Una validissima Reggiana non riesce a tamponare l’emorragia di sconfitte e crolla anche a Frosinone
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La Reggiana tira fuori l’orgoglio e, nonostante la situazione critica ed una rosa ancora ampiamente incompleta, disputa un’ottima gara in quel di Frosinone. Purtroppo, però, non basta, perché i Giallazzurri passano grazie ad un colpo da biliardo di Kvernadze e condannano i Granata alla sesta sconfitta consecutiva.
Le formazioni
Frosinone: E’ un 4-2-3-1 lo schieramento adoperato a sorpresa da mister – nonché storico ex – Alvini. Tra i pali c’è Palmisani, protetto da Oyono, Monterisi, Cittadini e Bracaglia. I due centrocampisti davanti alla difesa sono Cichella e Gelli. Il tridente posto alle spalle di Zilli è formato da Ghedjemis, Koutsoupias e Kvernadze.
Reggiana: Solito 3-4-2-1 per Dionigi, che propone un undici rimaneggiato a causa degli infortunati e delle cessioni legate al calciomercato. In porta debutta Seculin, dato che Motta diventerà nei prossimi giorni un giocatore della Lazio. In difesa il tecnico granata torna a contare su Rozzio, seppur non sia al top della forma, ma decide di lasciare in panchina il poco convincente Quaranta; al suo posto Libutti. L’altro braccetto è Papetti. Gli esterni sono Rover e Bozzolan, mentre i direttori d’orchestra gli immancabili Reinhart e Charlys. Passando al reparto offensivo, Girma e Portanova dialogheranno con Gondo.
La partita
La gara impiega appena due minuti ad infiammarsi. Seculin smanaccia un pallone proveniente da un traversone, sugli sviluppi di calcio d’angolo. La sfera viene tuttavia raccolta da Ghedjemis, che si accentra e sfodera una conclusione mancina, ma manda alto sopra la traversa. I Granata, però, nei minuti successivi riescono a prendere le distanze e a tenere testa all’undici di casa, per poi provare a lasciare il segno al 13′. Reinhart premia un bel movimento di Girma con un passaggio sulla corsa e lo svizzero tenta un tiro violento verso il bersaglio, ma la sfera termina la sua corsa sul fondo, anche se poco distante dalla porta. Nei giri di orologio seguenti, tuttavia, i Giallazzurri tornano a sfoggiare la loro supremazia tecnica e vanno vicini alla rete del vantaggio al 18′. Ghedjemis chiude un bel triangolo con Kvernadze, poi propone un pallone invitante al centro per Zilli, che invita ad andare al tiro il nominato un attimo fa Kvernadze. La sua conclusione è violenta ma centrale e Seculin disinnesca. Pur faticando, i Granata riescono successivamente a liberare l’area di rigore. E proprio l’autore dell’ultima conclusione verso la porta della Reggiana ruggisce ancora più tardi, delineando una traiettoria a rientrare sul palo lontano, dall’out di sinistra. L’ex estremo difensore del Modena si allunga, ma non può arrivare su questa conclusione, che fortunatamente evapora a lato. La compagine della Città del Tricolore torna ad affacciarsi timidamente nella metà campo avversaria quando mancano circa 10 giri di lancette alla segnalazione del recupero. Charlys dialoga con Gondo e percorre tutto il corridoio centrale, ma l’azione termina con un nulla di fatto, se non fosse che il Frosinone sperpera a sua volta il possesso. I Granata cercano di approfittarne con Reinhart che abbozza un tenero tiro da fuori, ma Palmisani osserva la sfera terminare distante dallo specchio. L’occasione più grande di questa prima metà di gara, tuttavia, arriva al 43′. Girma scherza con il fuoco e perde un pallone sanguinoso sul binario di sinistra, non distante dall’area di rigore. Monterisi ringrazia e si insinua in area, poi trasmette per Kvernadze, che calcia forte verso la porta e scheggia la traversa! La sfera rimbalza poi poco prima della linea di porta: non è gol. Dopo un recupero di un solo minuto le due formazioni si dirigono negli spogliatoi. Copione che rispecchia le aspettative. Le occasioni le ha avute il Frosinone, ma la Reggiana si è disposta con ordine e ha cercato di fare male in contropiede.
La ripresa comincia senza novità nei rispettivi undici. Adesso, però, piove incessantemente allo Stirpe. Il primo vero pericolo di questo secondo tempo è sorprendentemente a tinte granata. Rover, dalla corsia di destra, prova a dipingere un traversone, ma questo si tramuta in un tiro. Palmisani è costretto ad allungare la traiettoria in calcio d’angolo. Al 51′ sono ancora i Granata ad insistere, per ben due volte tra l’altro. La prima volta ci prova Charlys, che, scivolando purtroppo al momento del tiro, manda fuori. Il secondo tentativo è di Portanova, destinatario di un passaggio di Rover – preceduto tra l’altro da una splendida cavalcata proprio dell’ex Sudtirol -, che converge e calcia. Palmisani, però, si distende e dice di no. Più tardi, gli ospiti vanno a centimetri dallo 0-1. Gondo fa valere il fisico e prevale su Monterisi, poi, dall’interno dell’area di rigore, prova a sorprendere il portiere con una frustata, ma la corsa del pallone si esaurisce sul fondo. Grave errore dell’ivoriano, che qui avrebbe potuto cercare un compagno o addirittura avvicinarsi di un metro o due. “Gol sbagliato, gol subito”. E’ la dura legge del calcio. Poco dopo, infatti, risponde il Frosinone con il solito Kvernadze, che parte dal lato sinistro e si accentra, poi esplode un tiro angolato e forte sul secondo palo, non lasciando scampo a Seculin. Grandissima giocata del fantasista giallazzurro. Doccia gelata per la Reggiana, che aveva approcciato molto bene questa seconda metà di gara.
