Giugno 11, 2026

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Reggiana, primo passo falso dell’era Rubinacci: al Giglio il Sudtirol passeggia e vince 0-4

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Una Reggiana disastrosa incassa quattro gol dal Sudtirol e crolla tra le mura amiche. Sabato la sfida con il Venezia.

Le formazioni

Reggiana: Nonostante siano passati pochi giorni dalla gara di Spezia, Rubinacci decide di non snaturare più di tanto il suo undici. La difesa torna ad essere guidata da Rozzio, affiancato da Papetti e Bonetti. A sinistra Libutti riesce a strappare una maglia da titolare, a discapito di Tripaldelli – forse non al top della forma -, mentre dalla parte opposta gioca Rover. A centrocampo viene riproposto Reinhart come regista, coadiuvato da Charlys e Bertagnoli. A causa dell’assenza di Girma, il tecnico della Regia decide di avanzare Portanova, che agisce in vesti di seconda punta, a supporto di Novakovich.

Sudtirol: 3-5-2 per la banda di Castori. El Kaouakibi, Kofler e Federico Davi proteggono la porta di Cragno. Sulle corsie laterali sfrecciano Molina e Simone Davi – sì, è fratello del difensore nominato un attimo fa -. Il reparto intermedio è composto da Tait, Frigerio e Casiraghi, mentre davanti spazio per Merkaj e Tonin.

La partita

La gara impiega meno di due minuti a regalare emozioni. Ad attaccare è il Sudtirol: Merkaj suggerisce al centro, ma il suo passaggio viene sbarrato, tuttavia la sfera diventa buona per la botta di Tait, prontamente respinta da un attento Micai. Gli ospiti tornano a prendersi la scena al 10′, sugli sviluppi di calcio d’angolo. Casiraghi mette un pallone invitante in area di rigore, perfetto per l’incornata di Frigerio, che viene però respinta. L’azione evapora poi con una conclusione da fuori area di Simone Davi, che spedisce abbondantemente alto sopra la traversa. Dopo una fase di avvio a tinte biancorosse, la banda di Rubinacci riesce finalmente ad affacciarsi dalle parti di Cragno. Portanova lotta sul binario di destra, poi fa sgorgare la sfera dalle parti di Rover che, da posizione ravvicinata ma defilata – e circondato anche da diversi avversari -, scocca il tiro, ma questo imbecca una deviazione e si spegne sul fondo. E’ ancora la Reggiana a flirtare con il gol dopo 34 giri di lancette. Charlys riceve da Libutti dopo una bella iniziativa di quest’ultimo e tenta la conclusione da distanza siderale. La sfera, tuttavia, termina la sua corsa in Curva Sud dopo aver sfiorato l’incrocio dei pali. Al minuto 39, dopo un paio di affondi granata, gli altoatesini cercano di lasciare un segno indelebile sulla partita. Casiraghi, su calcio di punizione, dipinge una raffinata traiettoria panoramica, trovando la testa di Kofler, che – agevolato da una marcatura non particolarmente stretta – spedisce sotto l’incrocio dei pali. Cambia l’inerzia della partita al Giglio dopo una fase di gara in cui le due squadre avevano alternato momenti di luci ed ombre.

E’ ancora Casiraghi, poco più tardi, a mettere in difficoltà la compagine di Rubinacci, partendo dall’out di sinistra e convergendo, per poi abbozzare un tiro basso e violento, che fortunatamente si dissolve a lato della porta, seppur di poco. Dopo un recupero di appena 60 secondi le due squadre si dirigono negli spogliatoi. Due formazioni tutt’altro che frizzanti, le quali hanno dato vita ad uno spettacolo non propriamente entusiasmante. Il Sudtirol, però, è avanti grazie ad una bella rete su palla inattiva.

