Gennaio 19, 2026

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Reggiana, passo falso a Monza: tre gol subiti in 43 minuti e prova deludente

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La Reggiana “sacrifica” la gara di Monza pensando al derby di martedì sera. Una squadra spenta incassa tre gol nel primo tempo, sintomo di una difesa davvero scricchiolante, e nella ripresa fatica persino a reagire. Unica nota positiva la rete del momentaneo pareggio di Novakovich, autore di una validissima prestazione.

Le formazioni

Monza: E’ un 3-4-2-1 lo schieramento scelto dal tecnico Bianco per questa partita, modulo dunque speculare a quello dei Granata. Tra i pali Thiam, protetto da una difesa che ha come cardine Delli Carri, supportato da Izzo e Carboni. Sulla fascia destra gioca Birindelli, mentre dalla parte opposta Azzi. Il regista è Pessina, affiancato da Colombo. I tre davanti fanno paura: Colpani e Keita Balde agiscono a supporto di Dany Mota.

Reggiana: Come detto, solito 3-4-2-1 per Dionigi, che, con un occhio di riguardo alla sfida di martedì sera, decide di preservare le energie dei suoi giocatori più importanti. La difesa è ormai consolidata, vista l’indisponibilità di Rozzio – ovviamente panchina per Magnani -: Papetti al centro, a destra Libutti e a sinistra Bonetti. Gli esterni sono Marras e Rover, mentre i due centrocampisti Bertagnoli e Mendicino. Vicino alla punta, ovvero Novakovich, giocano Portanova e Lambourde – prima maglia da titolare per quest’ultimo -.

La partita

L’incontro comincia con il primo possesso che viene gestito dalla formazione ospite, la quale sfoggia per la prima volta un’elegantissima seconda divisa bianca. L’avvio di partita è a dir poco catastrofico, o meglio tragicomico: Rover, nel tentativo di allontanare la sfera, colpisce in pieno Mendicino; il pallone schizza dunque dalle parti di Dany Mota, che, a tu per tu con il portiere, non perdona. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Ennesima partita in cui i Granata vanno in svantaggio nel primo tempo.

La Reggiana è rimasta in spogliatoio e il Monza prova ad approfittarne per raddoppiare poco più tardi: Keita Balde trova al limite dell’area di rigore Pessina, il quale punta il cecchino sull’angolino basso alla destra di Motta. Quest’ultimo, però, è bravissimo a distendersi e a dire di no, concedendo appena un calcio d’angolo. Bisogna attendere ancora qualche minuto per assistere ad un primo guizzo offensivo della banda di Dionigi, che arriva a cavallo tra il 13′ e il 14′. Portanova premia la corsa di Libutti con un bel passaggio; il capitano pennella uno splendido traversone all’altezza del secondo palo, all’indirizzo di Novakovich, che schiaccia di testa e batte Thiam! Gli ospiti sono finalmente tornati in carreggiata. O forse no…

I Biancorossi non ci stanno e vogliono tornare a dettare regole: al giro di lancette numero 19, Keita Balde, imbeccato nei dintorni della lunetta del limite dell’area, si gira e prova a piazzare di destro, ma Motta si fa trovare pronto ancora una volta e sventa il pericolo. Prosegue l’assolo del Monza che, al 25′, fa centro: Dany Mota trasmette in area di rigore per Izzo, che sguscia tra un paio di maglie avversarie, poi calcia a rientrare sul palo lontano, con la sfera che si insacca sotto l’incrocio. 2-1 all’U-power Stadium.

I seguenti minuti di partita scorrono fluidamente senza che particolari mutazioni affliggano lo spartito. Nessuna palla gol, ma i Brianzoli continuano a ronzare attorno alla porta avversaria. I lombardi tornano a graffiare al minuto 39: Keita verticalizza per Carboni, che tenta di sorprendere Motta, il quale però sfoggia l’ennesimo riflesso superlativo. Penetrano con una facilità disarmante i padroni di casa. La Reggiana completa la frittata al 43′. Il solito Rover perde un pallone sanguinosissimo e i padroni di casa ringraziano con Dany Mota che prende la mira da fuori area e insacca all’angolino basso alla destra di Motta.

La prima metà di partita, dopo due minuti di recupero, va in archivio sul punteggio di 3-1.

