Una pessima Reggiana crolla a Bolzano
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Una Reggiana sottotono disputa una delle partite più brutte da quando è tornata a militare in Serie B. In svantaggio per 3-0 dopo 56 giri di lancette, la squadra di Dionigi accorcia le distanze con Portanova, ma torna a spegnersi in men che non si dica.
Le formazioni
Sudtirol: E’ un 3-5-2 il modulo adoperato da Mister Bocchini – squalificato Castori -. Tra i pali Adamonis, protetto da una retroguardia composta da Kofler, Pietrangeli ed El Kaouakibi. Sulle corsie laterali sfrecciano Molina e Davi, mentre i tre centrocampisti sono Tait, Tronchin e Martini. Davanti Odogwu e Merkaj.
Reggiana: La Reggiana deve fare i conti con la pesantissima assenza del capitano Paolo Rozzio. Dionigi, che non può ancora fare affidamento su Magnani, opta per una difesa rapida ma molto poco fisica. I tre centrali sono infatti Libutti, Papetti e Bonetti. A destra agisce l’ex della partita Rover, mentre a sinistra Bozzolan. A centrocampo Reinhart e Bertagnoli, mentre Girma e Portanova agiscono alle spalle del solito Gondo. Si accomoda in panchina Tavsan.
La partita
L’incontro comincia con il primo possesso che viene gestito dagli ospiti, oggi chiamati ad allungare la striscia di risultati utili consecutivi. Il Sudtirol si getta subito in avanscoperta, tanto che dopo un paio di minuti la Reggiana rischia e non poco dopo un batti e ribatti in area di rigore, ma fortunatamente l’azione evapora. Gli altoatesini tornano a farsi pericolosi al quarto d’ora, quando Kofler mette un pallone invitante in area di rigore, imbeccando la testa di Merkaj, che fortunatamente spedisce a lato. Al 18′, però, ecco il gol del vantaggio del Sudtirol: Odogwu fa valere il fisico ed offre a Martini, che calcia di prima intenzione e spedisce nell’angolino alla destra di Motta. Gran gol indubbiamente, ma la difesa granata si è completamente dimenticata del numero 6, che ha calciato indisturbato, facendo centro. Pessimo approccio alla partita da parte della banda di Dionigi. E’ una sorta di dejavù della gara con il Catanzaro: anche sabato scorso i Granata erano scesi in campo con poca convinzione. Sarà compito del mister evitare che ciò si verifichi nuovamente nelle prossime sfide.
Lo spartito non assume cambiamenti nei giri di lancette successivi, anzi, al minuto 24, l’autore dell’assist in occasione del gol dell’1-0 sfodera una conclusione di mancino da posizione defilata. E proprio Odogwu si rileva determinante nei minuti successivi per la realizzazione del raddoppio del Sudtirol. Pescato da un lancio di Davi, difende bene la sfera da un timido Papetti e suggerisce al centro per Merkaj, che anticipa Bonetti e spedisce in fondo al sacco da due passi. Dormita clamorosa dei due difensori granata.
Dopo 28 minuti, finalmente la Reggiana fa registrare un’azione interessante. Girma serve Gondo con una verticalizzazione illuminante; lo svizzero si fa scippare la sfera, che schizza dalle parti di Portanova, il cui tiro viene respinto però. Una decina di primi più tardi, ad ogni modo, i padroni di casa flirtano con il terzo gol. Odogwu offre l’ennesimo pallone invitante, liberando stavolta Tait, che spedisce alto. Ghiotta occasione da rete non capitalizzata dai Biancorossi. L’assedio degli altoatesini, ad ogni modo, prosegue. Merkaj mette un pallone a rimorchio per il solito Odogwu, che, da dentro l’area di rigore, sfodera il tiro, sporcato fortunatamente in corner. Dopo 60 secondi di recupero, va in archivio la prima frazione di gioco. Non servono considerazioni: ha parlato il campo.
L’incontro riprende con due novità di formazione tra le fila dei Granata. Dionigi richiama due anonimi Bozzolan e Girma, inserendo i due atleti che hanno fatto centro nell’ultima sfida, ovvero Marras e Lambourde. Nonostante le sostituzioni, dai primi minuti di gara non emerge una Reggiana particolarmente più intraprendente di quella del primo tempo. Hanno due occasioni Rover e Marras, ma entrambe non vengono sfruttate: il primo si fa respingere la conclusione ben due volte, mentre il secondo manda a lato non di poco. Al 56′ la situazione diventa tragicomica, con Tronchin che prende la mira da fuori area ed esplode una conclusione violenta ma centrale. Motta compie un grave errore e la sfera termina in fondo alla rete.
