Una pessima Reggiana perde contro l’ultima della classe
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La Reggiana fallisce l’ennesimo scontro salvezza e perde 2-1 a Pescara. Non basta il capolavoro di Rover: Corazza e Olzer, grazie anche a due ingenuità di Motta, consegnano i tre punti ai Biancazzurri.
Le formazioni
Pescara: 3-5-2 per i padroni di casa. In porta c’è il giovane promettente Desplanches, salvaguardato da una difesa composta da Gravillon, la bandiera Brosco e Capellini. Sulla fascia destra sfreccia Corazza, mentre dalla parte opposta l’ex Serie A Letizia. In mezzo Valzania, Squizzato e Olzer, mentre il tandem d’attacco è composto da Tonin e Di Nardo, un atleta da tenere d’occhio visti i 5 gol realizzati quest’anno.
Reggiana: Dionigi propone un undici ampiamente rimaneggiato viste le numerose assenze. L’assetto, però, rimane più o meno invariato: 3-5-1-1 (si ipotizzava persino un passaggio alla difesa a 4 alla vigilia di questo match). Torna a guidare la retroguardia il capitano Paolo Rozzio, affiancato da Libutti e Quaranta. Le ali sono Rover e Bozzolan. In fase di impostazione non può ovviamente mancare Reinhart, coadiuvato da Bertagnoli e da – grande novità – Vallarelli, che vorrà ripagare la fiducia del mister. Davanti Portanova dialoga con Novakovich. Assente dunque Gondo, oltre a Charlys, Marras e Papetti. Si accomoda in panchina Magnani, reduce da influenza.
La partita
L’incontro comincia e, clamorosamente, dopo 4 minuti ci sono già due ammoniti – uno per parte -. Tra le file dei Granata punito Rozzio per un tackle giudicato falloso – un cartellino davvero pesante -, mentre il sanzionato tra le file biancazzurre è Gravillon. Dopo 11 minuti di gioco, stappa incredibilmente la partita il Pescara. In seguito ad un colpo di testa apparentemente innocuo, la sfera va – complice un’ingenuità incomprensibile di Motta – a sbattere sia sulla traversa che sul palo, carambolando dalle parti di Corazza, che fa centro in tap-in.
La reazione granata, tuttavia, è immediata. Squizzato prova a controllare un pallone proveniente dall’out di destra, ma sbaglia lo stop e, involontariamente, apparecchia la tavola per la conclusione di Rover. L’ex Sudtirol scaraventa il pallone in fondo al sacco; nulla può fare Desplanches! Splendida rete dell’ex esterno del Sudtirol. Un giocatore che aveva bisogno di una gioia simile per prendere fiducia dopo un periodo di adattamento non semplice.
Poco più tardi, tuttavia, mister Dionigi rimedia un cartellino rosso per proteste. Decisione più che discutibile, in quanto sembra che il tecnico non abbia usato espressioni particolarmente colorite. Ad ogni modo il Pescara torna a ruggire nei giri di orologio successivi, con una conclusione dalla distanza di Olzer, disinnescata da un attento Motta. Torna a premere al 26′ la compagine guidata da Gorgone – oggi squalificato e sostituito dal vice Testini -, con Corazza che, trovato all’interno dell’area di rigore, riesce a fare girare il mancino, ma la corsa della sfera termina tra i guantoni del portiere avversario. Gli abruzzesi, però, continuano ad inseguire il 2-1 e, negli istanti successivi, arrivano al tiro con Gravillon, che prova a sorprendere Motta sul primo palo, ma quest’ultimo dice nuovamente di no. L’assedio dei padroni di casa non cessa e, un attimo più tardi, viene scodellato un altro pallone in area di rigore: si avventano su di esso sia Brosco che Di Nardo, per fortuna dei Granata ostacolandosi vicendevolmente, e la sfera si spegne a lato. Il nominato in precedenza Gravillon mette nuovamente il piede sull’acceleratore al 33′, sgusciando tra diverse maglie granata e, in qualche modo, arrivando a concludere nonostante la pressione granata. Il tiro fortunatamente è privo di potenza e, ancora un volta, la pratica è agevole per l’estremo difensore ospite. La Reggiana torna finalmente ad affacciarsi nella metà campo avversaria al minuto 39, quando Portanova semina il panico sulla destra, bevendosi Capellini e poi suggerendo per Novakovich, la cui conclusione viene tuttavia deviata in calcio d’angolo. Dopo tre giri di lancette, le due squadre si dirigono negli spogliatoi. Una partita dal grande agonismo, ricca di interventi duri. Per vincere questa sfida, però, serve più personalità. Il pallino del gioco finora lo ha detenuto il Pescara, che si è rivelato più pericoloso. Reggiana scricchiolante dietro, con un centrocampo che non riesce a contenere. Davanti qualche spunto di Portanova, ma soltanto un’azione ben congegnata.
Il primo squillo della ripresa è del Pescara, con Di Nardo che, al 50′, colpisce di testa indisturbato in area di rigore. Motta, però, neutralizza in due tempi. Stesso copione ma interpreti diversi negli attimi successivi, con Letizia che riesce a liberarsi di Libutti sulla sinistra e a mettere in mezzo per Brosco, il quale, con un’incornata, spedisce a lato di pochissimo. Al minuto 54, l’ammonito Gravillon abbatte Portanova con un intervento in scivolata in netto ritardo. Sembra un fallo degno di un secondo cartellino giallo, ma l’arbitro non è dello stesso avviso. Pochi secondi più tardi, inoltre, siamo già dalla parte opposta con un calcio di punizione conquistato dai padroni di casa. La trama offensiva termina con una conclusione di Corazza, fortunatamente sporcata in corner. Poco più tardi ci prova anche Squizzato, ma senza inquadrare lo specchio. Al 61′, il Pescara conquista un’altra punizione da posizione estremamente invitante, dopo un pallone sanguinoso perso da Rozzio. Calcia Olzer, che, con una traiettoria bassa ma tagliente, buca Motta.
