Febbraio 11, 2026

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Reggiana, primo piccolo passo verso la guarigione: 1-1 contro lo Stabia

6 min read

La Reggiana approccia la partita nel peggiore dei modi, prendendo gol dopo 66 secondi, ma reagisce alla mezz’ora. Grazie ad un gol di rapina di Gondo, i Granata conquistano un punto dopo tanto, troppo tempo.

Le formazioni

Reggiana: Solito 3-4-2-1 per Dionigi, che sfoggia dal primo minuto uno dei nuovi innesti di questo calciomercato. Tra i pali ancora Seculin, vista la partenza di Motta, protetto da Papetti, Rozzio e Libutti, che sottrae ancora la maglia da titolare a Quaranta. Sulle corsie laterali spazio per Rover e Bozzolan, mentre a centrocampo ecco finalmente Belardinelli, affiancato da Charlys. Girma e Portanova inventano a supporto di Gondo, centravanti che nelle ultime ore è stato accostato proprio ai Gialloblù.

Juve Stabia: 3-5-1-1 per gli ospiti. In porta Confente, mentre la difesa è guidata da Varnier, coadiuvato da Giorgini e Bellich. Gli esterni sono Mannini – panchina per Carissoni – e Cacciamani, mentre il direttore d’orchestra Correia guida il reparto assieme a Mosti e Zeroli. Davanti Maistro – 5 assist finora – dialoga con Gabrielloni. Due assenze pesanti, dunque, per i campani: Leoni, giocatore dal 90% di titolarità quest’anno, e Candelloni, bomber che ha già timbrato il cartellino in 7 occasioni.

La partita

Comincia l’incontro e, dopo nemmeno 70 secondi, la Reggiana deve già rincorrere. Maistro danza sul pallone e si fa largo sulla sinistra, poi suggerisce al centro con un cross basso per Mosti che, da distanza ravvicinata, gonfia la rete. Avvio disastroso da parte dei Granata, che vedono tutti i loro buoni propositi dissolversi.

La compagine di Dionigi – oggi in tribuna per squalifica – fatica a prendere, almeno in questa fase di avvio, le distanze dagli avversari. Le Vespe, infatti, minacciano ancora la porta di Seculin, con un tiro da fuori di Giorgini, che fortunatamente si smaterializza a lato, anche se non di molto. Al minuto 11 sono ancora gli ospiti ad insistere, stavolta con Mannini che, dall’interno dell’area di rigore, tenta di sorprendere il portiere. Libutti, tuttavia, riesce a schermare la sua conclusione con i piedi, grazie ad uno splendido intervento. Al quarto d’ora, prende la mira dalla distanza anche Maistro, ma il suo tiro si rivela fiacco e troppo largo. Nessun problema per l’estremo difensore della Regia, ma quest’ultima ha assolutamente bisogno di entrare in fiducia per porre fine all’assedio dei campani. Alla mezz’ora, però, lo spartito cambia. Confente, in fase di impostazione dal basso, sbaglia un passaggio semplice, facendosi soffiare la sfera da Gondo che, da due passi, non perdona. Torna in carreggiata la Reggiana! Una dormita per parte e il punteggio è in perfetto equilibrio.

Al minuto 34, Girma imbecca Portanova con un bel lancio dalle retrovie; l’ex Genoa si porta avanti la sfera di petto e, nel tentativo di superare il portiere avversario, uscito dai pali, viene abbattuto. Purtroppo, però, la posizione del trequartista dell’undici di casa era irregolare. L’assolo dei padroni di casa, ad ogni modo, prosegue: il nominato in precedenza Girma prova a dialogare con Charlys e, in qualche modo, la sfera diventa buona per un tentativo da fuori area dello svizzero. La sua conclusione di mancino viene respinta da Confente, tuttavia il trequartista della Regia vuole provare a dire un’ultima parola, ma non riesce ad inquadrare il bersaglio, complice una deviazione. Più tardi, lo Stabia torna ad affacciarsi nella metà campo avversaria, grazie a Correia, che cerca di fare centro con un destro in buca d’angolo. Il suo tiro manca però di angolazione e l’intervento per il portiere della Regia è semplice. Dopo un lungo recupero di oltre tre minuti, le due squadre si dirigono negli spogliatoi. In seguito ad una fase di avvio a tinte gialloblù, è uscita la Reggiana, che, seppur grazie ad un errore madornale commesso dagli avversari, ha trovato la via del gol. Nella seconda metà di gara ci vorrà qualcosa di più per cercare di fare il pieno di punti.

