Febbraio 11, 2026

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

La Reggiana si arrende ad uno straripante Venezia. Quarta sconfitta consecutiva per i Granata

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La Reggiana comincia nel peggiore dei modi il 2026, venendo travolta dal Venezia di Stroppa. Tre reti facilmente evitabili e poca personalità costano caro ai ragazzi di Dionigi, che sabato prossimo sfideranno il Cesena.

Le formazioni

Reggiana: Dionigi deve fare i conti con diverse assenze ed è costretto a ridisegnare la formazione, pur mantenendo il 3-4-2-1 come assetto. La retroguardia inedita è guidata da Rozzio, poiché Magnani sarà out per circa tre settimane, affiancato da Papetti e Quaranta. Sul binario di destra corre Libutti, mentre dalla parte opposta Bozzolan. I due centrocampisti centrali sono Charlys e Reinhart. Rover e Portanova agiscono alle spalle del “falso nove” Girma.

Venezia: E’ un 3-5-2 il modulo degli Arancioneroverdi. In porta Stankovic, protetto da Schingtienne, Svoboda e Sverko. Sulle corsie laterali giocano Hainaut e Sagrado, mentre il regista è Busio, supportato da Perez e Doumbia. Il temibile tandem d’attacco è formato da Yeboah e Adorante.

La partita

I primi minuti di gara scorrono senza regalare particolari occasioni da rete, tuttavia lo spartito è già chiaro: è l’undici di Stroppa a fare la partita, mentre i Granata sono costretti a serrare le file. Al 21′, però, crolla il fortino della Reggiana: Doumbia trasmette per Adorante, che prima sterza, liberandosi di Libutti, poi salta agilmente anche Papetti, infine calcia forte sul primo palo, non lasciando scampo a Motta.

I Granata cercano la reazione istantanea, proponendo una bella trama offensiva: il citato poco fa Libutti attacca la profondità e viene premiato, poi mette al centro per Portanova, il cui colpo di testa è però debole e centrale. La compagine capitanata da Rozzio continua però a premere e, alla mezz’ora, flirta ancora con il pari: Reinhart pesca, con uno splendido lancio lungo, Girma che, a tu per tu con il portiere, non riesce a scavalcarlo con un tocco delicato. Evapora così una ghiottissima chance di fare centro. Gli sforzi dei ragazzi di Dionigi si vanificano, però, all’alba del minuto 33, quando l’arbitro, dopo un’attenta analisi al monitor, punisce la Reggiana per un plateale tocco di mano di Quaranta in area di rigore, nel tentativo di anticipare Adorante. Dagli undici metri non sbaglia Busio, che apre l’interno e spiazza Motta.

La squadra di casa, però, proprio come accaduto dopo aver incassato la prima rete, torna a ruggire e, al 39′, fa centro. Reinhart pennella un traversone dall’out di sinistra – su calcio di punizione -; la traiettoria viene prolungata all’altezza del secondo palo, dov’è ben appostato Girma, che spinge in fondo al sacco e profonde un po’ di fiducia ai suoi compagni.

Durante il recupero, tuttavia, il Venezia per poco non cala il tris, dissolvendo le speranze avversarie. Su calcio di punizione, Busio serve Perez che, con un tocco morbido, cerca Yeboah in area di rigore. Quest’ultimo viene “messo giù” dall’autore del sigillo granata e protesta a gran voce. Il direttore di gara, in un primo momento, decide di non assegnare il calcio di rigore, ma, dopo essere andato al VAR, torna sui suoi passi. Una decisione a dir poco ridicola, frutto di un calcio moderno sempre più soffice. Contatto inesistente. Sarebbe interessante sentire il dialogo tra arbitro e colleghi. Fortunatamente, però, Motta si supera e dice di no ad Adorante, con una splendida parata. Termina dunque sul punteggio di 1-2 questo primo tempo.

Comincia la ripresa con una novità di formazione tra le fila dei Granata: Libutti passa il testimone a Novakovich. Parte forte la banda di Dionigi, che va vicina al vantaggio nei primi secondi di questa seconda metà di incontro, grazie ad un diagonale mancino di Bozzolan, respinto – sarebbe stato però tutto vano per offside -. I Leoni Alati, ad ogni modo, continuano a sfoggiare la loro netta supremazia tecnica e, al 49′, fanno tremare Motta. Hainaut serve Yeboah, che prova a fare girare il mancino sul palo lontano, ma scheggia proprio il legno alla destra del portiere. I veneti continuano a premere e, circa 7 giri di lancette più tardi, allungano le distanze. Sale in cattedra Svoboda, che si destreggia tra diverse maglie granata e poi, con un mancino potente e abbastanza angolato, scarica in fondo al sacco.

