Giugno 11, 2026

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Una validissima Reggiana crolla nel finale a Padova. Salvezza sempre più lontana

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Ottima prova, tuttavia non basta. La Reggiana crea tanto, ma non capitalizza. Al Padova basta un’azione nella ripresa: Seghetti riceve da Caprari e fa centro, condannando la banda di Bisoli ad una sconfitta pesantissima.

Le formazioni

Padova: E’ un 3-5-2 lo schieramento adoperato da Mister Breda, che oggi va alla ricerca di tre punti fondamentali per la corsa alla salvezza. In porta c’è Sorrentino, protetto da Faedo, Villa e Pastina. Sulle fasce sfrecciano Capelli e Favale, mentre i tre centrocampisti sono Fusi, Crisetig e Varas. Coppia d’attacco formata da Bortolussi e Di Mariano.

Reggiana: Bisoli conferma il 4-3-2-1 – o 4-3-3, se preferite – e non riserva particolari sorprese. I due centrali sono ancora Vicari e Lusuardi, affiancati dai terzini Libutti e Bonetti. Le chiavi del centrocampo sono affidate a Reinhart, coadiuvato da Bertagnoli e Bohzanaj, adattato nel ruolo di mezzala. Lambourde e Portanova agiscono alle spalle dell’unico centravanti Gondo.

La partita

Parte forte la Reggiana che, guidata da uno spirito intraprendente, arriva a concludere verso la porta dopo appena 5 giri di lancette, con un mancino affilato di Lambourde che termina alto – anche se non di molto – sopra la traversa. La risposta dei padroni di casa ad ogni modo si fa attendere poco: al 10′ Favale pennella un raffinato traversone e trova Pastina che, con un insidioso colpo di testa, per poco non supera Micai. Fortunatamente la corsa della sfera si spegne a qualche centimetro dal palo. Nei giri di lancette successivi le due squadre faticano a trovare la chiave per ferirsi vicendevolmente e lo spettacolo cala. Al minuto 26, ad ogni modo, per “coronare” un campionato – e un operato – tragicomico, il Direttore Sportivo Fracchiolla rimedia un cartellino rosso per proteste. Più tardi è la Reggiana a tornare a graffiare. Reinhart si accentra e, da distanza siderale, tenta una conclusione tipica del suo repertorio, telecomandando una traiettoria destinata ad insaccarsi sotto l’incrocio. Sorrentino, però, riesce a metterci una pezza, rifugiandosi in corner con una parata sensazionale. Vicina al vantaggio la compagine ospite. I Granata continuano a premere e al 40′ flirtano ancora con lo 0-1 grazie ai due pupilli di Bisoli. Lambourde pesca Bozhanaj con un traversone sofisticato, ma il colpo di testa dell’ex Modena evapora sul fondo. Poco dopo si prende la scena la squadra di Breda. Protagonista dell’azione è Fusi che, da posizione defilata, tenta di sorprendere Micai sul suo palo. L’estremo difensore granata disinnesca senza particolari difficoltà; il numero 8 prova allora a proporre al centro per un compagno, ma Libutti si intromette e, con un colpo di testa, salva la Regia. Dopo un recupero di due minuti le due squadre si dirigono negli spogliatoi. Partita bloccata sul punteggio di partenza. Più pericolosa la squadra ospite, ma i Biancoscudati sono cresciuti e non poco nel finale.

Comincia la ripresa con una novità tra le fila dei Granata: Bohzanaj passa il testimone a Rover. Dopo 10 minuti privi di emozioni, l’ex tecnico del Sudtirol si gioca un’altra carta: Tripaldelli entra al posto di Bonetti. Al 63′ ecco finalmente uno spunto interessante. La Reggiana si distende proprio con il nominato un attimo fa Tripaldelli, che mette un pallone invitante in area di rigore, perfetto per il colpo di testa di Portanova, il quale manda sopra la traversa di qualche centimetro. La compagine di Bisoli non demorde affatto però, anzi continua a perlustrare ad ondate la metà di territorio avversario. Rover, dal fondo del campo, trova a rimorchio Gondo, il quale apparecchia la tavola per la bordata da fuori area di Bertagnoli. Ancora una volta, però, la Regia non riesce ad inquadrare lo specchio, limitandosi a sfiorarlo. Preoccupato dallo spirito travolgente dei suoi avversari, Breda propone Caprari e Di Maggio; fuori Di Mariano e Fusi. Tempo di cambi anche per gli ospiti al 73′: Novakovich subentra a Gondo. Non assume variazioni lo spartito e allora il mister del Padova prova a dare un’altra scossa. Out Bortolussi e Varas, rimpiazzati da Seghetti e Silva. Le sostituzioni del tecnico dei veneti si rivelano vincenti: Di Maggio pesca Caprari con un lancio tagliente illuminante e l’ex Monza suggerisce al centro per Seghetti, che gonfia la rete in tap-in.

Corre ai ripari Bisoli: spazio per Fumagalli e Charlys, mentre si dirigono in panchina Lambourde e Bertagnoli. Prova a sparare una delle ultime cartucce la Regia al minuto 90: Libutti delinea un traversone invitante e Novakovich, con un colpo di testa, centra finalmente la porta, ma senza angolare la conclusione. Disinnesca l’estremo difensore avversario. Al 94′ ci riprova con le ultime forze la squadra ospite. Lusuardi mette un altro cross interessante in area di rigore. Sorrentino, disturbato da Rover, prova a fare suo il pallone in presa alta, ma questo gli sfugge dalle mani. Il nominato in precedenza Novakovich ne approfitta per riportare in parità la sfida, ma la rete viene annullata per fallo ai danni del portiere. Rimane qualche dubbio. Ad ogni modo con una sconfitta la partita più importante della stagione dei Granata.

Considerazioni sparse

La mano di Bisoli si vede eccome già dopo poche partite. La Reggiana è passata dalle valanghe di gol dell’era Rubinacci al subire una sola rete in due partite con Carrarese e Padova, con una coppia di centrali che – ricordiamolo – ha iniziato a giocare assieme da molto poco. Tanti giocatori, per di più, sono cresciuti. Lambourde ha avuto uno sprint davvero notevole, Bohzanaj sembra finalmente aver trovato una dimensione in questa squadra, così come Bertagnoli. Torniamo, però, a riproporre un concetto già esposto, ovvero che Bisoli sarebbe dovuto approdare a Reggio molto prima. Non ha il tempo materiale per plasmare a dovere la squadra e, anzi, la sua formazione, quando attacca, sembra portarsi ancora con sé qualche “detrito” dei mesi scorsi, nel senso che talvolta appare timida e risulta infatti poco efficace. Adesso restano tre partite tostissime. La salvezza diretta è quasi irraggiungibile, ma i play-out non lo sono affatto. La squadra è indubbiamente rinata e il mister sa preparare molto bene le partite. E’ ovvio che ripetersi col Palermo non sarà semplice, ma è arrivato il momento di dare il 110%. E questa squadra, adesso, sembra avere le carte in regola per dare fastidio anche ad undici di alta classifica.

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