Reggiana, la sconfitta contro il Catanzaro porta all’esonero di Dionigi
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La Reggiana si conferma una squadra estremamente fragile e incassa due gol dal Catanzaro di Aquilani. A farne le spese è in primis mister Dionigi, il quale saluta Reggio Emilia, una città che gli sarà sempre grata per la salvezza insperata raggiunta la scorsa stagione.
Le formazioni
Catanzaro: Solito 3-5-1-1 per la squadra di casa. Il portiere è Pigliacelli, che ha davanti a sé una muraglia composta da Cassandro, Antonini e Brighenti. Sulle fasce sfrecciano Favasuli e D’Alessandro, mentre a centrocampo giocano Liberali, Petriccione e Pontisso. Davanti Cisse dialoga con Iemmello.
Reggiana: 3-4-2-1 come sempre anche per la Reggiana, con Dionigi che riserva un paio di sorprese. Non è ancora pronto Micai, che deve lasciare il posto a Secluin tra i pali. La retroguardia ha come colonna portante Rozzio, affiancata da Papetti e Libutti. Gli esterni sono l’approdato a Reggio Emilia nelle ultime ore Paz e Bozzolan, mentre i due registi i soliti Reinhart e Charlys. Sulla trequarti, vista anche l’assenza di Portanova, giocano Bohzanaj e Lambourde, mentre l’unico riferimento offensivo è Gondo.
La partita
La Reggiana scende in campo motivata, con l’atteggiamento di chi vuole rialzare la testa dopo un periodo estremamente complicato, e, al terzo minuto, ha subito una chance su calcio d’angolo, ma l’azione non va a buon fine. Dopo 8 giri di lancette, la banda di Dionigi ha una ghiottissima occasione per fare centro. Gondo dialoga con Bohzanaj, chiudendo uno splendido uno-due, poi suggerisce al centro per Lambourde, che, a porta sguarnita, prova a spingere il pallone in fondo al sacco, ma deve fare i conti con un salvataggio miracoloso di D’Alessandro in scivolata. Ospiti ad un passo dalla rete del vantaggio! Poco più tardi, si prende per la prima volta la scena la formazione di Aquilani, che conquista un calcio di punizione da posizione invitante. Cisse tenta di aggirare la barriera, ma la sfera termina a lato di poco. Proprio il trequartista delle Aquile, però, è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema fisico non molto tempo dopo; al suo posto Nuamah. Al minuto 29, i Giallorossi ci provano su calcio d’angolo: la difesa granata allontana la sfera, ma Liberali riesce ad ammaestrarla e a calciare verso la porta, spedendola in buca d’angolo. Reggiana punita ad una delle prime azioni intavolate dagli avversari, dimostrandosi ancora una volta una compagine troppo fragile.
In seguito alla rete timbrata dalle Aquile, i Granata provano a riorganizzarsi per tornare a fare male, proponendo diversi traversoni, ma senza lasciare mai il segno. Al 41′, il Catanzaro flirta anche con il raddoppio, ma il colpo di testa di Iemmello si spegne a lato di poco. L’undici della Città del Tricolore risponde con un avvincente contropiede negli istanti seguenti. Papetti suggerisce per Bohzanaj, che prova a controllare la sfera, ma viene anticipato. Il pallone schizza dalle parti di Gondo, che calcia, ma il suo tiro viene respinto. Prova poi a ribadire in rete il nominato in precedenza Papetti, però, dopo una deviazione, la sua conclusione evapora sul fondo. La Regia continua a stuzzicare Pigliacelli anche durante il recupero, ma, al 50′, l’arbitro manda tutti negli spogliatoi. Una buonissima prova degli ospiti, che però si sono fatti punire al primo sussulto avversario. Un epilogo già visto e rivisto durante questa stagione.
Comincia la ripresa con una novità di formazione per quanto riguarda gli ospiti: Bozzolan passa il testimone a Tripaldelli. Si iscrivono subito a questa seconda metà di gara gli ospiti, con un sinistro violento ma centrale di Lambourde: Pigliacelli disinnesca senza problemi. Al 50′, però, Papetti perde un pallone sanguinoso e i padroni di casa per poco non ne approfittano. Iemmello tenta infatti una conclusione dall’interno dell’area di rigore, ma questa viene respinta. Negli istanti successivi, Petriccione abbozza un tiro dalla distanza, ma Seculin assorbe, bloccando. Lo stesso Iemmello, poco dopo, premia la corsa di D’Alessandro con uno splendido passaggio sulla corsa. Quest’ultimo prova a calciare verso la porta: la prima volta viene chiuso da Paz, ma sulla seconda non c’è niente da fare, poiché il pallone si insacca e il Catanzaro raddoppia. Avvio di ripresa shock per la Regia.