La ripresa comincia con una sostituzione per parte. Dionigi decide di sostituire Marras, terminato sulla lista dei cattivi nel primo tempo, con Bozzolan. Bianco, invece, richiama Izzo, che lascia spazio a Ravanelli. Cambia un interprete ma la trama è la medesima della prima frazione di gioco: dopo appena 40 secondi, Colpani è completamente libero di andare alla conclusione dalla distanza, ma il solito Motta dice di no deviando in corner con un grande intervento. Nei giri di lancette successivi, calano i ritmi e di fatto anche le occasioni da gol, ma la Reggiana non riesce a trovare la scintilla per reagire. Proprio per questa ragione, mister Dionigi decide di intervenire al 57′: Rover passa il testimone a Magnani; lo stesso fa Lambourde con Tavsan. Attua le sue mosse anche Bianco: escono Colpani e Keita Balde ed entrano Maric e Zeroli. L’appena nominato Maric impiega pochi secondi ad entrare in partita, facendosi largo sulla destra e tentando di sorprendere Motta sul primo palo. Fortunatamente, la sfera si spegne sul fondo. I Granata, però, non danno segni di vita e, anzi, un attimo più tardi, rischiano nuovamente di incassare la quarta rete quando, dopo una respinta della difesa, la sfera diventa buona per Dany Mota, che prende la mira e calcia, non inquadrando il bersaglio per poco. E’ tempo di avvicendamenti al 63′. L’ex tecnico del Modena richiama Pessina, inserendo Obiang – sostituzione davvero di lusso per i Biancorossi -, mentre Dionigi punta sulla tecnica di Charlys, che rileva Mendicino. Al minuto 71, quando la partita è ormai stata anestetizzata dai lombardi, il condottiero dei Granata inserisce Gondo, che ha bisogno di mettere qualche minuto nelle gambe in vista del derby. Non molto tempo più tardi il mister dei padroni di casa si gioca la carta Lucchesi, ex della partita – non sarebbe stato male averlo dalla nostra sponda in questa gara – che entra al posto del dolorante Carboni. Poco più tardi, il Monza ha una chance su calcio di punizione, ma la traiettoria disegnata da Maric si stampa sulla barriera. Entriamo nel recupero – 300 secondi – e finalmente la Reggiana si ricorda che l’obiettivo del gioco è quello di gonfiare la rete. Al 94′, infatti, Tavsan pennella un bel traversone su calcio da fermo, trovando Novakovich, che gira di testa verso la porta. Lo statunitense deve però fare i conti con un intervento clamoroso di Thiam, che nega alla banda di Dionigi la possibilità di rientrare in gara. Un attimo più tardi, inoltre, un traversone di Bozzolan per poco non sorprende proprio il portiere avversario, ma la sfera si stampa sul palo. E questo è l’ultimo sussulto della compagine proveniente dallo Stadio Giglio: martedì sera qualcosa dovrà cambiare.

Considerazioni sparse

Francamente allarmarsi più di tanto non ha molto senso, anche perché la squadra, prima di questo match, era reduce da tre gare da imbattuta, pertanto non è che la Reggiana si sia dimenticata come si giochi a pallone. E’ evidente come Dionigi abbia “sacrificato” questa partita in vista della gara di martedì. Come ogni scelta, se ne beneficeranno o pagheranno – cosa in parte già successa con la gara di Monza – le conseguenze. E’ scontato dire che non si può prendere gol dopo 2 minuti. Rover ha fatto una partita disastrosa – ha grandi responsabilità anche sul terzo gol -, ma non è stato di certo l’unico. Terrificante anche il secondo tempo. Va bene dire che la squadra era rimaneggiata visto che dopodomani c’è il derby e che il Monza vanta una rosa oggettivamente da Serie A, però è venuto meno qualcosa proprio a livello di spirito, idee e carattere. Ed è banale ma non inutile dire che giocare così contro il Modena vuol dire prendere un’imbarcata clamorosa. E’ ridicolo, tra l’altro, il fatto che non ci sia un centrale di ruolo in grado di fare 90 minuti. Rozzio ha sempre avuto i suoi acciacchi – è a Reggio da quasi 10 anni, quindi la dirigenza ne è consapevole – ed obiettivamente è difficile pensare che Fracchiolla credesse che Magnani giocasse 38 partite su 38. Dare via Meroni, nonostante avesse saltato il ritiro, è stato obiettivamente un errore. Adesso la Reggiana gioca con un braccetto di difesa come centrale e un ragazzo come Bonetti che l’anno scorso militava in Serie D e che sta dando il massimo ma che ovviamente non ha esperienza. Di positivo, tuttavia, c’è il fatto che Motta ha ribadito le sue qualità, rivelandosi davvero determinante. Ed è molto importante, inoltre, il fatto che Novakovich abbia fatto centro, dando un contributo determinante dall’inizio alla fine. E’ un attaccante che può davvero fare la differenza. Martedì, ad ogni modo, bisognerà essere consapevoli che si affronta una squadra nettamente più forte sotto tanti punti di vista. Dove non arriverà la tecnica o la tattica, dovrà arrivare il cuore, un elemento che a Monza, per la stragrande maggioranza del match, è mancato.

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