Gennaio 19, 2026

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

La Reggiana si fa rimontare due volte e crolla ad Avellino

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La Reggiana incassa due reti su palla inattiva e si fa rimontare ben due volte, gestendo malissimo i momenti della partita e sperperando una ghiottissima occasione per fare il carico di punti su un campo insidioso.

Le formazioni

Avellino: Mister Biancolino, che, dall’inizio del torneo, ha alternato più volte la linea a 3 a quella a 4, sceglie come abito tattico cucito su misura dei suoi giocatori il 4-3-1-2. Tra i pali Daffara, protetto da Simic ed Enrici. I terzini sono l’ex Roma Missori e Milani. Chiavi del centrocampo affidate a Palumbo, affiancato da Besaggio e Palmiero. Roberto Insigne agisce alle spalle delle punte Crespi e Biasci.

Reggiana: Mister Dionigi torna a fare affidamento su Magnani dal primo minuto. Quest’ultimo, come di consueto, è supportato da Papetti e Libutti. Sulle corsie laterali sfrecciano Marras e Bozzolan. Il reparto intermedio è guidato dal direttore d’orchestra Charlys, coadiuvato dall’esperienza di Bertagnoli. Sulla trequarti giocano Portanova e Tavsan, mentre l’unico riferimento offensivo è Novakovich, centravanti in grande stato di forma.

La partita

La prima occasione della gara si fa attendere appena 6 minuti. Motta, che in passato aveva già manifestato delle lacune nella gestione della sfera con i piedi, sbaglia totalmente un rilancio. I compagni faticano a mettere una pezza al suo errore e l’Avellino tenta di approfittarne: Crespi offre un bel pallone a Biasci che, disturbato da Papetti al momento del tiro, non trova per fortuna lo specchio della porta. I Lupi tentano di ribadire le loro intenzioni al quarto d’ora, quando Besaggio converge dalla sinistra e sfodera una conclusione violenta ma centrale, disinnescata dall’estremo difensore avversario. Non un grande approccio alla partita da parte della Reggiana. Proprio i Granata, tuttavia, riescono a gelare lo Stadio Partenio al 21′. Tavsan sfreccia sul binario di destra, poi mette un pallone invitante in area di rigore, che viene prolungato nella zona di Bozzolan. Quest’ultimo tenta la botta di mancino, che, dopo una deviazione di Simic, termina in fondo al sacco. Ospiti avanti grazie ad un’autorete, dopo una prima fase di gara ampiamente sottotono.

I Biancoverdi aumentano i giri del motore nei minuti successivi, cercando in ogni modo di tornare in carreggiata. Al minuto 28, sugli sviluppi di un corner, Crespi riesce a girare di testa verso la porta, ma Motta si oppone con un grandissimo intervento. L’arbitro, tuttavia, viene invitato, al termine dell’azione, a rivedere quanto accaduto in questa azione al monitor. Secondo l’arbitro e i suoi collaboratori, Charlys ha toccato il pallone con la mano, dunque viene assegnato un calcio di rigore a favore dei campani. Dagli undici metri va Roberto Insigne, che spiazza Motta e gonfia la rete. Ristabilito l’equilibrio ad Avellino. Gol meritatissimo.

Al tramonto del 41′, il nominato in precedenza Crespi corregge una conclusione di Palumbo, facendo centro da posizione ravvicinata. L’esultanza del pubblico di casa viene però strozzata sul nascere, in quanto la posizione dell’attaccante biancoverde era irregolare. E questa è l’ultima azione saliente di questa prima metà di gara, che va in archivio dopo 47 giri di lancette – 2 di recupero -. Avellino straripante e retroguardia granata scricchiolante, per utilizzare un gioco di parole.

Al via il secondo atto di questa sfida con una novità nella formazione campana: Crespi passa il testimone a Russo. Lo spartito non sembra voler assumere variazioni e, dopo appena 5 minuti, c’è il primo sussulto biancoverde. Missori pesca, con un lancio chilometrico, Insigne, il quale offre un pallone estremamente invitante a Biasci, che insacca la rete del 2-1.

La Reggiana, però, non ci sta e, all’alba del 55′, torna a fare la voce grossa. Marras mette un pallone profondo in area di rigore, all’indirizzo di Portanova, che esegue una splendida sponda per Novakovich. L’ex Bari tenta dunque la conclusione al volo; Daffara riesce ad opporsi con un grande intervento la prima volta, ma non può nulla sulla ribattuta da dentro l’area piccola dello statunitense. Tutto di nuovo in perfetto equilibrio.

