La Reggiana espugna il Picco e conquista il quarto risultato utile consecutivo
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La Reggiana resiste all’infinito assedio dello Spezia e conquista una vittoria insperata grazie ad un sinistro violento di Novakovich che non lascia scampo a Radunovic.
Le formazioni
Spezia: E’ un 3-5-2 lo schieramento bianconero. A protezione dei pali c’è Radunovic, salvaguardato da Vignali, Mateju e Bonfanti. Si apprestano a correre sui binari del Picco Sernicola e Beruatto, mentre il fulcro del reparto intermedio è composto dal trio Adamo-Romano-Bellemo (quasi un gioco di parole). Davanti spazio per Artistico – un attaccante che, con la maglia del Cosenza, purgò la Reggiana con uno splendido colpo di testa – e Vlahovic.
Reggiana: Modulo simile – quasi speculare – per la compagine ospite, che propone un 3-5-1-1. Il pilastro della retroguardia è Lusuardi, affiancato da Papetti e Bonetti. Sulla fascia destra gioca Rover, mentre a sinistra trova la maglia da titolare Tripaldelli – Bozzolan rimarrà ai box per un altro mese almeno -. Il regista è Reinhart, coadiuvato da Bertagnoli e dalla variabile impazzita Portanova. Girma agisce da “sotto-punta”, dialogando con Novakovich.
La partita
Si gioca in un clima infuocato – purtroppo senza che la tifoseria ospite possa rispondere a quella di casa visto l’assurdo divieto – e lo Spezia parte subito fortissimo. Sernicola esegue una splendida torre di testa per Vlahovich in seguito ad un lancio dalle retrovie e il centravanti in casacca numero 99, dopo essersi insinuato in area di rigore, tenta il tiro, ma Papetti si immolla e respinge. Dopo un rimpallo, la sfera giunge tra le braccia del portiere. E’ un avvio complicatissimo per la banda di Rubinacci che al 3′ per poco non si fa male da sola. In fase di costruzione dal fondo, Micai perde un pallone sanguinoso: Romano legge bene le intenzioni del portiere e calcia di prima intenzione a porta spalancata, ma manda a lato di pochissimo. Al minuto 8, dopo aver flirtato con la rete anche un attimo prima – provvidenziale una chiusura di Bertagnoli -, gli Aquilotti ci provano su calcio da fermo. Pescato da un traversone proveniente dalla sinistra, Mateju prova a girare verso il bersaglio di testa, ma non trova la porta. Brivido per i Granata. Dopo 15 giri di orologio di assedio ligure si prende la scena la Reggiana: Reinhart premia un inserimento di Portanova con un’intrigante traiettoria panoramica; l’ex Genoa ammaestra la sfera e tenta il tiro, ma spedisce alto sopra la traversa di pochissimo. La posizione era però irregolare. I padroni di casa, ad ogni modo, tornano ad insistere una manciata di minuti più tardi. Sernicola mette un pallone invitante dal lato destro del campo; Artistico lo pizzica, ma non riesce a scoccare il tiro, cosa che fa invece un suo compagno, tuttavia la retroguardia granata si oppone. Nei secondi successivi, per di più, lo Spezia abbozza un tiro dalla distanza con Romano, che affila il mancino e prova a sorprendere Micai, ma la sua conclusione, seppur potente, è centrale. Non demorde, tuttavia, l’undici guidato da Donadoni, che crea un’altra azione pericolosa alla mezz’ora: Bonfanti chiude una bella triangolazione sulla sinistra e tenta la frustata, ma l’estremo difensore della Regia si distende all’altezza del primo palo e dice di no. Al 35′, dopo tanta sofferenza, la Reggiana torna a far parlare di sé: Girma trasmette per Novakovich, che si ritaglia lo spazio per una conclusione, ma Mateju smorza il tiro con un bell’intervento in scivolata. La formazione di Rubinacci, però, si affaccia nuovamente nella metà campo avversaria poco più tardi. Reinhart, dopo aver vinto il pallone in un duello, verticalizza per Rover, il quale offre a Girma. Lo svizzero serve poi Novakovich che, con una botta di sinistro all’altezza del primo palo, buca Radunovic! Bastano un paio di azioni per fare centro alla compagine della Città del Tricolore. Spezia punito ad una delle primissime disattenzione, nei 5 minuti in cui i ritmi erano appena calati. Segno indelebile lasciato sulla partita dallo statunitense che, dopo essere stato criticato ferocemente, risponde così.
