L’Entella cala il tris contro un’anonima Reggiana. Giunge al capolinea l’era Rubinacci
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L’ennesima disastrosa prestazione della Reggiana porta all’esonero di Rubinacci. La squadra passa a Pierpaolo Bisoli.
Le formazioni
Virtus Entella: E’ un 3-5-2 lo schieramento adoperato da Mister Chiappella. Parodi, Tiritiello e Marconi proteggono la porta di Del Frate. Sulle corsie laterali corrono Bariti e Di Mario, mentre la fase di impostazione passa dai piedi di Franzoni, Squizzato e Benedetti. Coppia d’attacco formata da Tirelli e Cuppone.
Reggiana: Stesso abito tattico per i Granata. Quaranta guida la difesa, coadiuvato da Papetti e Lusuardi. Gestiscono il centrocampo Bertagnoli e Reinhart, supportati dalla variabile impazzita Portanova, mentre i due esterni sono Rover e Libutti. Passando al reparto avanzato, Girma si appresta a dialogare con il solito Novakovich.
La partita
La gara comincia e impiega a malapena 5 minuti a farsi in salita. Di Mario riesce ad avere la meglio su Rover a sinistra e a mettere un pallone invitante in area di rigore, perfetto per l’incornata vincente di Franzoni, che timbra l’1-0.
I padroni di casa approfittano del momento di fiducia per provare a punire nuovamente gli avversari al 10′. Sugli sviluppi di una rimessa laterale, in seguito ad una sponda aerea di un compagno, è ancora Franzoni a pizzicare il pallone di testa e a dirigerlo verso la porta, ma Micai disinnesca con un intervento spettacolare. L’assedio biancoceleste prosegue negli istanti successivi, con gli ospiti che vanno in difficoltà ancora una volta su un traversone. Tiritiello – 7 gol per lui finora – riesce a coordinarsi per concludere da distanza ravvicinata, ma l’ex portiere del Cosenza dice ancora di no con un riflesso felino. Il primo sussulto della compagine di Rubinacci arriva verso il tramonto del minuto 13. In seguito ad un rimpallo, Novakovich riesce a vincere un duello con Parodi e prova a concludere, ma Del Frate esce dai pali e cattura in presa bassa. Poco meno di 10 giri di lancette più tardi il nominato un attimo fa Novakovich ha una ghiottissima chance di segnare. Portanova e Girma sfoggiano una splendida intesa sull’out di destra e lo svizzero offre poi appunto allo statunitense che, da dentro l’area di rigore, manda clamorosamente alto, cestinando l’occasione di fare 1-1. Non molla tuttavia la squadra ospite, che ci riprova al 36′. Reinhart prende la mira da distanza siderale e sfodera un destro violento da fuori, la cui traiettoria viene alterata da una deviazione, che per poco non la rende imparabile. Purtroppo, però, la corsa del pallone termina sul fondo, a pochi centimetri dall’incrocio dei pali. E questa è l’ultima azione del primo tempo degna di nota. Tutti negli spogliatoi con i padroni di casa che amministrano un sottile ma meritato vantaggio.
Comincia la ripresa e, dopo una manciata di minuti, la Regia prova a ruggire con un’altra sventagliata dal fuori di Reinhart, che evapora a lato, anche se non di molto, dopo aver fatto ben sperare i supporters granata. La scalata, tuttavia, si fa ancor più ripida poco più tardi. Viene infatti punito, in seguito alla revisione del direttore di gara al VAR, un fallo di Novakovich – gamba alta e tesa – ai danni di Parodi. Cartellino rosso. Prova ad ogni modo a reagire la formazione di Rubinacci su palla inattiva. Il regista argentino dipinge una traiettoria intrigante e trova Lusuardi all’altezza del secondo palo, ma il colpo di testa dell’ex Pisa si rivela docile e impreciso. Al minuto 65 attaccano i Diavoli Neri, ancora una volta su corner. Tiritiello imprime molta potenza con l’ennesima incornata. Micai risponde come può, poi Marconi ribatte e firma il 2-0.
Si gioca finalmente due carte il tecnico della compagine ospite. Bohzanaj rileva Libutti; lo stesso fa Charlys con Bertagnoli. Cambiano un paio di interpreti ma non il copione. Rubinacci al 78′ decide dunque di fare esordire Vicari – che è a Reggio da gennaio e non è ancora in forma, grazie Fracchiolla – e di inserire anche Fumagalli (in ritardo per l’ennesima volta); out Rover e Girma. Chiappella, invece, manda dentro Alborghetti e Karic, mentre richiama Marconi e Benedetti. Per completare l’ennesimo capolavoro, la Reggiana pensa bene di prendere anche il terzo. Il citato un attimo fa Karic trova con una bella imbucata Cuppone, che trafigge Micai.
Prova a dare in ogni modo una defibrillata alla sua squadra Rubinacci, che propone Lambourde. Esce Reinhart. Per l’Entella invece è tempo di Del Lungo e Dalla Vecchia. In panchina vanno Bariti e Franzoni. Poco dopo spazio anche per Stabile, che richiama Tirelli. La Regia, però, non dà segnali di vita neanche nel finale, fatta eccezione per un tiro di Fumagalli, disinnescato da Del Frate.