Piove sul bagnato, per di più, perché Paz, nel tentativo di difendere la porta in occasione del gol calabrese, si è fatto male. Cambio obbligato dunque per Dionigi: al posto dell’ex Sassuolo entra Rover. Bohzanaj, invece, passa il testimone a Girma. Al minuto 63, si distendono gli ospiti: Tripaldelli sfreccia sulla sinistra e mette un pallone al centro, ma nessuno riesce a rifinire in rete. La sfera, tuttavia, sfila e diventa buona per Reinhart, che però non trova la porta. Poco dopo, il mister dei Granata si gioca la carta Belardinelli, che prende il posto di Charlys. Novità anche per le Aquile: dentro Pompetti e Frosinini, fuori Liberali e Antonini. La squadra ospite non dà più segni di vita, allora Dionigi prova a giocarsi il tutto per tutto: Novakovich prende il posto di Lambourde. Il tempo scorre inesorabile sul cronometro dell’arbitro ma lo spartito non cambia e, all’82’, dopo un innocuo tiro di Iemmello, Aquilani sceglie di gettare nella mischia Koffi e Rispoli; si dirigono in panchina Nuamah e Pontisso. L’appena nominato Koffi si presenta con un tiro interessante durante il recupero – ben 8 minuti -, ma colpisce l’esterno della rete. Poco dopo prova a dire l’ultima parola la Reggiana: Girma cerca ancora Tripaldelli sul secondo palo, ma Pigliacelli, aiutato da Favasuli, fa suo il pallone. L’ultima azione degna di nota di questa partita è del Catanzaro, con Iemmello che prova a stupire Seculin dalla distanza, ma quest’ultimo si distende e dice di no. La Reggiana perde l’ennesima partita e sprofonda in zona play-out.
L’esonero di Dionigi: considerazioni
Dopo questa sconfitta, la dirigenza granata ha deciso di esonerare Dionigi, un mister che resterà nei cuori di tanti tifosi. Ha infatti scritto una delle pagine più romantiche della storia di questo club, salvando la squadra della sua città in Serie B quando sembrava impossibile. Un allenatore che umanamente è stato a dir poco fenomenale e a cui si augura di trovare presto una realtà che possa permettergli di crescere maggiormente come mister e di raggiungere traguardi ambiziosi, cosa purtroppo non possibile a Reggio, con una società che ha tutt’altro che aiutato il tecnico, almeno recentemente. Dionigi infatti avrà sbagliato qualcosa, ma non dobbiamo dimenticarci dell’operato di Fracchiolla e del fatto che la dirigenza, ancora una volta, ha ribadito di non avere un budget all’altezza del campionato in cui milita la Reggiana. Siamo tutti consapevoli che trattenere i giocatori a Reggio è difficile, specialmente se in prestito: questi giustamente vedono la maglia granata come una rampa di lancio e non come un punto di arrivo. Il Direttore Sportivo, però, li ha lasciati partire prima ancora di trovare i sostituti – Paz, l’erede di Marras sulla fascia destra, è arrivato nelle ultime ore, settimane dopo l’addio dell’ex Cosenza, per fare un esempio -. E quando smantelli una squadra a gennaio togliendo delle pedine così importanti poi ne paghi le conseguenze. E ciò che più fa perdere le staffe è il fatto che lo stesso Fracchiolla, davanti alla stampa, aveva detto pochi giorni fa che il mercato era stato progettato e messo in atto assieme al mister. La verità è che state semplicemente prendendo in giro i tifosi, così facendo. E l’unico che è stato uomo ed è andato a scusarsi con la tifoseria è stato sempre Dionigi, guarda caso… Per di più, domani c’è un derby con il Mantova da vincere, quindi è impossibile che il nuovo tecnico riesca ad entrare nella testa dei giocatori in così poco tempo. È l’ennesima frittata di una società che non è stata capace neanche di prendere un tecnico con un minimo di esperienza da primo allenatore in Serie B. Rubinacci, il nuovo mister, infatti, non ha mai guidato una prima squadra nel campionato cadetto, dunque è una mossa che può portare i suoi frutti come può portare conseguenze disastrose. Di positivo, tuttavia, c’è il fatto che Nesta aveva sempre parlato bene di lui e che la squadra lo conosce già. Si era scettici anche quando era arrivato Dionigi, dunque anche Rubinacci potrebbe benissimo sorprenderci. E ovviamente ce lo auguriamo. La verità, però, è che siamo con un piede in Serie C per colpa di una dirigenza che ha fallito sotto tanti punti di vista e adesso c’è bisogno di un altro miracolo per mantenere la categoria.