Al via la ripresa con una novità di formazione per parte. L’allenatore della Regia è costretto a sostituire Paolo Rozzio per un infortunio: entra Sampirisi. Il Sudtirol, invece, decide di appuntire la sua artiglieria inserendo Pecorino, che rileva Tonin. La prima azione degna di nota di questo secondo tempo è degli ospiti. Molina premia un bell’inserimento di Merkaj con un passaggio sulla corsa. L’ex Virtus Entella, a tu per tu con Micai, decide però di cercare un compagno in area di rigore. L’altruismo, ad ogni modo, non porta i frutti sperati, in quanto il passaggio dell’albanese si rivela impreciso. La posizione, tuttavia, era forse di offside. La formazione di casa risponde poco dopo con un calcio da fermo: Reinhart pennella un intrigante traversone all’indirizzo di Portanova. La sfera schizza tuttavia dalle parti del nominato in precedenza Merkaj, che la tocca palesemente con il braccio. Il direttore di gara, tuttavia, dopo un dialogo con i colleghi in sala VAR, decide di non tornare sui suoi passi. Qualche dubbio rimane perché l’arto del giocatore del Sudtirol era piuttosto largo. All’alba del minuto 55 sono ancora i ragazzi di Castori a premere: Molina mette un pallone invitante in area di rigore e Pecorino gira di testa verso la porta, ma scheggia clamorosamente il legno alla sinistra di Micai. Corre ai ripari nei giri di lancette successivi Rubinacci: Bertagnoli passa il testimone a Fumagalli. Nei secondi seguenti, però, è ancora la compagine altoatesina ad andare vicina al gol. Simone Davi riesce a sfondare sulla sinistra, vincendo il confronto con Reinhart, poi sfodera un tiro potente ma prevedibile: il portiere della Regia disinnesca con un bell’intervento all’altezza del primo palo. Più tardi finalmente torna a farsi largo nella metà campo avversaria la compagine di Rubinacci: Rover dialoga con Reinhart, chiudendo una splendida triangolazione, poi suggerisce al centro con un traversone teso. L’ex estremo difensore del Cagliari è bravo ad intervenire con i pugni e a mandare in frantumi i buoni propositi granata. Al 66′ si verifica un singolare gesto di fair play allo Stadio Giglio. Micai va al lancio lungo dalle retrovie, ma sperpera malamente la sfera, in quanto il suo rinvio si rivela troppo profondo. Cragno esce dai pali per arrivare sul pallone, ma accusa un dolore muscolare mentre esce dai pali. Fumagalli, molto sportivamente, decide di non tirare a porta sguarnita, ma di mettere il pallone in fallo laterale. Un atto che, a fine partita, sarà lodato addirittura dalla società biancorossa tramite i propri canali social. Tornando al campo, Castori si vede dunque costretto a schierare Adamonis. E’ ancora tempo di cambi – sponda Reggiana stavolta – poco dopo: si dirigono in panchina Libutti e Reinhart; entrano Lambourde e Mendicino. Poco dopo arriva il momento di Tronchin tra le file degli ospiti. Giunge al termine la gara di Tait. Più tardi è costretto ad alzare bandiera bianca Frigerio, dunque l’ex mister del Carpi opta per altri due avvicendamenti: out lui e Simone Davi. In campo Crnigoj e Zedadka. All’83’ costruisce il Sudtirol: Molina scambia con Tronchin sulla destra e mette un pallone invitante a centro area per Pecorino che, di testa, batte Micai, il quale non riesce a trattenere. Pallone in fondo al sacco e raddoppio altoatesino. Doccia gelata per la Reggiana di Rubinacci che adesso deve rivedere i suoi piani.

Nei minuti successivi i Biancorossi hanno una chance su calcio di punizione dal limite dell’area di rigore, dopo un fallo rimediato dal citato in precedenza – nonché ex della partita – Crnigoj. A calciare è Casairaghi che, con una pennellata, supera la barriera e gonfia la rete. Tris pesantissimo degli ospiti.

In pieno recupero, il bottino di gol degli ospiti ammonta persino a 4: l’autore della perla sul calcio da fermo di prima trova con una splendida verticalizzazione Merkaj, il quale buca Micai. La Reggiana ha abbandonato il campo con un quarto d’ora di anticipo.

Dopo 95 minuti arriva il triplice fischio: piovono fischi a Reggio Emilia. Una Reggiana irriconoscibile non riesce ad allungare la striscia positiva e perde malamente contro l’undici di Castori.

Considerazioni sparse

E’ giusto partire con una premessa. Chi pensava che il Sudtirol fosse rimasto quella squadra dai campionati insipidi di bassa classifica non ha capito niente. Stiamo infatti parlando di un undici che ha raccolto 18 punti nella 10 gare antecedenti a quella di Reggio. Stiamo parlando di una compagine che ha messo in seria difficoltà Monza e Venezia, tra le tante. Stiamo parlando di una delle migliori difese del campionato. Passando alla Reggiana, è brutto dirlo con un tono quasi rassegnato, ma i Granata, in tutte e tre le stagioni di Serie B vissute, hanno sempre faticato nelle gare a distanza ravvicinata. Purtroppo qui si vedono i limiti economici della dirigenza che non ha potuto allestire una rosa abbastanza larga per consentire al mister qualche rotazione. Per di più, il divario in termini tecnici e di esperienza tra titolari e riserve sembra molto marcato. Detto questo, scrivere “è finita la fortuna” o “siamo questi” è estremamente sbagliato e riduttivo. La Reggiana al Picco sarà stata graziata, ma la chiave tattica era quella giusta e la squadra ha vinto perché è stata più cinica. E no, non siamo questi, sennò non verremmo da quattro risultati utili consecutivi. I Granata hanno disputato un discreto primo tempo. La voglia non è mancata, ma l’intensità, l’energia e le azioni sì. Prendere gol prima di andare a riposo ha poi avuto un impatto notevole sulla partita. Nella ripresa, ad ogni modo, non è stato assegnato un calcio di rigore per fallo di mano netto di Merkaj. Non è assolutamente la giornata adatta per parlare di arbitri però un penalty a 40 minuti dalla fine quando sei in svantaggio di un solo gol può cambiare le carte in tavola. Il problema, tuttavia, è che, salvo un cross teso di Rover e poco altro, la reazione è stata troppo poco rabbiosa. La squadra ha gettato la spugna e nel finale il Sudtirol ha dilagato. E’ una sconfitta dolorosa, ma ci sono ancora tante partite: occorre Voltaren pagina. A Venezia, però, non andrà allo stesso modo, quantomeno in termini di ritmo. Sarà difficilissimo, ma la Reggiana ha assolutamente tutti i requisiti per portare a casa almeno un punto.

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