«Il settore giovanile e le strutture sono il nostro orgoglio. Prima squadra? Vogliamo arrivare in finale di coppa» – Intervista ad Andrea Ippolito (Storie di Provincia #15)
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Dopo una stagione difficile in Eccellenza, culminata con una retrocessione, lo Sporting Scandiano vuole rimettersi in carreggiata. Ne abbiamo parlato con il Direttore Sportivo rossoblù Andrea Ippolito, che ha raccontato cosa rende speciale la realtà in cui opera con grande passione e dedizione ormai da cinque anni. Ci ha inoltre offerto un’interessante analisi sul settore giovanile e sulle strutture di cui la società dispone, che rappresentano un motivo di grande orgoglio per tutto l’ambiente.
Da quanto tempo ricopre il ruolo di Direttore Sportivo? Per quali società ha lavorato?
«Ho iniziato a Vignola, in Prima Categoria, per poi passare in Promozione. Dopodiché ho trascorso due stagioni in Eccellenza a Soliera ed una – sempre allo stesso livello – alla Folgore Rubiera. Successivamente sono tornato alla Vignolese, salita nel frattempo anch’essa in Eccellenza, ma non abbiamo potuto portare a termine il campionato, a causa del Covid. Sono infine approdato a Scandiano e questo è ormai il quinto anno in cui lavoro per questa società ambiziosa».
Tra addii, richieste e altre situazioni, immagino sia stato complicato allestire una squadra competitiva dopo la retrocessione. Quali “linee guida” ha scelto per comporre un buon organico?
«Non direi che sia stato complicato, bensì motivante e impattante. Avevamo le idee chiare e dopo la retrocessione dall’Eccellenza abbiamo voluto effettuare un cambiamento importante, per avere nuovi stimoli in questo campionato di Promozione. Abbiamo rivoluzionato la rosa con 14 nuovi giocatori, cercando di unire gruppi di atleti che si conoscevano già alla parte di squadra rimasta, provando logicamente a essere il più coperti possibile in tutti i ruoli. Alla fine del mercato estivo la rosa allestita era completa e – almeno sulla carta – da playoff».
Siete soddisfatti di questa prima parte di campionato? Vi aspettavate che il Medolla potesse essere così forte?
«Non ci nascondiamo: le aspettative, come detto prima, erano altre, in quanto l’idea era quella di provare a rimanere saldamente in zona playoff. Purtroppo le annate dopo le retrocessioni sono sempre delle incognite: amalgamare un gruppo completamente nuovo insieme allo staff non è mai semplice. Inoltre gli infortuni e logicamente alcune dinamiche di campo non ci hanno aiutato. A volte ci vuole un po’ di pazienza, ma questa può costare, almeno agli inizi, dei risultati negativi. il Medolla veniva da stagioni importanti e il gruppo insieme allo staff era già compatto: sinceramente mi aspettavo di vederlo nella parte alta della classifica, ma non in vetta alla graduatoria. Con gli innesti del mercato invernale penso però che sia la candidata numero uno per la vittoria del campionato».
Quanto è importante per voi il settore giovanile e dunque anche le strutture legate ad esso?
«Il settore giovanile è il fiore all’occhiello della nostra società: i numeri degli iscritti parlano chiaro e i risultati pure. Ne cito solo alcuni: gli Allievi regionali Under 16 sono terzi in classifica, mentre gli Allievi regionali Under 17 élite quarti. Per di più, la Juniores Regionale Under 19 è attualmente seconda. Noi cerchiamo ovviamente di fare arrivare i più meritevoli in prima squadra, ma non è così facile. Purtroppo, infatti, alcune dinamiche di altre realtà che allettano i ragazzi con l’élite e le categorie superiori ci complicano un po’ la vita. Le nostre strutture sono tra le migliori della regione: i sintetici a 11 e a 7 ci permettono di allenarci tutta la stagione con costanza, anche in caso di maltempo».
Alla prima piazza dei play-off c’è il Masone, squadra distante 5 punti che vi ha battuto 0-3. È così difficile raggiungere i preliminari?
«Ricollegandomi a quello che dicevo prima, i risultati, in avvio di stagione, faticavano ad arrivare e, per dare una scossa all’ambiente, a dicembre abbiamo deciso di effettuare un cambio in panchina. È arrivato Mister Galantini e la squadra, dopo un periodo di assestamento, ha ingranato: non a caso veniamo da tre vittorie consecutive in campionato ed una in coppa. Effettivamente Il quinto posto non è così lontano, ma il problema è considerare il distacco dei punti con il relativo taglio che non permetterebbe di disputare i play-off nonostante la posizione in classifica. Il nostro obiettivo da qui alla fine è accrescere il più possibile il bottino in graduatoria, poi faremo i conti con quello che potrà accadere. Tra l’altro non dobbiamo dimenticarci una cosa importante: siamo in semifinale di coppa. Giocheremo l’11 marzo contro il Castellana Fontana, in casa loro. Non sarà una partita facile, ma proveremo a centrare la finale con tutti i nostri mezzi. Avendo già vinto questo torneo due anni fa – con conseguente ripescaggio in Eccellenza -, ne abbiamo sempre fatto presente l’importanza allo staff e ai ragazzi. Chi alza questo trofeo è appunto quinto in graduatoria di ripescaggio».
Un giocatore che l’ha stupita finora e perché?
«Sicuramente uno su tutti c’è, ma non lo dico per rispetto nei confronti degli altri giocatori. Diciamo che da qui fino alla fine i ragazzi possono farmi cambiare idea e stupirmi dopo ogni partita».
Ringraziamo sentitamente Andrea Ippolito per la disponibilità e l’opportunità concessaci.
