Una Reggiana anonima resiste all’assedio della Juve Stabia e guadagna un prezioso punto
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Un solo tiro in porta e tanta, tanta sofferenza. Una Reggiana incolore non riesce nemmeno a scalfire la retroguardia della Juve Stabia e rischia più volte di andare in svantaggio. I prodigi di Motta, ad ogni modo, permettono alla banda di Dionigi di tornare a casa con un buon punto – sono già 4 dopo tre test molto complicati -.
Formazioni
Juve Stabia: Mister Abate, dopo il pari a reti bianche con il Venezia, decide di confermare la linea difensiva a 3, proponendo un 3-4-2-1. Confente in porta, protetto da una retroguardia costituita da Ruggero – 4 assist nello scorso campionato -, Giorgini e Stabile. A destra l’ex Cittadella Carissoni, a sinistra Cacciamani; i due playmaker sono Leone e Correia. Mosti e Piscopo agiscono alle spalle di Candellone.
Reggiana: Dionigi recupera la bandiera Paolo Rozzio e non esita a schierarlo titolare, affiancato da Papetti e dall’ex della sfida Quaranta. Marras agisce sulla fascia di destra, mentre dalla parte opposta c’è spazio per le incursioni di Rover. Il regista è Reinhart; accanto a lui, dopo la buona prova da subentrato contro l’Empoli, Mendicino. Girma non ha ancora 90 minuti di fiato, dunque si accomoda in panchina. Sulla trequarti giocano pertanto Portanova e Tavsan. La punta è il solito Gondo.
La partita
L’incontro comincia con il primo calcio al pallone che viene dato dai padroni di casa. Saltano subito all’occhio le condizioni tragicomiche del campo delle Vespe. Un sintetico stretto e rovinato – da ricordare che anche il settore ospiti ha una capienza massima di 300 posti -. Insomma, una vergogna che una struttura del genere sia omologata per la Serie B. A partire in maniera più arrembante è sicuramente la compagine di mister Abate, che impiega una manciata di secondi a protrarsi nella metà campo avversaria, per poi conquistare una punizione – non sfruttata – da posizione laterale, adatta per un traversone, e a conquistare un calcio d’angolo – stesso esito del precedente piazzato -. La prima occasione da rete si fa attendere 14 giri di lancette. Cacciamani semina il panico sulla corsia di sinistra, poi propone al centro con un traversone morbido. Motta, fresco di convocazione in nazionale under 21, smanaccia. La sfera diventa buona per Carissoni, che tenta una violentissima conclusione al volo, ma spedisce alto e non di poco. Nei minuti successivi, i campani continuano a premere: Leone intravede un bel corridoio ed esegue una splendida imbucata per Candellone, che abbozza il tiro sul primo palo da posizione defilata, disinnescata da Motta con i piedi. La posizione era, tuttavia, irregolare. Troppa poca Reggiana in questa fase di gara; nettamente meglio i padroni di casa, che però non sono ancora riusciti a graffiare. L’assolo delle Vespe prosegue: verso il tramonto del 24′, Mosti – precedentemente ammonito – affila il mancino dalla distanza, centrando la sagoma di Papetti, che per poco non sigla un clamoroso autogol. Il primo squillo dei Granata arriva al minuto 31, una manciata di giri di orologio dopo il cooling break: Tavsan prende la mira da fuori e calcia, ma il suo tiro è tenero e centrale. Lo spartito torna quello della prima mezz’ora, ad ogni modo, a 7 dalla segnalazione del recupero: Mosti imbecca Piscopo con uno splendido passaggio in profondità, ma la conclusione del numero 11 viene respinta dal solito Motta, che dice nuovamente di no. Verso gli sgoccioli del recupero – 60 secondi – ci prova Marras, ma il suo mancino termina distante dal bersaglio. Va in archivio sul punteggio di 0-0 questa prima metà di match. Giocano solo i padroni di casa.
