La Reggiana fallisce l’ennesimo scontro salvezza
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La Reggiana crolla a due minuti dalla segnalazione del recupero. La Sampdoria risponde alla rete del momentaneo vantaggio granata, targata Portanova, con una conclusione da fuori di Conti ed una frustata di Barak sugli sviluppi di palla inattiva. Terza sconfitta di fila per la banda di Dionigi.
Le formazioni
Sampdoria: E’ un 3-4-1-2 l’abito tattico tessuto da Gregucci per i suoi ragazzi. Hadzikadunic, Abildgaard e Venuti proteggono la porta di Ghidotti. Sulla fascia destra sfreccia Depaoli, calciatore di grande esperienza, mentre dalla parte opposta Giordano. La fase di impostazione passa dai piedi di Liam Henderson, affiancato da Conti. Pafundi agisce alle spalle di due punte di grande fisicità come Coda e Cherubini.
Reggiana: Solito modulo per i ragazzi di mister Dionigi, oggi non presente in panchina per squalifica – squadra dunque affidata al vice Sibilano -, ovvero il 3-4-2-1. Torna Magnani al centro della difesa, coadiuvato da Papetti e Quaranta. Sulle corsie laterali giocano Rover e Bozzolan, mentre i due registi sono Charlys – finalmente recuperato dopo il cartellino rosso rimediato a Mantova – e Reinhart. La punta è Novakovich, pertanto Gondo si accomoda in panchina. A dialogare con lui Portanova e Tavsan.
La partita
I primi minuti di partita non regalano particolari emozioni, tuttavia permettono al pubblico di capire quale sarà lo spartito di questa gara. E’ ovviamente la Sampdoria, spinta da un Ferraris gremito – anche questo un fattore determinante -, a fare la partita, mentre i Granata attendono, pronti a punire in contropiede. Dopo 14 giri di lancette, infatti, si prende finalmente la scena la squadra ospite. Rover legge bene un passaggio prevedibile di Venuti, indirizzato a Depaoli, poi prova a farsi largo sulla destra. Dopo un bel dialogo con Charlys, l’ex Sudtirol mette un pallone invitante in area di rigore. Novakovich manca l’appuntamento con la sfera, ma quest’ultima sgorga dalle parti di Portanova che, da due passi, fa centro! L’ex Genoa gela il Ferraris. Ospiti avanti alla prima trama offensiva proposta.
La reazione blucerchiata è però immediata, con la compagine di Gregucci che, nei giri di orologio successivi, conquista prima una punizione e poi un corner, ma senza graffiare. La rete del pareggio sembra quasi nell’aria e arriva puntuale al minuto 26, quando Conti raccoglie un pallone allontanato dalla retroguardia avversaria sugli sviluppi di calcio d’angolo e affila il mancino. La sfera, dopo una deviazione di Magnani – ingenuo a girarsi, anziché rimanere dritto con il corpo -, termina in fondo al sacco. Tutto da rifare per gli ospiti.
E proprio l’autore del gol dell’1-1, trascinato dall’euforia, torna a ruggire più tardi, quando, dopo aver riconquistato palla in mezzo al campo, prova a sorprendere Motta con una conclusone tagliente di mancino, che fortunatamente evapora a lato. Gli ospiti, tuttavia, non ci stanno e, al 39′, provano a spegnere l’entusiasmo di Marassi. Dalla bandierina, Reinhart dipinge una traiettoria stretta, indirizzata ad un giocatore tra Reinhart e Charlys. A pizzicarla di testa da distanza ravvicinata è probabilmente il secondo, ma Ghidotti, con una parata superlativa, riesce ad opporsi. Dopo 5 minuti di recupero – frutto di una lunga interruzione dovuta ad un grave (speriamo il meno possibile) infortunio rimediato da Venuti, sostituito da Ferrari -, la prima frazione di gioco va in archivio. 1-1 a Marassi. Tante, tante emozioni.