Preso dall’euforia della rete, il Frosinone flirta anche con il raddoppio: dopo una bella catena di passaggi, Koutsoupias prova a sorprendere – con un tiro fortunatamente centrale – il portiere granata, ma quest’ultimo, rimanendo in piedi, sventa la minaccia. Piove sul bagnato – in tutti i sensi – in casa Reggiana: poco più tardi è costretto ad alzare bandiera bianca Bozzolan per un guaio fisico; al suo posto Tripaldelli. Nei secondi seguenti, ad ogni modo, i laziali sfiorano nuovamente il sigillo del 2-0. Su un bel traversone, Monterisi esegue una sponda intrigante per Cittadini che, a tu per tu con l’estremo difensore, spedisce incredibilmente sopra la traversa. Al minuto 70 è ancora tempo di cambi: un dolorante Zilli passa il testimone a Raimondo. Più tardi, si gioca due carte interessanti anche Dionigi. Charlys, ammonito, si rende protagonista di una staffetta con Belardinelli. Chance anche per Lambourde, che richiama in panchina Girma. Successivamente effettua il suo ingresso in campo anche Marchizza; out Gelli. All’80’ i Granata provano a fare centro su calcio da fermo; mattonella invitante per il destro raffinato di Portanova. La sfera scavalca la barriera, ma non scende in tempo, dunque termina la sua corsa sul fondo, non distante dall’incrocio dei pali. Dionigi decide dunque di inserire la cavalleria pesante: entrano Novakovich e Bozhanaj ed escono Gondo e Portanova. Il centravanti statunitense impiega pochissimo ad entrare in partita: imbeccato da un cross invitante di Reinhart, prova a girare di testa verso la porta, ma il pallone termina nella curva giallazzurra. Al minuto 84, ad ogni modo, i Granata intavolano un’altra trama offensiva grazie a due nuovi acquisti: Belardinelli suggerisce al centro con un cross morbido e Bozhanaj prova l’incornata, ma la sfera è facile prede dei guantoni di Palmisani. Corre ai ripari Alvini: Calvani e Vergani rilevano Bracaglia e Kvernadze. Gli ospiti provano a dire l’ultima parola al 93′, in peno recupero. Reinhart, su calcio di punizione, supera la scogliera eretta dal portiere, tratteggiando un’altra meravigliosa traiettoria, ma l’estremo difensore dei Giallazzurri è bravissimo a togliere il pallone da sotto la traversa, tenendo ancora a galla i suoi compagni. L’ultima occasione da gol dell’incontro è dei laziali: Ghedjemis semina il panico sulla destra, poi suggerisce al centro per Raimondo che, fortunatamente, non inquadra lo specchio con una conclusione rasoterra ma insidiosa. Dopo oltre 95 minuti molto intensi, arriva il triplice fischio. La Reggiana perde ancora.
Considerazioni sparse
E’ un discorso analogo a quello fatto in occasione della sconfitta con il Cesena. E’ inaccettabile perdere sei volte di fila e ritrovarsi praticamente in zona play-out, però le responsabilità vanno divise e va riconosciuto alla squadra il merito di aver fatto una validissima partita nonostante manchino ancora tre o quattro giocatori. Il fatto che Dionigi abbia lasciato in panchina Quaranta sottintende un messaggio chiaro: ha mandato in campo solo chi gli dava sicurezze. E Libutti adattato a sinistra ha combinato meno pasticci appunto di Quaranta nelle ultime uscite. Lo stesso vale per Seculin, se paragonato con Motta. Oltretutto, le occasioni non sono mancate. Gondo ha avuto la palla dello 0-1 e l’ha sprecata. E ancora non abbiamo capito che non fare gol alla lunga equivale ad incassarlo. Questa era una partita che, con un pizzico di lucidità in più sotto porta, la Reggiana avrebbe potuto benissimo vincere, nonostante il dislivello tecnico. Si leggono inoltre tante critiche a Dionigi -qualcuno parla anche di esoneri -. Cambiare un mister quando ancora la rosa è incompleta è un suicidio sportivo. Al momento chi deve tirare fuori dai guai la squadra è la società, che, pur con un budget ridotto, deve rimpolpare tutti i reparti per cercare di allestire una formazione competitiva e pronta a disputare le restanti partite con il coltello tra i denti. Si sta perdendo tempo e basta, perché 6 partite sono 18 punti disponibili e anche solo ottenerne la metà sarebbe stato un passo significativo verso la salvezza. Invece la Reggiana si ritrova in una situazione che in tre anni di Serie B non era mai capitata. Come detto, la palla passa ai dirigenti. E domenica si accetta un solo risultato ovviamente.