La ripresa comincia con entrambi i mister che decidono di apportare modifiche ai rispettivi undici. Dionigi vuole dare una scossa ad una Reggiana finora anonima e manda in campo Bertagnoli e Girma; escono Mendicino e Tavsan. Sponda Stabia effettua il suo ingresso in campo Gabrielloni, che rileva Piscopo. Cambia qualche interpreta, ma non il copione: al 55′, Cacciamani mette un pallone molto invitante per il nominato un attimo fa Gabrielloni, che tenta la girata verso la porta. Motta si esibisce ancora con un intervento sensazionale, poi Mosti tenta di ribattere da posizione impossibile, centrando l’esterno della rete. Negli istanti successivi, inoltre, Dionigi viene punito dal direttore di gara con un cartellino giallo. Un attimo più tardi, Rover timbra la rete del vantaggio con una rasoiata dalla distanza, ma è tutto vano per via di un precedente fuorigioco di Gondo. Al minuto 59 il tecnico dei padroni di casa si gioca due carte: Leone passa il testimone a Pierobon; lo stesso fa Cacciamani con Mannini. Negli istanti seguenti, gli ospiti si affacciano nella metà campo avversaria, con Gondo che apparecchia la tavola per la conclusione del citato in precedenza Rover. Il tiro è violento ma non abbastanza preciso da centrare lo specchio, spegnendosi a lato. Nei giri di lancette successivi, la trama non assume alcun tipo di variazione, anche se le occasioni da gol scarseggiano. Lo Stabia ci prova un paio di volte dalla bandierina, ma senza lasciare il segno. Al 70′ abbandona il terreno di gioco Candellone; spazio per Burnete. Ancora le Vespe dopo 76 giri di lancette, ma fortunatamente Rozzio è ben appostato e, con un’elegante acrobazia, allontana la minaccia. Un rientro davvero fondamentale: con lui la difesa è molto meno scricchiolante. E’ ancora tempo di sostituzioni a poco più di una decina di minuti dalla bandiera a scacchi. Esce Stabile, rimpiazzato da Varnier. In casa Reggiana è tempo di esordio per il giovane promettente Charlys, che si posiziona in cabina di regia al posto di Reinhart. Chance anche per Bozzolan, che proverà a farsi largo sulla sinistra con la sua vivacità; out Rover. L’opportunità più grande di tutta la partita è a favore della Juve Stabia un istante più tardi. Carissoni si spinge fino a fondo campo e mette un pallone invitante in area di rigore per Mannini, che calcia da due passi, ma il suo tiro viene sbarrato dal salvataggio sulla linea di Marras. La sfera schizza poi dalle parti di Gabrielloni, che prova due volte a superare Motta, ma niente da fare! Monumentale il classe 2005! A mani basse il migliore in campo di questa Reggiana. Straordinario doppio intervento dell’estremo difensore granata! Un paio di giri di lancette più tardi, Dionigi è costretto a richiamare un dolorante – sembra un problema muscolare – Quaranta, proponendo Bonetti. Finalmente torna a respirare all’88 la compagine ospite, quando Girma prende iniziativa per vie centrali e viene abbattuto da Correia: giallo sia per lui che per Ruggero, autore di un precedente fallo. Lo svizzero cerca con un tocco morbido Bertagnoli, che però non riesce ad ammaestrare la sfera. Era, peraltro, in offside. Entriamo nell’extra-time: concessi 5 minuti. Fatta eccezione per un’uscita con i pugni del solito Motta, tuttavia, non accade nulla di avvincente in questo finale. Termina a reti inviolate questa partita. Una Reggiana troppo anonima strappa un punto da una trasferta molto insidiosa.
Considerazioni
E’ giusto innanzitutto dire che, seppur siano numerose le critiche che si possono rivolgere alla squadra, questo è un punto pesante. Fare il risultato su un campo del genere, stretto e mal curato, non è assolutamente facile. La Juve Stabia, peraltro, ha diversi giocatori di qualità, su tutti Mosti, che è stato una vera e propria spina nel fianco. Detto questo, la Reggiana ha creato troppo poco, quasi niente. Un solo tiro in porta all’appello in 90 minuti – gol previsti 0.13 – è qualcosa di ridicolo. Gondo ha fatto il possibile, lottando molto e facendo valere il fisico, ma i due esterni hanno creato troppo poco. Tavsan non ha creato praticamente nessun pericolo, mentre Portanova ha giocato forse troppo lontano dalla porta. Meglio, invece, Marras, che ha lavorato bene in entrambe le fasi e ha anche abbozzato una conclusione, nonostante sia terminata lontana dal bersaglio. Recuperare al meglio Girma sarà fondamentale, perché questa Reggiana ha poche idee e non riesce ad intavolare azioni da gol. Giusto concludere, ad ogni modo, con una considerazione su Motta, la nota più positiva di questa partita. Senza di lui, la gara sarebbe certamente terminata in modo differente. Ha fatto qualche errore in questo inizio di stagione, ma sta dimostrando ancora una volta che ha delle qualità immense, dunque non può che migliorare. Interessante anche Mendicino a centrocampo: potrebbe rivelarsi una piacevole sorpresa.