La ripresa comincia con una sola novità tra le fila delle Vespe: Mannini passa il testimone a Carissoni, esterno destro che vanta un bottino di tre reti in questo campionato. Nei primi minuti si registrano appena un debole tiro di Correia – dopo una bell’azione personale però – e un tentativo velleitario di Girma, da distanza proibitiva. Quest’ultimo, al 54′, per poco non riesce a portare avanti i suoi compagni. Approfittando di una leggerezza della retroguardia gialloblù, si dirige minacciosamente verso la porta, ma il suo tiro di mancino, dopo una deviazione, viene disinnescato da Confente, anche se in due tempi. Al giro di lancette numero 57, Abate decide di giocarsi una carta interessante, ovvero Ricciardi, che rileva Cacciamani. Più tardi, gli ospiti hanno una chance su calcio di punizione, anche se la distanza è siderale. Prende la mira Maistro, che conferisce grande veemenza alla sua conclusione, ma questa si rivela troppo centrale. Seculin dice di no. A 20 dalla segnalazione del recupero, Sibilano decide di calare un asso, nella speranza di dare una defibrillata ad una squadra che ha visibilmente abbassato i toni rispetto al finale della prima frazione di gioco. Girma passa infatti il testimone a Bozhanaj. Spazio anche per Tripaldelli, che richiama in panchina Bozzolan, probabilmente stanco. Effettua una sostituzione anche Abate poco dopo: entra Pierobon ed esce Maistro. Al 74′, il citato poco fa Bozhanaj rimedia un’interessante calcio di punizione sulla trequarti. L’incaricato è Portanova, che scavalca la barriera con una conclusione molto potente, forse anche troppo. Il pallone, infatti, si spegne sul fondo dopo aver sorvolato – e non propriamente di poco – la traversa. Nel frattempo, il pubblico applaude Gondo mentre abbandona il campo; è arrivato il momento di Novakovich. Al minuto 80, i padroni di casa hanno la più ghiotta occasione della loro partita. Tripaldelli abbozza un traversone interessante e trova Rozzio a centro area, ma il suo colpo di testa viene deviato. La sfera diventa dunque buona, all’altezza del secondo palo, per Rover, che scheggia un clamoroso legno sotto porta. Dopo una fitta mischia, la palla giunge tra i piedi di Belardinelli, che tenta un’altra conclusione, ma Giorgini, quasi sulla linea di porta, si oppone con un colpo di testa. Ad un passo dal vantaggio la banda di Dionigi. Intanto è ancora tempo di cambi: l’appena citato Belardinelli si rende protagonista di una staffetta con Mendicino. Abate, invece, getta nella mischia Dalle Mura e Burnete. Arrivano al termine le partite di Varnier e Gabrielloni. Lo stesso Burnete, all’87’, prende la mira dalla distanza e prova a sorprendere i Granata: la sfera, dopo una deviazione, si impenna, ma Seculin è attento e sventa la minaccia prolungando in corner. Nient’altro di degno di nota accade in questo finale. Dopo un lungo recupero, arriva il triplice fischio. La Reggiana pone fine all’emorragia di sconfitte, ma non riesce a conquistare un successo che manca da inizio dicembre.

Considerazioni sparse

Piccola, piccolissima boccata di ossigeno. Era una partita dall’elevato coefficiente di difficoltà, almeno sulla carta, in quanto la Reggiana, come detto, è stata deturpata di una serie di titolari imprescindibili – almeno nella prima parte di stagione -, per di più le Vespe sono una squadra di altissimo livello che non a caso è in zona play-off. E’ giusto dire, tuttavia, che prendere gol dopo 65 secondi circa è inaccettabile. Una squadra che ha bisogno di vincere per uscire da un trend così negativo non può permettersi di scendere in campo con la spina staccata. Nel primo quarto d’ora gli ospiti hanno dominato e la squadra di Dionigi ha ampiamente meritato lo svantaggio. Fortunatamente, però, per una volta i regali non li facciamo e basta, ma ci vengono anche offerti dagli altri. Gondo è stato bravo ad andare a pressare sul portiere, a credere fino alla fine che quest’ultimo potesse sbagliare. Nella ripresa, però, la squadra è tornata ad essere, seppur subendo di meno, quella di inizio partita. Serviva qualche azione offensiva in più, una manovra più fluida, un gioco più entusiasmante. Forse non ci sono più, dopo questo mercato, le carte per fare male a partita in corso – a meno che Bozhanaj non riesca a trovare continuità e presto anche un maggiore minutaggio -, però Dionigi, forse, potrebbe schierare Novakovich e Gondo assieme, rimanendo a due punte per l’assedio finale. Ad ogni modo, per fortuna oggi chiude il mercato e da stasera o domattina sapremo con certezza l’organico con cui la Reggiana dovrà condurre questo finale di campionato. Adesso, però, non viene chiesto tanto: una semplice vittoria nel rispetto di chi c’è sempre e c’è sempre stato.

Lascia un commento