Qualche considerazione sulla partita
Come sempre, il risultato riassume il tutto più di ogni parola o di ogni sintesi. Prendere gol dopo 5 minuti su un colpo di testa vuol dire non esserci mentalmente. Magari c’era anche fallo su Rover – secondo me no -, ma un giocatore non può staccare da terra e colpire in area piccola, facendo gol così presto. Oltretutto, dopo aver sbloccato la partita la Virtus Entella ha continuato a premere, sfiorando il raddoppio più di una volta. Per fortuna Micai si è rivelato monumentale con una serie di interventi straordinari. Ad ogni modo, per quanto possa essere ridicolo che un campo del genere sia omologato per la Serie B, non può una squadra che si gioca tutto in uno scontro salvezza farsi schiacciare in questa maniera sin da subito. Bisogna inoltre aggiungere che la Reggiana, nel primo tempo, ha avuto anche una chance per rimettersi in carreggiata. In un’azione in cui finalmente si erano visti, a distanza di un po’ di tempo, Girma e Portanova trovarsi quasi a memoria (sulla fascia destra), Novakovich è riuscito a non prendere la porta da dentro l’area, calciando alto da distanza molto ravvicinata. E lo stesso Novakovich ha rimediato un cartellino rosso ad inizio ripresa per un fallo a gamba tesa. Ognuno può reputare la decisione giusta o sbagliata, ma non ciò non toglie che sia stato imprudente. E vanno bene i discorsi del tipo “Ogni attaccante ha le sua caratteristiche” oppure “Deve fare il lavoro sporco”, però una punta che da inizio 2026 timbra il cartellino una sola volta è un po’ la fotografia di quanto sia in difficoltà questa Reggiana. E dispiace perché è un giocatore che non dà l’impressione – ovviamente speriamo che così non sia – di avere fame, di avere una seria voglia di impattare sulla partita. Né lo statunitense né Gondo sono due grandi finalizzatori, ma è anche vero che Fumagalli, forse il più concreto dei tre, è stato inserito quando mancava meno di un quarto d’ora, il che è incomprensibile. Spostando leggermente il focus, ma allacciandoci al discorso di prima, il secondo gol dei liguri era facilmente evitabile. Il capocannoniere di questa squadra è un difensore che ha fatto 7 gol – Tiritiello – e che sulle palle inattive è spietato. E’ inconcepibile come una formazione di Serie B non abbia l’accortezza di marcarlo stretto. Anche nel primo tempo aveva sfiorato il gol. Sull’azione del raddoppio ha avuto modo di schiacciare di testa da dentro l’area. Per concludere, anche se si tratta di una piccolezza, vedere che la squadra è arrabbiata in un certo senso fa piacere perché quantomeno vuol dire che si sta rendendo conto di quanto stia facendo pena, ma, se stai perdendo 2-0 in inferiorità numerica, non puoi prendere 3 gialli – Micai, Lusuardi e Rover – in 11 minuti. Detto questo, mancano ancora un po’ di partite e la zona salvezza dista 4 punti. Non è un traguardo irraggiungibile assolutamente. Logicamente serve un cambio di rotta e alla svelta.
Il cambio allenatore
Dopo la quinta gara consecutiva senza vittorie, dopo una valanga di gol incassati e pochi – molto pochi – segnati, la Reggiana ha deciso di esonerare Mister Rubinacci. E’ una scelta assolutamente condivisibile per le ragioni già elencate, a cui ovviamente va addizionato il penultimo posto in classifica. Bisogna tuttavia ringraziare questo allenatore, in quanto, pur sbagliando e gestendo una squadra con evidenti limiti, ha lavorato con professionalità e soprattutto umiltà. Nessuno può mettere in dubbio le sue competenze; semplicemente non era il momento adatto per assegnargli per la prima volta una squadra, visto il momento complicato.
La panchina è stata affidata a Pierpaolo Bisoli, un mister che non ha bisogno di grandi presentazioni. Sarà reduce da una parentesi non proprio brillante a Brescia – complice anche una situazione societaria non semplice -, ma indubbiamente conosce molto bene la categoria e ha un carattere forte. E questo è ciò che forse più conta attualmente, perché prima della tattica e della tecnica devono venire fuori aspetti come l’orgoglio. Nelle ultime partite si è vista una squadra spenta, senza gioco e con una retroguardia fin troppo scricchiolante. Bisoli – e a dirlo sono i numeri – ha sempre curato molto bene la fase difensiva, tant’è che raggiunse la semifinale dei play-off con il Sudtirol dopo aver allestito la terza miglior retroguardia del campionato. Adesso, per di più, c’è una sosta nazionali che potrà permettergli di plasmare un minimo la sua formazione e di esprimere l’importanza di determinati concetti che la Reggiana ha smarrito – e non si parla solo della difesa -. Non è di certo un cambio allenatore che porta ad una salvezza, ma una figura così carismatica è probabilmente quello che serve quantomeno per scendere in campo con un piglio diverso. E’ ovvio che con una rosa del genere farebbe fatica anche Guardiola, ma Bisoli può dare quella scossa che, dopo mesi di nulla cosmico e gestioni scellerate, serve all’intero ambiente. Ovviamente l’augurio è che non sia un’illusione.