Presa dall’adrenalina del gol realizzato, la Reggiana continua a premere nei giri di lancette successivi. Reinhart prende la mira da fuori e tenta una conclusione forte e ad effetto, che però si spegne alta sopra la traversa, seppur non di molto. A chiudere la prima frazione di gioco in attacco, però, è lo Spezia, con un calcio di punizione derivante da un fallo commesso da Lusuardi. Prende due volte la mira Sernicola, ma entrambe le sue conclusioni si infrangono sulla muraglia eretta davanti alla porta di Micai.
Al via la ripresa con novità di formazione da entrambe le parti. Rubinacci richiama il nominato in precedenza Lusuardi, ammonito e probabilmente neanche al top della forma, inserendo Quaranta. Lo Spezia, invece, si gioca le carte Comotto e Aurelio. Escono Adamo e Beruatto. I primi 10 giri di orologio scorrono senza regalare particolari emozioni. Lo spartito è chiaro: la Reggiana opta per la prudenza e, saggiamente, non sperpera il possesso e anestetizza il più possibile la partita. Al 58′, però, Aurelio trova Artistico, che sprigiona un tiro dalla distanza e spedisce con violenza sotto la traversa. Micai, tuttavia, compie un vero e proprio miracolo e, con una parata sensazionale, dice di no al centravanti bianconero! Intervento sensazionale del portiere dei Granata! Donadoni, poco dopo, cala l’asso Di Serio; abbandona il terreno di gioco Vlahovic. Lo Spezia torna a provarci al giro di orologio numero 64: Bonfanti calcia al volo dopo una respinta della difesa, ma senza imprimere particolare veemenza. Ha visto di peggio finora il numero 1 della Regia, che sventa la minaccia. Negli istanti seguenti si avvera la staffetta Novakovich-Gondo: il primo, che in questa ripresa è stato chiamato in causa poche volte, passa il testimone al secondo. Mentre ci avviciniamo al 70′ gli Aquilotti si gettano ancora all’avanscoperta e sfiorano la rete del vantaggio. Artistico fa partire un tiro dalla distanza, ma Papetti respinge. Il bomber dei liguri si appoggia poi a Sernicola, che dipinge uno splendido traversone: sul secondo palo si fa trovare pronto Aurelio, che però manda alto. C’è ancora tanto, tanto da vivere al Picco. E di conseguenza bisognerà stringere i denti ancora per molto. Più tardi Donadoni punta su un altro dei suoi pezzi da novanta: Valoti – 108 presenze in A – prende il posto di Bellemo. L’accerchiamento bianconero va avanti senza tregua: proprio Valoti scodella un pallone invitante in area di rigore e, dopo una serie di rimpalli, il solito Artistico prova la conclusione, ma questa viene sporcata in calcio d’angolo. L’appena nominato Artistico si fa valere anche sugli sviluppi di calcio d’angolo, colpendo di testa – timidamente però – e non trovando il bersaglio. Corre ai ripari Rubinacci, che rinuncia alla regia di Beratgnoli per inserire un difensore, ovvero Libutti. Desiste anche dal dinamismo di Portanova, inserendo Vallarelli, giocatore più di posizione. E’ ancora tempo di avvicendamenti all’80’: Beladinelli subentra a Romano. Entriamo negli ultimi 10 minuti più recupero, che si prospettano molto concitati. Nel frattempo Bonfanti si traveste da esterno sinistro e delinea un traversone con i giri giusti, perfetto per l’incornata di Valoti, che per poco non si rivela vincente. Ancora una volta ci pensa Micai a salvare la Reggiana e a tenere la partita ancorata allo 0-1. All’83’ i padroni di casa hanno una ghiotta opportunità su palla inattiva. Comotto tocca delicatamente la sfera, spedendola nel cuore dell’area di rigore. Aurelio ringrazia schiacciando di testa verso la porta, imprimendo anche parecchia forza. Fortunatamente, però, la sfera termina la sua corsa sul fondo. In tempo per i 5 minuti di recupero concessi dal direttore di gara, Rubinacci decide di rispolverare Sampirisi, che prende il posto di Rover. Una mossa abbastanza esplicita: è arrivato il momento di parcheggiare il pullman davanti alla porta. I liguri provano sin dall’inizio di questo extra time a lasciare il segno, ma faticano a trovare la chiave di volta. L’ultimo sussulto arriva all’alba del 96′: Sernicola propone un pallone profondo dalle retrovie e, dopo un batti e ribatti, Di Serio sfodera un tiro velenoso, ma fortunatamente troppo alto! Tira un sospiro di sollievo la Reggiana. I titoli di coda si avvicinano. E infatti al rinvio profondo di Micai succedono i tanto attesi tre fischi del direttore di gara! I Granata gelano il Picco e si aggiudicano un tesissimo scontro salvezza.
