Giugno 19, 2024

Il Boca Juniors, uno dei più grandi club argentini della storia

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In Argentina, agli inizi del 1900, il calcio acquisiva sempre più popolarità, e fu in quest’ epoca che molti club nacquero, prendiamo come esempio il Boca Juniors, fondato il 3 aprile 1905 da Esteban Baglietto, Alfredo Scarpatti, Santiago Sana, i fratelli Teodoro e Juan Antonio Farenga. Questi amici stavano creando il più grande club dell’ Argentina, diciamo però che questo nuovo club ha “un pizzico di Italia”, infatti la famiglia di Esteban Baglietto ha origini genovesi. Il nome del club fu fondato su una panchina di Plaza Solìs: “La Boca” è il nome del quartiere di Buenos Aires da dove proviene Esteban Baglietto, e quindi si scelse il nome “Boca”, mentre “Juniors” doveva dare un tocco di prestigio inglese. Il primo presidente del club fu proprio l’ immigrato italiano del quartiere di “La Boca”.

Il 21 aprile 1905, il Boca disputò, sul campo dell’ Indipendencia Sud, la prima partita della storia, sconfiggendo 4-0 il Mariano Moreno. 

Il Boca aveva tutto: un nome, un terreno di gioco e un manipolo di immigrati italiani che spingevano appassionatamente, ma mancava un colore che identificasse la squadra di Buenos Aires. L’ unica combinazione di colori da non usare era quella tra bianco e rossa, già utilizzata dagli Alumni, la squadra che dominava all’ epoca. Inizialmente si optò per un modello azzurro, utilizzando a volte quello e a volte uno a striscie blu sottili, finchè nel 1913 non si adottò una maglia blu con una striscia gialla che attraversa il petto di ogni tifoso del Boca. il blu e il giallo sono ispirati ai colori della bandiera di una nave svedese attraccata a La Boca.

Il 13 aprile 1913 avvenne il debutto del Boca in prima divisione, contro l’Estudiantil Porteño a Ituzaingó, fu registrato come una sconfitta per 4-1 e il primo superclásico del calcio argentino.

Boca e River condividevano il quartiere, le origini e un rivalità che con il passare degli anni crebbe, fino a diventare la classica delle classiche del calcio argentino, e uno degli spettacoli più affascinanti del calcio mondiale. Il primo scontro di questa rivalità è stato vinto dal River Plate per 2-1, ma fu la serie di partite amichevoli giocate in precedenza a scatenare questa rivalità, che divenne simbolo del calcio argentino, e che oggi il Boca domina senza troppi problemi. 

Nel 1919 il Boca si trasferì in un campo accanto alle Wilson Coal Cellars, lasciò il quartiere per stabilirsi per un breve periodo a Wilde, fino a quando non diminuirono i membri e il Boca fu costretto a cercare un nuovo terreno al quartiere di provenienza. Si stabilì inizialmente tra Ministro Brin, Sengüel, Caboto e Tunuyán, finché nel 1922 mise definitivamente radici a Brandsen, Del Valle Iberlucea, Aristóbulo Del Valle e sui binari del Ferrocarril Sud. Il club conquistò il primo titolo nel 1919, ma il Boca visse i suoi anni d’ oro negli anni Venti, conquistando sei titoli di Prima Divisione, tre Coppe Carlos Ibarguren, due Coppe della Competizione, una Coppa d’ Onore una Coppa Stimolo, quindi, in totale, furono 13 i titoli conquistati in questo decennio, e la media riporta la vittoria di poco più di un trofeo all’ anno.

Maradona e Tévez al Boca

Dal Boca Juniors passarono anche grandi campioni, tra cui uno dei più grandi della storia, se non il più grande. Ecco, quest’ uomo è Diego Armando Maradona, un giocatore che non ha bisogno di presentazioni.  Nel 1981, Diego venne acquistato dal club gialloblù. Un altro acquisto importante degli “xeneizes” fu Miguel Brindisi, anche lui decisivo per la vittoria del torneo Metropolitano. E fu proprio questo titolo a dare il via all’ amore tra il Boca e Diego, che nell’ estate del 1982 verrà venduto al Barcellona, ma 14 anni dopo tornerà.

Il Boca vinse 20 partite, pareggiandone 10 e perdendone 4, ma forse, di quelle 20 vittorie, ce n’è una che vale doppio: un 3-0 rifilato al River, in cui Maradona fu protagonista di una prestazione eccezionale.

Un altro campione che militò nel Boca Juniors fu Carlos Tévez. Nel 2015, il Boca ebbe un grande avvio di stagione, caratterizzato da una vittoria in campionato contro il Velez e la qualificazione alla Copa Libertadores. Ma la stagione si impennò quando, nella seconda metà di stagione, gli “xeneizes” prelevarono l’ Apache dalla Juventus. Il Boca sconfisse il River Plate al Monumental. Il club gialloblù coronò l’ anno vincendo la Copa Argentina, battendo 2 – 0 in finale il Rosario Central. 

Inoltre, nonostante l’ economia argentina non vivesse il suo miglior momento, il club avviò la costruzione di un Centro di formazione nel terreno di Ezeiza per le divisioni inferiori, che rappresenta l’opera più importante degli ultimi 20 anni dell’istituzione.

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