto da Fulignati, oggi chiamato a fare gli straordinari. Il duello tra l’ex Cosenza e l’estremo difensore avversario si rinnova un attimo più tardi: stavolta la conclusione è da posizione meno ravvicinata, ma è comunque tagliente, ma non c’è niente da fare. Altro bel riflesso della saracinesca azzurra. Da segnalare che nei giri di lancette precedenti è stato espulso il direttore sportivo dell’Empoli Gemmi. Pagliuca prova a raddrizzare, nei limiti del possibile, la gara, inserendo Konaté al minuto 70, che prende il posto di Povov. Al 72′ i toscani hanno una chance su calcio di punizione, mattonella adatta per un cross: arriva a colpire di testa Ignacchiti, che colpisce il braccio di Quaranta. L’arbitro, in un primo momento, assegna il penalty, ma dopo una revisione al VAR – e un’ammonizione assegnata allo stesso Ignacchiti per proteste – torna sui suoi passi. L’ex Juve Stabia è stato spinto, dunque niente calcio di rigore. Scelta condivisibile. Torna subito a premere la Reggiana. Marras mette il piede sull’acceleratore, insinuandosi sulla sinistra, poi trasmette per Gondo. L’ivoriano, tuttavia, esegue uno splendido velo, dunque la sfera giunge tra i piedi di Portanova che, con un tiro violento, trafigge Fuglinati. Sono tre! I ragazzi di Dionigi mettono un lucchetto alla partita grazie ad una rete spettacolare! Da vedere e rivedere il gesto tecnico del centravanti granata.

Il terzo sigillo granata in un disegno di Simone Ferrarini

Il mister della Regia, vista la situazione e il tempo che scarseggia, decide di preservare le energie di un giocatore chiave come Tavsan: dentro Novakovich, che ha bisogno di trovare il ritmo partita. Altre sostituzioni a meno di 7 minuti dall’assegnazione del recupero. Sponda Empoli, Moruzzi prende il posto di Carboni; lo stesso fa Belardinelli con Yepes. Per la compagine di casa entrano Bozzolan e Vallarelli, fuori Marras e Portanova, tra gli applausi. Poco più tardi arriva anche il momento di Basili. Esce Reinhart. Al 90′ la squadra di casa quasi firma il quarto gol. Il nominato poco fa Novakovich si insinua sul lato sinistro dell’area di rigore e, nonostante sia in un fazzoletto, circondato da maglie avversarie, riesce a mantenere la sfera tra i piedi, sgusciando e poi provando il tiro, respinto sulla linea da Moruzzi. Vallarelli corregge poi in rete, ma è un’amara illusione. L’arbitro annulla il gol, per un precedente presunto fallo dell’ex attaccante del Frosinone. Dopo due minuti di recupero, cala il sipario: i Granata vincono al debutto tra le mura amiche e conquistano tre punti importanti dopo la sconfitta di Palermo.

Considerazioni

E’ giusto giudicare la partita nella sua interezza e non soltanto nei tratti in cui la squadra ha brillato. La prima mezz’ora di partita è stata indecente, con la Reggiana che si è fatta schiacciare, disputando un quarto d’ora anonimo, per poi provare a reagire, ma senza riuscire a intavolare niente. Il rigore con annessa espulsione ha poi cambiato la partita indubbiamente. E il fatto che l’abbia tirato Gondo e che i compagni non gli abbiano tolto il pallone dalle mani è sintomo di un gruppo unito, in cui c’è un’importante fiducia reciproca. E’ stata un’iniezione importante di autostima per il centravanti ivoriano, che da lì in poi ha fatto una partita eccezionale – il velo per fare arrivare la sfera a Portanova è qualcosa di spettacolare e allo stesso tempo geniale -. Da queste prime partite emergono molte poche certezze, perché si è giocato contro due squadre formidabili e contro l’Empoli i Granata erano in 11 contro 9. Tutto troppo prematuro per tracciare delle linee, ma è già chiaro che, come detto, l’ivoriano sarà ancora una volta fondamentale, sperando che non sia discontinuo. Cruciale rimarrà anche un regista come Reinhart, perché tutte le azioni passano dai suoi piedi. Visione di gioco strabiliante e tecnica sopraffina. Altrettanto vero è che la difesa è scricchiolante: il primo gol è una dormita clamorosa di Quaranta. Fortunatamente, l’innesto di Magnani dovrebbe cambiare e non poco le carte in tavola. Quantomeno lo si spera, perché così si rischia di prendere due o tre gol a domenica e diventa complicato fare punti. Ad ogni modo, come anticipato, la forza di questa squadra deve essere il gruppo. Fatta eccezione per l’appena nominato Magnani, non ci sono top player – quelli li lasciamo alle altre squadre -, ma un organico composto da giocatori che vedono giustamente la Reggiana come una rampa di lancio e faranno di tutto per mettersi in mostra e cercare di raggiungere la salvezza, un traguardo che sarà più difficile da tagliare rispetto allo scorso anno.

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