Poco più tardi, però, la Reggiana va finalmente in cerca di una scintilla e lo fa con un sinistro di Gondo, forte ma non angolato. Non interviene in maniera impeccabile il portiere, che concede un calcio d’angolo. Dalla bandierina, dopo un’accesa mischia – e un altro clamoroso errore di Adamonis -, la sfera termina in fondo al sacco. Il tocco decisivo è stato di Portanova. I Granata adesso hanno mezz’ora e poco più per tornare in carreggiata.
Nei minuti successivi, finalmente la squadra ospite mette in campo maggiore furore agonistico, talvolta ronzando attorno alla porta avversaria, ma senza intavolare particolari palle gol. All’alba del 66′ i Biancorossi tornano a minacciare la porta avversaria, con la soluzione da notevole distanza tentata da Molina. Motta, stavolta, è attento e respinge. Poco più tardi, il tecnico della compagine ospite decide di mandare dentro Charlys, che rileva un impalpabile Bertagnoli. Ad ogni modo, un attimo più tardi il Sudtirol sfiora il quarto sigillo. El Kaouakibi parte dalla destra e si accentra del tutto indisturbato, poi scocca il tiro, che viene sporcato. La sfera diventa buona però per Odogwu, che si gira e calcia, terminando non distante dall’incrocio dei pali. Al minuto 69, mister Bocchini rileva Tait, gettando nella mischia Coulibaly. Al minuto 75 ha una chance interessante la squadra di casa: Odogwu, dopo un intelligente velo di Merkaj, apparecchia la tavola per Martini, che prende la mira e calcia, ma non inquadra il bersaglio con una conclusione molto timida. Subito dopo, Bocchini si gioca altre due carte: Federico Davi e Zedadka rilevano Simone Davi e l’appena nominato Martini. La squadra di Dionigi sembra essersi spenta di nuovo e lo testimonia un’altra iniziativa congegnata dai Biancorossi nei secondi successivi. Il citato poco fa Merkaj prende la mira ed esplode il tiro da dentro l’area di rigore, ma Bonetti si oppone, accasciandosi anche a terra dopo l’impatto violento. Dionigi tenta l’assalto finale a 10 dalla segnalazione del recupero: dentro Novakovich e Tavsan, fuori Reinhart e Rover. Nei minuti successivi, i padroni di casa hanno una possibilità su calcio d’angolo. Il traversone è basso e all’altezza del primo palo per Kofler, che gira di prima intenzione verso lo specchio, ma trova l’opposizione di Marras. Quest’ultimo si rivela nuovamente fondamentale un attimo più tardi, quando Odogwu tenta la deviazione di testa verso la porta, ma deve fare i conti con un salvataggio provvidenziale dell’ex Cosenza. Doppio cambio in casa Sudtirol quando mancano meno di 10 secondi all’annuncio dell’extra-time. Fuori Tronchin e Merkaj, spazio per Brik e Italeng. Dopo 4 minuti di recupero in cui nulla di avvincente accade, fatta eccezion per un tiro rasoterra e centrale di Zedadka, ecco il tanto atteso triplice fischio.
Considerazioni sparse
Come già detto, ha parlato il campo. Non ha senso soffermarsi in statistiche o tatticismi. Quando mancano le idee, l’agonismo e la determinazione, non si vince mai. La Reggiana ha fatto forse il primo tempo più brutto di queste tre stagioni di Serie B. Nella ripresa ci sono stati 10 minuti in cui, soprattutto dopo il gol, la squadra ha aumentato i giri del motore, ma dopo poco tempo si è spenta nuovamente. Abbiamo visto un gol trovato per fortuna e troppe poche trame offensive proposte. Tre reti subite, inoltre, davvero ridicole. Non bisogna sicuramente sottovalutare l’eccellente lavoro di Odogwu e Merkaj, ma tutti e tre i sigilli biancorossi erano facilmente evitabili. Martini ha stappato l’incontro calciando completamente indisturbato. Sul secondo gol, Papetti si è clamorosamente addormentato, lasciando che l’avversario crossasse senza opporre alcuna resistenza. Il 3-0, per concludere, è un grave errore di Motta. È un peccato perché non ci si può permettere anche quest’anno di fallire tutti gli scontri salvezza. Sicuramente manca un difensore centrale – speriamo che Rozzio e Magnani recuperino in fretta – ma, come detto, manca proprio qualcosa dal punto di vista delle idee e dell’agonismo. Già con la Juve Stabia si era vista una squadra anonima. A Bolzano è capitato ancora. Fondamentale cambiare registro alla svelta.