Corre ai ripari Sibilano, vice di Dionigi: Vallarelli passa il testimone a Tavsan. Al minuto 66 insiste la compagine di casa: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Olzer affila il mancino e richiama all’intervento Motta, ma quest’ultimo non si fa trovare impreparato. Al 71′, finalmente si illumina l’ex Cesena, che semina il panico sulla destra e arriva, seppur da posizione defilata, a ritagliarsi lo spazio per una conclusione, deviata coi piedi in calcio d’angolo da Desplanches. Dalla bandierina, Reinhart dipinge uno splendido traversone, trovando la testa di Portanova, il quale prova a trafiggere il portiere degli abruzzesi, ma quest’ultimo si oppone nuovamente, con una parata straordinaria. Opta per un cambio negli istanti successivi il vice di Gorgone: Dagasso rileva Olzer. Al minuto 76 ecco un timido sussulto della Reggiana: l’estremo difensore biancazzurro smanaccia su un cross e la sfera diventa buona per Libutti, che tenta di scavalcare le maglie avversarie con un pallonetto, ma gli abruzzesi riescono ad allontanare di testa quasi sulla linea della porta. Sibilano, nel frattempo, richiama Bertagnoli e Rover. Entrano Mendicino e Sampirisi, un piacevole ritorno. Nel Pescara effettua il suo ingresso, invece, Caligara, che prende il posto di Squizzato. Si mette subito in luce l’ex terzino del Monza, proponendo un pallone invitante in area di rigore. Bozzolan – che lascerà il campo tra poco – prova ad eseguire una sponda per Portanova, ma quest’ultimo non riesce ad arpionare e l’azione evapora. Nel frattempo, effettua finalmente il suo ingresso in campo Lambourde, mentre i padroni di casa sostituiscono Letizia con Sgarbi. Lo spartito, tuttavia, non assume cambiamenti. Dopo un lungo recupero che vede i padroni di casa calare persino il tris con Di Nardo – rete fortunatamente annullata -, il direttore di gara manda tutti sotto la doccia.
Considerazioni sparse
Quando l’obiettivo è la salvezza, non è possibile giocare così male contro tutte le squadre ampiamente alla portata. Ci sono tuttavia modi e modi di perdere. Uscire dal campo sconfitti dopo aver dato il 100%, pur commettendo degli errori tecnici o tattici, è accettabile. Se però il risultato è frutto dell’atteggiamento sbagliato di una squadra spenta, senza spirito di sacrificio, senza intensità ed idee, è umiliante; è una mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi. Non si può andare in svantaggio dopo 11 minuti contro l’ultima in classifica. Motta è un portiere con delle qualità eccezionali, ma ci è costato già qualche gol e di conseguenza qualche punto. Va benissimo l’idea di voler valorizzare un giocatore di proprietà, ma il suo è un ruolo in cui gli errori non sono perdonati. E, se questi capitano spesso, se ne pagano le conseguenze. Ha delle responsabilità anche sulla seconda rete, in quanto il tiro non era angolato e la sfera è passata in mezzo alla barriera – mettere il “coccodrillo” non sarebbe stata una cattiva idea -. Tutto, però, nasce da un’ingenuità che da un giocatore come Rozzio non ti aspetti. Sicuramente va apprezzato il fatto che abbia giocato nonostante stesse palesemente male fisicamente, ma – a maggior ragione se le condizioni non sono ottimali – non puoi portare palla da ultimo uomo e perderla, scoprendo così la difesa. A centrocampo si salva solo Reinhart. Non c’è stato alcun filtro: i giocatori del Pescara – soprattutto Gravillon – si insinuavano tra le maglie granata con una facilità disarmante. Vallarelli è un centrocampista con buone qualità, ma non era questa la partita adatta per gettarlo nella mischia. E’ ancora acerbo e forse lo è anche Mendicino, ma quest’ultimo sarebbe stato probabilmente meglio, in quanto, seppur abbia trovato finora poco spazio, ha fatto intravedere qualcosa di più interessante. Bertagnoli il solito fantasma. Per concludere, davanti Novakovich non si è minimamente visto. Nessuna sponda, solo un tiro deviato dopo un’iniziativa di Portanova. Quest’ultimo è un altro dei pochi che in questa gara si è dato da fare, ma era da solo contro un’intera difesa. E infatti la squadra è penetrata in area di rigore pochissime volte e il gol è avvenuto con un tiro da fuori. Unica nota positiva il gol di Rover, un calciatore che è stato tanto criticato ma che aveva solamente bisogno di un periodo di adattamento. Se è ad un passo dalle 100 presenze in B, ci sarà un motivo. Le numerose assenze e una direzione arbitrale non impeccabile, però, non possono essere un attenuante. Quando manca lo spirito di squadra si perde in partenza. E fa male dirlo, ma è da un po’ che la squadra dà questa sensazione. Dal match di Avellino in poi la Reggiana ha sempre mantenuto questo atteggiamento, vincendo solamente a Mantova. Bisogna cambiare registro alla svelta.
