Reggiana, buona reazione ma non basta: arriva la quinta sconfitta consecutiva
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La Reggiana paga a caro prezzo due gol facilmente evitabili e incassa la quinta sconfitta consecutiva.
Le formazioni
Reggiana: Dionigi non riserva particolari sorprese e propone il miglior undici a sua disposizione – considerando anche gli addii di tre pezzi da novanta come Marras e soprattutto Magnani e Tavsan -. Guida la retroguardia Rozzio; alla sua destra Papetti, mentre a sinistra Quaranta. Sulle fasce giocano Rover e Bozzolan, mentre i due registi sono Charlys e Reinhart. A supporto dell’unica punta Gondo agiscono i soliti Girma e Portanova.
Cesena: Tanti nomi importanti per i romagnoli, che optano per il loro classico 3-5-2. In porta Klinssmann, difeso da Ciofi, Zaro e Mangraviti. Spazio per le incursioni di Ciervo e Frabotta sulle corsie laterali, mentre il regista Castagnetti è coadiuvato da Bisoli e Berti. La coppia d’attacco è formata da Blesa e Shpendi.
La partita
L’incontro comincia dopo l’osservazione di un minuto di silenzio per ricordare Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso in questi giorni.
La Reggiana parte forte e sembra vogliosa di scrollarsi di dosso la situazione tragica in cui si trova – cinque sconfitte nelle ultime cinque gare – e non va lontana dal vantaggio dopo meno di 60 secondi. Portanova prende infatti la mira dalla distanza e prova a sorprendere Klinssmann, ma quest’ultimo si distene e devia in corner. Il Cesena si illumina al minuto 7, quando Blesa riceve sulla corsa dopo aver attaccato la profondità, poi offre a Shpendi. Quest’ultimo non riesce a concludere verso la porta, ma la sfera sfila e diventa buona per Berti, che però non riesce ad inquadrare il bersaglio e manda alto, seppur di poco. Nei giri di lancette successivi, tuttavia, la trama perde di imprevedibilità, con le due squadre che serrano gli spazi e faticano a ferire l’avversario. Al 25′, però, torna a farsi sentire la squadra di casa: Gondo, pescato da un lancio, nasconde il pallone a Zaro e Mangraviti, poi abbozza una conclusione. Quest’ultima, però, risulta troppo tenera e il portiere dei Bianconeri non fa fatica a sventare il pericolo. I Granata continuano a premere e poco dopo trovano finalmente la chiave di volta. Una conclusione di Girma sporcata si tramuta in un passaggio per Charlys che, in qualche modo, riesce a prolungare per Portanova, il quale, da dentro l’area di rigore, trafigge l’estremo difensore avversario e timbra la rete del vantaggio.
E’ però un’enorme illusione, poiché, un attimo più tardi, il nominato in precedenza Charlys abbatte Berti in area di rigore e il direttore di gara concede un tiro dal dischetto. Si prende la responsabilità Shpendi, che apre l’interno e trasforma, spiazzando Motta.
Nei minuti successivi l’incontro torna a farsi equilibrato, ma la Reggiana non riesce a graffiare, pur avendo le occasioni per fare male a campo aperto, con un paio di contropiedi. Verso il tramonto di questa prima frazione di gioco, ad ogni modo, passa il Cesena. L’autore della rete del pari bianconero scocca un tiro, la cui traiettoria viene alterata. La sfera schizza dalle parti di Bisoli, che suggerisce per Ciervo, il quale fa centro a porta sguarnita. L’arbitro, però, dopo un prolungato colloquio con gli assistenti in sala VAR, revoca la rete del Cavalluccio per offside. Dopo un lungo recupero, va in archivio questa prima metà di sfida. Tutto in bilico al Giglio.
La ripresa comincia senza alcuna novità di formazione. Il primo sussulto è dei Granata dopo una decina di giri di lancette: Gondo allarga per Rover, che si insinua e sfodera un tiro da fuori, ma questo termina sul fondo dopo aver sfiorato il palo alla destra di Klinsmann. I Granata, presi dalla fiducia, propongono un’altra trama offensiva un attimo più tardi: Portanova scarica per Reinhart, che tenta un tiro da dentro l’area di rigore, ma calcia alto. Mignani, forse preoccupato, decide di inserire Franesconi e Guidi; out Bisoli e Ciofi. Tra le fila della Reggiana, poco dopo, entra Belardinelli, che rileva Charlys. Negli istanti successivi, Rozzio commette un errore imperdonabile, facendosi soffiare la sfera da Shpendi in area di rigore. L’albanese, tuttavia, a tu per tu con Motta, non riesce a fare centro, in quanto l’estremo difensore avversario è bravo a chiudere lo specchio, disinnescando. Clamorosa leggerezza del capitano granata. Al minuto 63 torna a ruggire il Cesena. Castagnetti, con una meravigliosa sventagliata, trova il solito Shpendi, che addomestica la sfera e calcia forte sul primo palo, lasciato sguarnito da Motta, e fa centro. Altro regalo dell’undici di casa: Quaranta non marca stretto il centravanti e il portiere è completamente fuori posizione. Tutto da rifare per i padroni di casa.