L’assolo della formazione ospite prosegue nei giri di orologio successivi; l’azione stavolta vede coinvolti i due esterni: Sagrado cerca il nominato poco fa Hainaut con un cross basso, ma il numero 18 non riesce a fare centro da distanza ravvicinata. Al minuto 69, quantomeno, la situazione migliora leggermente per la squadra della Città del Tricolore. Charlys cerca Girma con una palla profonda; quest’ultimo riesce a portarsi avanti la sfera di testa e a sfuggire a Schingtienne, che poi lo abbatte: cartellino rosso sacrosanto. Corre ovviamente ai ripari Stroppa, che manda dentro Venturi; si dirige in panchina Adorante. La Reggiana, tuttavia, non riesce a sfruttare l’opportunità su calcio di punizione, con Portanova che colpisce la barriera, poi riprova al volo, ma con una conclusione fiacca e fuori bersaglio. Il nuovo sussulto granata arriva al 78′, sugli sviluppi di calcio d’angolo: Reinhart mette un pallone invitante in area di rigore e la sfera schizza all’altezza del secondo palo, laddove sbuca Rozzio, che però manda alto. Dionigi decide intanto di giocarsi due carte: Papetti passa il testimone a Sampirisi; lo stesso fa Charlys con Belardinelli, che effettua il suo debutto. Poco più tardi arriverà anche il momento di Conté, classe 2007 che rileverà Rover. “Risponde” Stroppa: dentro Pietrelli e fuori Sagrado. Più tardi il tecnico l’ex mister della Cremonese opta per un’altra doppia sostituzione: Casas e Lella richiamano in panchina Yeboah e Perez. I Granata riescono a dire l’ultima parola al tramonto del minuto 94, quando Reinhart recapita un bel pallone, tramite un traversone, a Portanova, che calcia forte verso il bersaglio, ma spedisce sopra la traversa. Crolla ancora la banda di Dionigi: è la quarta sconfitta consecutiva.

Considerazioni sparse

Il problema non è perdere in casa con il Venezia: il problema è aver passato oltre un mese giocando male e senza raccogliere neanche un pareggio. La Reggiana, in questa partita, ha incassato tre reti facilmente evitabili – dalla prima all’ultima -. Non si può subire un gol per un passaggio errato nella metà campo avversaria, così come non è possibile che due difensori si facciano saltare, concedendo poi il tiro ad Adorante. Il rigore assegnato ai veneti era anch’esso facilmente evitabile – Quaranta era peraltro in ritardo sull’attaccante -. Per concludere, Svoboda non può sgusciare in mezzo a tutte quelle maglie e calciare indisturbato. Questa partita ha calcato ancora una volta la mano sul fatto che c’è un divario troppo ampio tra titolari e sostituti – ed è a lavoro Fracchiolla, che ha già ingaggiato un giocatore validissimo come Belardinelli -. Le assenze stanno pesando tanto, anzi troppo, però non si possono accettare alibi, anche perché, in questa partita, una maggiore attenzione e qualche guizzo in più davanti sarebbe bastato per portare a casa un punto. E’ ridicolo il fatto che debba fare Girma il falso nove perché Novakovich non è mai in partita. E giustamente i tifosi si sono stancati, perché i problemi sono sempre gli stessi dall’inizio del campionato. La gente, però, si accontenterebbe di un minimo di intensità in più. Anche perché – va detto -, se, dopo 4 partite perse, la Reggiana è ancora fuori dalla zona play-out (in una classifica così corta), vuol dire che il livello degli undici di bassa classifica è piuttosto basso rispetto agli scorsi anni. E Dionigi e i suoi ragazzi stanno sprecando tempo e opportunità per allontanarsi dalla zona calda. Quando non sei in forma, se porti a casa un pareggio hai fatto il massimo. Il problema è che questa squadra o vince o perde e indubbiamente peserà parecchio a fine anno. Sabato c’è il derby con il Cesena e bisogna tirare fuori un po’ di orgoglio, perché una squadra così fragile è destinata a retrocedere.

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