Considerazioni sparse
Tanti, alla vigilia di questa partita, avrebbero firmato per un pareggio. La trama della gara – mettendo quindi un attimo da parte il punteggio – è stata infatti esattamente quella che ci si poteva aspettare. L’atmosfera era caldissima e la partenza, per la compagine granata, è stata scioccante. I liguri hanno bombardato la porta avversaria dall’inizio alla fine e non hanno assolutamente meritato di perdere. La Reggiana, tuttavia, ha saputo stringere i denti e, in qualche modo, ha mantenuto la rete inviolata. Ed è quasi inutile stare a dire che senza Micai il verdetto sarebbe stato un altro. Fracchiolla ha attuato delle mosse discutibili durante il mercato di gennaio, ma sul portiere non ha avuto dubbi e ha fatto bene. E’ brutto da dire ma forse con Motta e la sua inesperienza non sarebbe andata allo stesso modo. Tuttavia, ciò che piace molto di Rubinacci è il fatto che la squadra adesso sembri più “saggia”. Con Dionigi – mister che ha scolpito un’opera d’arte a Reggio ed è giusto ricordarlo -, nell’ultimo periodo della sua era, la difesa crollava al primo sussulto. Adesso la formazione della Città del Tricolore sa gestire meglio i momenti della partita, sa serrare gli spazi e sa ripartire intavolando delle belle azioni in contropiede. Il gol di Novakovich, tra l’altro, è stato bellissimo. Ma non tanto per il tiro dello statunitense, bensì per la ragnatela di passaggi, per tutta l’azione in sé. Sono state due ottime prove, per di più, quelle di Papetti e Bertagnoli. In questi match l’esperienza conta tanto (per quanto il difensore in maglia granata sia pur sempre un 2002) ed entrambi hanno dato contributi importanti, recuperando anche tanti palloni. Si parla tanto, tra l’altro, del ballottaggio tra l’autore del gol di questa gara e Gondo. Francamente non ha senso vederlo come un problema: è una soluzione in più. Ci sono partite in cui è più adatto uno e altre in cui porta più frutti l’altro. Le qualità dell’ivoriano le conosciamo già, ma la cosa più importante è che Rubinacci abbia trasformato Novakovich. E’ giusto sottolineare che lo scorso anno ha fatto centro appena tre volte con la maglia del Bari; quest’anno ha già confezionato quattro gol (con 4 presenze in meno rispetto appunto alla stagione in maglia biancorossa). Ad ogni modo, l’unico augurio è quello che la squadra possa trovare continuità, sperando che questo successo non diffonda sciocche illusioni. Domani c’è il Sudtirol, un undici con cui la Reggiana ha sempre fatto molta fatica. Vincere non sarebbe male, ma, come ha insegnato Rubinacci, accontentarsi del punticino non è mai una cattiva cosa. Anche perché è la seconda gara in pochi giorni e mancherà un atleta del calibro di Girma.