Comincia la seconda metà di gara senza alcuna novità di formazione, né da una parte né dall’altra. Un po’ come nella prima frazione di gioco, la gara fatica a decollare nei primi giri di lancette della ripresa. Al minuto 57, Sibilano prova a dare una scossa a questa gara, sostituendo Rover, giocatore rinato ma che potrebbe garantire ancora maggiore sicurezza, con Marras. Opta per un cambio – in questo caso persino doppio – anche la compagine di Gregucci: entrano Ioannou e Barak ed escono Giordano e Cherubini. Al 66′, Pafundi, che si sta rivelando una vera e propria spina nel fianco, prova a sfuggire a Quaranta, ma quest’ultimo lo ferma con le maniere forti. Vola qualche parola di troppo dalla panchina ligure e il direttore di gara decide di placare gli animi con un non particolarmente democratico – per usare un eufemismo – cartellino rosso, indirizzato ad un collaboratore di Gregucci. La formazione ospite tenta di farsi sentire più tardi, verso il giro di lancette numero 71, quando Charlys prova a premiare la corsa di Tavsan con un passaggio sulla corsa. La difesa della Samp è scoperta e deve intervenire persino Ghidotti che, in uscita, anticipa l’ex Cesena e sbroglia una situazione non semplice. E proprio Tavsan abbandona il campo un attimo dopo: spazio per Lambourde, che dovrà dare una defibrillata ad un secondo tempo in cui i ritmi sono vistosamente calati. Negli istanti seguenti, però, la Samp flirta con il vantaggio. Il solito Pafundi, dopo un’interessante percussione, offre a Coda, il quale sguscia tra un paio di maglie granata e prova il tiro. Motta non riesce a bloccare e Depaoli si avventa sulla sfera per correggere in rete, ma senza riuscire a spingere in fondo al sacco. Al 78′, dopo che l’arbitro ha assegnato un’altra espulsione – stavolta per un membro della panchina della Regia -, Sibilano prova a calare un asso. Novakovich passa infatti il testimone a Gondo. Spazio anche per Libutti e Mendicino; out Bozzolan e Reinhart. “Risponde” il tecnico della squadra di casa poco dopo: Ricci rileva Conti, lo stesso fa Cuni con Pafundi. Gli ospiti cercano uno squillo al minuto 83. Mendicino delinea un promettente traversone, perfetto per l’incornata di Lambourde. Quest’ultimo, però, colpisce involontariamente Portanova – finito a terra un atimo prima – che prova in qualche modo ad indirizzare verso la porta, ma la palla termina docile tra i guantoni di Ghidotti. Reagisce istantaneamente la Samp, con un’azione molto confusionaria. Cuni mette al centro con un traversone invitante e, dopo un prolungato batti e ribatti, la sfera termina tra i guantoni di Motta, uscito in presa bassa. I Blucerchiati, però, piantano le tende nella metà campo avversaria e tornano a premere poco dopo, su palla inattiva. Barak colpisce di testa indisturbato e, forse involontariamente, trova il nominato in precedenza Cuni, ben contenuto dalla retroguardia granata. La sfera, tuttavia, torna dalle parti dell’ex centrocampista del Verona che, con una fucilata, timbra la rete del 2-1. Rimonta completata. Doccia gelata per la Reggiana.
Dopo un sostanzioso recupero di oltre 7 minuti, arriva il triplice fischio. Terzo passo falso dell’undici della Città del Tricolore. Sconfitta che fa più male delle altre.
Considerazioni sparse
E’ purtroppo la terza partita consecutiva che i Granata perdono in maniera sciocca. Anche dai match con Padova e Pescara sarebbe dovuto scaturire quantomeno un pareggio. E, alla fine dell’anno, quando alla somma dei successi si aggiungono tutti quei “punticini” derivanti da partite terminate in parità, è la squadra a beneficiarne in classifica. I dati, però, al momento parlano chiaro: la Reggiana o vince o perde, senza “vie di mezzo”. Come detto, bisogna mettersi il cuore in pace che i momenti negativi fanno parte delle stagioni – e probabilmente questo non sarà neanche l’ultimo di questo campionato infatti -. Ovviamente, però, una grande squadra è tale quando anche dai momenti complicati riesce, pur giocando male, a conquistare comunque qualche risultato utile o semplicemente non da buttare via. Ad ogni modo, paragonare la prestazione di Marassi con quella delle ultime due gare è un’eresia. La Reggiana ha giocato nettamente meglio, con un canovaccio tattico chiaro, ovvero quello di aspettare e cercare di ferire in contropiede – è difficile pensare di imporre il proprio gioco contro la Samp, squadra in forma e con calciatori di alto livello -. Tuttavia, si può e si deve ancora crescere. Con Charlys accanto a Reinhart il centrocampo è tutta un’altra cosa, ma la Reggiana fa ancora molta fatica a vincere le seconde palle. Davanti Novakovich sembra spaesato. L’impressione è che non sia un calciatore adatto alla costruzione spalle alla porta, bensì un finalizzatore, che va cercato con dei traversoni continui. Non avendo un ruolo chiave nell’azione, sarebbe più funzionale un centravanti come Gondo, al momento, se non fosse che ha appena rimediato una squalifica di almeno due giornate per un rosso diretto. Oltretutto, il primo gol deli liguri era facilmente evitabile. Un giocatore come Magnani non può girarsi su un tiro da fuori; la sua deviazione ha beffato Motta. Per quanto riguarda il secondo, invece, Barak certamente non può colpire di testa da solo, ma Cuni ha controllato il pallone con il braccio ed è inaccettabile che la terna arbitrale non sia intervenuta. Ennesima dimostrazione di come il VAR – e la regolamentazione su come farne uso – non venga sfruttato al meglio.

