Marzo 9, 2026

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Una buona Reggiana si spegne nel secondo tempo e si accontenta di un punto: 1-1 con l’Avellino

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La Reggiana passa dopo appena 5 minuti, con Portanova che scarica in rete in seguito ad un destro violento di Rover respinto da Daffara. Più tardi, però, i Lupi pareggiano i conti con un tiro dalla distanza di Enrici. Nella ripresa i ritmi calano e lo spettacolo si fa soporifero: Rubinacci e i suoi si accontentano di un punto.

Le formazioni

Reggiana: Rubinacci non cambia assetto e conferma il 3-5-1-1 senza riservare particolari sorprese. Rozzio guida la difesa, supportato da Papetti e Bonetti. Sulle corsie laterali sfrecciano Rover e Bozzolan, mentre il direttore d’orchestra è Reinhart, coadiuvato dalle mezze ali Charlys e Portanova. Il centravanti è Novakovich, supportato dalla classe di Girma.

Avellino: Si vociferava l’idea di un passaggio alla retroguardia a 4, ma Ballardini decide di non stravolgere i piani e di mantenere il 3-5-2 come modulo. In porta c’è Daffara, protetto da Enrici, Simic e Reale. I due esterni sono Missori e Sala; le chiavi del centrocampo sono affidate a Palmiero, sostenuto da Palumbo e Sounas. Davanti spazio per il tandem Sgarbi-Biasci. Quest’ultimo ha già raggiunto la doppia cifra dall’inizio del torneo e sarà un osservato speciale della difesa granata.

La partita

La Reggiana ha voglia di lasciare un timbro sulla partita il prima possibile e, dopo appena 5 minuti, si getta per la prima volta all’avanscoperta. Novakovich offre un pallone a Rover, che sgasa sulla fascia destra, poi prova una conclusione. Daffara respinge, ma nulla può sulla ribattuta da distanza ravvicinata di Portanova, che gonfia la rete e porta i Granata sull’1-0! Inizio da sogno per la banda di Rubinacci!

L’undici di casa, nei minuti successivi, continua a premere e sembra aver preso le distanze dagli avversari. Verso il 17′, Charlys orchestra un’intrigante trama offensiva, allargando poi per Girma: la sua conclusione viene respinta, ma la sfera diventa buona per Rover, che abbozza una timida conclusione, ma spedisce a lato. Al minuto 23, dopo l’assolo della formazione della Città del Tricolore, si prende la scena l’Avellino con un calcio di punizione: Palumbo prova a fare girare il mancino, ma la traiettoria si spegne a lato, complice una deviazione. Dopo 27 giri di lancette, tuttavia, i Granata tornano all’attacco e sfiorano il sigillo del raddoppio. Rover parte palla al piede dalla sua area di rigore: davanti a sé ha un’autostrada e allora decide di accelerare, rendendosi protagonista di una splendida cavalcata, per poi scoccare una conclusione violenta e insidiosa. Purtroppo, però, non riesce ad inquadrare la porta e il suo tiro termina sul fondo. Negli istanti successivi, l’undici campano torna ad affacciarsi nella metà campo avversaria: Enrici raccoglie un pallone allontanato dalla retroguardia granata e, di sinistro, lo spedisce in buca d’angolo, sorprendendo Micai. E’ rientrato in carreggiata l’Avellino. Gran tiro da fuori del classe 2001. Adesso è tutto di nuovo in bilico.

Non demorde la squadra di casa che, al 33′, intavola una splendida azione offensiva. Girma trova Portanova, che, di tacco trasmette per Novakovich, il quale torna dallo svizzero. Quest’ultimo punta il cecchino sull’angolo basso alla destra del portiere, ma non riesce ad inquadrare lo specchio. Bella combinazione nello stretto, però, eseguita dalla Regia. Poco più tardi, i Biancoverdi provano a cogliere impreparato il portiere avversario con un’altra soluzione individuale: Missori nota che il primo palo è scoperto e tenta dunque il tiro-cross. L’ex Cosenza, però, riesce a dire di no rifugiandosi in corner. E questo è l’ultimo sussulto degno di nota del primo tempo; dopo 46 giri di orologio – 1 di recupero – le due formazioni si dirigono negli spogliatoi. Tanta Reggiana e poco Avellino, ma ciò che conta è il punteggio.

