Giugno 20, 2024

Basta Superlega.

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Non è possibile che si torni a parlare di Superlega. Nessun tifoso la vuole. E’ la fine del calcio. E’ una vergogna.

Nello sport, si diventa campioni allenandosi con continuità, vincendo titoli e tagliando altri grandi traguardi, gli sforzi, prima o poi, verranno ripagati. In FA Cup, quest’anno, abbiamo visto un Middlesbrough superare grandissimi club come Manchester United e Tottenham, eliminandoli da un trofeo importantissimo inglese. E’ giusto quindi che, nonostante un club abbia magari una storia calcistica non vasta come quella dell’avversario, possa competere contro di lui, è una questione di rispetto; non abbiamo inoltre sempre visto le grandi trionfare contro le piccole, ma, anzi, le imprese che più ricordiamo nel calcio sono quelle delle squadre più piccole che, usando l’ingegno, soffrendo o superando anche i propri limiti, sono riuscite a battere una squadra importante scrivendo una pagina importante della loro storia. Se vediamo l’Atalanta andare a giocare a Liverpool o a Parigi è perchè è una delle migliori squadre di Europa e l’ha dimostrato con il gioco, coi successi e con tanto altro, vogliamo davvero che favole come queste smettano di esserci? Questo atteggiamento dei top club è veramente ridicolo e arrogante, soprattutto perchè in ogni stagione non ci sono squadre che vincono battendo tutte le altre, forse solo da lì, seguendo la frase di Beckenbauer, potremmo iniziare a parlare di vere e proprie superiorità, ma l’Arsenal degli Invincibles non c’è più e neanche in quel caso si può pensare di creare una competizione tra solamente squadre fenomenali. Tutti sanno per quale motivo è nato questo progetto e ormai è inutile ripeterlo, ma facciamolo per correttezza: i soldi, visto che un club potrebbe incassare fino a 350 milioni di euro a stagione. Non si può pensare di escludere squadre che fanno un calcio splendido e che meritano di arrivare oltre a quanto si aspettano perchè non hanno abbastanza soldi, se creiamo la Superlega cancelliamo imprese come quelle del Leicester, del Sassuolo di Di Francesco o dello Sheriff a Madrid ad esempio. Un altro aspetto che fa davvero innervosire è quello che chi ha progettato la Superlega voglia addirittura spacciarla per una competizione in cui la meritocrazia ci sia, visto che 5 club potrebbero fare parte del torneo a rotazione, in base alle prestazioni sportive stagionali. 5 sarebbero davvero poche, inoltre i 15 membri fondatori continuerebbero a giocare a prescindere, continuando a incassare miliardi; è veramente un atteggiamento ridicolo, non si può sentire un’idea simile e non si possono progettare cose del genere. Può dare fastidio non vedere top club in Champions League e squadre più piccole che invece ne fanno parte, ma, in un certo senso, è giusto: se squadre che giocano in nazioni in cui il calcio non è a livelli così alti fanno parte della massima competizione ad eliminazione diretta europea è perchè, nei campionati delle loro nazioni, hanno dato il massimo e hanno superato altri club, quindi vedere un Napoli fuori e un Malmo dentro è corretto, poi è vero, ci sono campionati più difficili di altri, ma comunque è giusto che chi va bene nel suo campionato giochi a questi livelli. Una delle cose belle delle competizioni europee è proprio che tutte le squadre abbiano la stessa identica possibilità di accedervi, non ci sono posti certi e questo porta tutti a dover giocare bene anche nei campionati dei propri paesi, non a caso, in Italia ad esempio, molte big si impongono l’obiettivo del quarto posto per poter arrivare a giocarsi l’ambito titolo, ma sono sempre 7 o addirittura 8 a contendersi le prime 4 posizioni, solo la metà circa avranno questo privilegio però.

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