Corre ai ripari mister Biancolino, che getta nella mischia l’ex granata Kumi, il quale rileva Palmiero. Al minuto 62 torna a prendersi la scena il nominato un attimo fa Novakovich. Trovato da Bertagnoli, si intrufola in area di rigore, sgusciando tra le maglie di Enrici e Simic, per poi trafiggere l’estremo difensore avversario con una conclusione di punta, in stile calcetto, che vale il 2-3! Gol straordinario dell’attaccante dei Granata, che continua a brillare.

Un paio di giri di lancette più tardi, Biancolino, nella speranza di riacciuffare il pari, decide di inserire la cavalleria pesante. Cagnano rileva Milani, ma soprattutto Tutino prende il posto di Biasci. Un attimo dopo, accade l’impensabile al Partenio. Russo dipinge una traiettoria intrigante su calcio da fermo e Simic svetta di testa, facendo centro. I Granata cestinano così il vantaggio che avevano ottenuto.

Una manciata di secondi in seguito, ad ogni modo, Charlys prova a salire in cattedra con un tiro dalla distanza, ma l’estremo difensore biancoverde dice nuovamente di no. Al 69′, Dionigi, per provare a tornare a far pendere il risultato verso la sponda granata, decide di inserire il dinamismo di Lambourde, che rileva Tavsan. Poco dopo, i padroni di casa provano a graffiare su calcio da fermo: Russo mette un pallone invitante in area di rigore e Palumbo trova l’incornata vincente, che vale il 4-3 biancoverde. Incredibile al Partenio. La Reggiana sta avendo un vero e proprio blackout.

Le contromisure del tecnico della compagine ospite arrivano al 78′: rispolverato Stulac, che eredita il posto di Bertagnoli; Gondo si rende invece protagonista di una staffetta con Novakovich. I cambi impiegano pochi attimi a mettere in difficoltà la retroguardia avversaria. A 10 dalla segnalazione del recupero, infatti, Lambourde semina il panico sulla destra, poi mette un pallone interessante al centro, che viene però respinto. La sfera diventa buona per un tentativo di Stulac, che viene a sua volta ribattuto. Dopo questa trama offensiva, Dionigi manda dentro Rover, che subentra al posto di Bozzolan. Sostituzione anche sponda Avellino: Palumbo, dolorante, passa il testimone a Sounas. Declina il tempo sul cronometro del direttore di gara, con gli ospiti che, giustamente, hanno ormai stabilmente piantato le tende nella metà campo avversaria, ma senza intavolare nitide occasioni da rete. Entriamo dunque nel recupero – 5 minuti -, ma non c’è niente da fare. Continua il presidio della porta avversaria, ma nessun pericolo. Dopo lo splendido successo nel derby, la Reggiana non riesce a ripetersi e crolla sul campo dell’Avellino.

Considerazioni sparse

Per una volta, è estremamente facile trarre delle conclusioni. La Reggiana ha avuto una pessima gestione dei momenti della partita. Ha approcciato male l’incontro e, quando è riuscita, contro le aspettative, a portarsi avanti, ha sperperato tutto, ripetendo quest’errore anche nel secondo tempo, dopo aver compiuto la rimonta. Oltretutto, non si possono prendere due gol su palla inattiva, specialmente a così poco tempo di distanza l’uno dall’altro. Ad ogni modo, senza sminuire la gravità di questi errori, bisogna anche sottolineare degli aspetti positivi. Novakovich è stato un innesto strepitoso. Un attaccante veramente completo, fisico e tecnico, capace di incidere su ogni partita. Come in ogni cosa, bisogna avere calma nel tirare le righe ed esprime dei giudizi – c’era chi pensava che non fosse un buon giocatore dopo i primissimi spezzoni in cui era ancora fuori forma -. Questa squadra – e lo abbiamo detto anche nell’articolo sul derby – ha delle qualità immense. Ci sta andare in confusione contro una formazione offensivamente molto forte. Non si possono più fallire, però, gli scontri salvezza, perché, in questi tre anni di Serie B, ci hanno spesso, anzi, sempre penalizzato. Sabato ce ne sarà un altro con l’Entella ed è vietato commettere passi falsi.

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