La ripresa comincia con una novità di formazione per parte. Ballardini, nella speranza di dare una scossa ad una squadra parsa finora poco intraprendente, inserisce Tutino, che rileva Sgarbi. Rubinacci, invece, richiama l’infortunato Bozzolan e manda dentro Tripaldelli. Lo spartito di questa seconda metà di partita, tuttavia, non si rivela piacevole come quello del primo, in quanto entrambe le compagni giocano a ritmi bassi e non sembrano in grado di trovare la chiave di volta per fare centro. Al 62′ è ancora tempo di cambi: Charlys, che ha rimediato un’ammonizione – era diffidato e salterà purtroppo lo scontro diretto con lo Spezia -, passa il testimone a Belardinelli. Bisogna attendere il minuto 67 per assistere ad una conclusione che meriti di essere riportata. La Reggiana ci prova su calcio da fermo, scodellando un pallone in area di rigore. La retroguardia biancoverde allontana, ma la sfera diventa buona per Girma, che prima la protegge nel migliore dei modi, poi la scaraventa verso il bersaglio, sfiorando la traversa. Nei secondi seguenti, il mister della compagine campana opta per una staffetta: uno stranamente anonimo Biasci passa il testimone a Patierno. Questo secondo tempo, tuttavia, non sembra voler decollare. La formazione di casa pare intenzionata ad optare per la prudenza, senza prendersi dunque il rischio di attaccare con insistenza. A ribadire questa “filosofia” del tecnico granata sono i suoi cambi al 78′: entrano Mendicino e Libutti, mentre escono Portanova e Rover. Risponde Ballardini più tardi: Besaggio e Milani richiamano in panchina Palumbo e Sala. Il copione si fa sempre più monotono e, a circa 5 giri di lancette dalla segnalazione del recupero, l’ex tecnico del Genoa getta nella mischia Cancellotti; out Reale. Al minuto 87, i Granata tornano finalmente a farsi sentire. Stuzzicato da un lancio dalle retrovie su cui si era avventato anche Novakovich, Girma prende la mira e abbozza un tiro da fuori: la potenza non manca, ma l’angolazione sì. Daffara si oppone e nega la gioia del gol. Al secondo dei quattro giri di orologio di extra-time, per poco l’Avellino non si porta in vantaggio grazie ad un’ingenuità avversaria. Sounas prova a disegnare un traversone; Micai legge bene la traiettoria e prova a fare sua in presa alta la sfera, ma Papetti lo ostacola e questa gli scappa dai guantoni. Tutino prova allora a correggere in rete, ma la conclusione è debole e Rozzio sventa la minaccia. Si chiude così un secondo tempo privo di emozioni. La Reggiana si accontenta di un punto e colleziona il terzo risultato utile consecutivo.

Considerazioni sparse

La partenza arrembante della squadra di Rubinacci faceva sperare in una partita ricca di azioni offensive e magari anche di gol. Purtroppo è stata un’illusione. La Reggiana ha sostenuto un primo tempo – anche dopo il gol subito perché ha continuato a giocare e a proporre – niente male, in cui purtroppo si è fatta riacciuffare alla prima azione offensiva avversaria. Rover si è rivelato straripante a destra, seminando il panico in più occasioni, contribuendo alla rete del vantaggio e sfiorando quella del raddoppio poco dopo. Lo stesso vale per Girma, il più attivo anche nella ripresa. Purtroppo, però, la squadra è rientrata in campo, dopo la pausa, con un atteggiamento diverso. I ritmi erano nettamente più bassi, davanti si faceva fatica a trovare il modo per ledere quella che è stata finora la seconda difesa più fragile del torneo. Rubinacci sembra avere le idee chiare: meglio accontentarsi di un punto che perdere. Sicuramente è una filosofia da sposare, ma deve esserci un confine tra la prudenza e lo “smettere di giocare”. Obiettivamente, l’Avellino, pur essendo un undici dall’organico invidiabile, è arrivato a Reggio in un momento critico e i suoi tiri degni di nota si contano sulle dita di una mano. Nella seconda metà di gara si sarebbe potuto tranquillamente provare a schiacciare questa compagine, per cercare di fare centro e arricchire ancora di più il bottino dell’era Rubinacci. Ad ogni modo, adesso tocca andare a Spezia senza Bozzolan, Gondo e Charlys. Ecco, lì anche solo un punticino sarebbe tanto. Il nuovo mister, ad ogni modo, saprà come approcciare questa gara. Non sarà semplice ma i Granata hanno ribadito – per almeno 45′ – anche in questa partita di avere tutte le carte in regola per fare bene.

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