Galvanizzato dalla rete, il Cavalluccio insiste e ha la chance per chiudere i conti poco più tardi, in contropiede. Il nominato poco fa Shpendi trova con un bel passaggio Blesa, che si beve Rozzio e poi sprigiona il tiro, ma il portiere dei Granata si oppone con i piedi, grazie ad una parata “in stile hockey”. Dionigi, poco più tardi, si gira verso la panchina e decide di puntare sul dinamismo di Lambourde, il quale rileva uno spompato Girma. Negli istanti seguenti, Portanova tenta un tiro dalla distanza, ma questo viene offuscato dalle diverse maglie bianconere. La sfera giunge poi dalle parti di Bozzolan, che disegna un traversone panoramico. La traiettoria è insidiosa e di difficile lettura, tant’è che la palla accarezza la traversa, prima di tornare in gioco, ma il successivo traversone di Gondo non trova i destinatari desiderati. Non si scoraggia però la Reggiana: Reinhart mette un pallone invitante al centro e il citato in precedenza Portanova gira di testa verso il bersaglio, sverniciando il legno alla sinistra di Klinsmann. A centimetri dal pareggio la compagine emiliana. L’ex Genoa è ancora protagonista sugli sviluppi di calcio d’angolo una manciata di secondi più tardi, quando, dopo una bella torre di Quaranta, prova a prolungare verso la porta, ma il Cesena allontana. La sfera sgorga fuori dall’area di rigore e viene raccolta nuovamente dal regista argentino, che progetta un altro traversone, ma il pallone, dopo un’altra incornata, termina docile tra le braccia del portiere. Il mister dei Granata prova dunque a rendere maggiormente tagliente la sua artiglieria, gettando nella mischia il neoarrivato Bohzanaj, oltre a Novakovich e Sampirisi. Escono rispettivamente Rover, Gondo e Papetti. Due novità anche sponda bianconera: entrano Magni e Bastoni ed escono Frabotta e Berti. E non è finita qua, perché il tecnico dei romagnoli, poco dopo, manda in campo anche Olivieri, che prende il posto di Shpendi. I padroni di casa, nei minuti successivi, faticano ad intavolare una nuova azione offensiva, dunque, all’89’, Reinhart decide di prendere iniziativa con una conclusione rasoterra dalla distanza, che però evapora a lato. Verso il tramonto del recupero – 5 minuti -, i Granata provano a ristabilire l’equilibrio per l’ultima volta. Sul solito cross del metronomo argentino c’è scritto il nome di Portanova, che pizzica di testa e, in qualche modo, trova Bozzolan, ma il suo sinistro velenoso viene deviato. L’azione si dissolve quando Klinsmann fa sua la sfera.
Considerazioni sparse
Stesso errore e stesso esito. Gli episodi costano punti. Non si può assolutamente dire che la Reggiana abbia giocato male, perché la prestazione è stata più che buona e a dirlo sono anche i numeri, in quanto i Granata hanno totalizzato 18 tiri, il doppio degli avversari. E, se l’incontro fosse terminato con un pareggio, si sarebbe quasi potuto parlare di “guarigione” dopo tante partite perse. Il problema, come sempre, è che si spreca quanto di buono seminato per delle ingenuità assurde. Non si può causare un rigore dopo più di 20 secondi dal gol segnato. E la seconda rete è forse ancora più ridicola, perché Quaranta marca l’avversario “bluetooth”, rimanendogli a distanza di due metri, e Motta lascia completamente scoperto il primo palo. Ed è brutto da dire, ma questa partita ha ribadito che questo portiere non è all’altezza della Serie B e che sarebbe stato meglio per lui andare in C in prestito per crescere. E’ un ragazzo con dei riflessi assurdi, ma che troppo spesso commette degli errori di una banalità allucinante. E’ bellissimo vedere nella Reggiana quattro o cinque giocatori esposti costantemente in vetrina, ma, se questo vuol dire perdere dei punti a costo di dare spazio ad un ragazzo palesemente acerbo, diventa controproducente. Oltretutto, è emerso ancora una volta come la difesa sia estremamente fragile. Il Cesena ha creato veramente poco, ma quel poco è bastato per vincere. Rozzio ha stretto i denti pur di giocare – è evidente che non fosse in forma ma è andato via Magnani e bisognava sacrificarsi – e purtroppo ha fatto male. Quaranta continua a non dare sicurezza e nel secondo gol ha una consistente parte di responsabilità. C’è poco da dire e poco da addossare a Dionigi, che ha un organico con dei limiti molto chiari e fa il possibile per cercare di cambiare l’andamento della partita. Forse è giusto prendere questa gara come un primo passo verso il ritorno a splendere, ma, che sia un’illusione o meno, la società deve intervenire sul mercato. La difesa va rinforzata alla svelta, gli esterni anche. E va fatto in fretta perché la zona rossa della classifica è sempre meno distante. Tutti a Catanzaro.
