Giugno 17, 2024

Si infrange il sogno play-off: la Sampdoria vince 1-0 a Marassi, venerdì il derby

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La Sampdoria batte la Reggiana spezzando il sogno play-off dei Granata, che, dopo la conquista anticipata della salvezza, avevano iniziato a fantasticare. A segno, per i padroni di casa, Esposito, autore di uno splendido calcio di punizione, con cui ha superato Bardi. Brutta sconfitta per la formazione della Città del Tricolore, che non potrà contare su Rozzio, Gondo e mister Nesta nel derby con il Pavma: i primi tre sono stati ammoniti ed erano diffidati, mentre il tecnico ha rimediato un rosso in un finale incandescente.

La foto di squadra dei Granata, foto: AC Reggiana

Tutte le notizie dei giorni antecedenti alla partita

La vittoria del derby ai danni del Modena di Bisoli ha sicuramente portato la scossa che serviva all’ambiente, oltre che un forte entusiasmo tra i tifosi. Questi ultimi, infatti, hanno appeso uno striscione in Via Agosti – quartier generale granata, se così si può definire – con un messaggio molto chiaro:”Grazie ragazzi, con la stessa grinta anche a Marassi”.

Parlando ancora del match contro i Canarini, è stato premiato “MVP granata del mese di aprile”, in un’iniziativa che coinvolge uno degli sponsor del club, Edoardo Pieragnolo. Premio più che meritato, per un giocatore che, in questa stagione, si è rivelato fondamentale finora con le sue incursioni sulla fascia e non solo.

Saranno tantissimi i sostenitori della Regia nel match del Ferraris, contro la Sampdoria. Si è, infatti, raggiunta quota 1200 biglietti venduti, numero piuttosto elevato e che testimonia l’inesauribile amore verso i colori da parte della città di Reggio Emilia.

Lo stadio

Andare a Marassi è sempre stupendo, tuttavia, stavolta i tifosi provenienti dalla Città del Tricolore sono stati collocati in un settore diverso dello stadio. Ci trovavamo, infatti, vicino alla Gradinata Nord, dove solitamente si trova la parte più calda del tifo genoano, “trasformata” in un settore anche per i supporters blucerchiati quando il Doria gioca in casa – lo stesso viene fatto quando gioca il Grifone, seppur il Ferraris sia più pieno, poichè ai supporters rossoblu possono prendere posto in anche in Gradinata Sud -. Ma facciamo un passo indietro: arriviamo davanti all’impianto dopo una breve tratta in navetta e notiamo presto i murales dei sostenitori della squadra allenata da Gilardino, subito appariscenti. Il Ferraris si staglia lungo il Bisagno, ripercorriamo la strada fatta con gli amici genoani in corteo insieme nell’ultima occasione. Una volta entrati, si nota subito la magnificenza di uno dei templi del calcio italiano. Strutturato verso l’alto, dispone di oltre 30.000 posti a sedere, lasciandoti senza parole. Il settore in cui siamo stati accolti questa volta, tuttavia, aveva un paio di difetti. Il primo è il fatto che è quasi impossibile guardare le azioni che si sviluppano nella metà campo non adiacente allo spicchio concesso a noi tifosi. Il secondo è la presenza di delle transenne a dividere le file di seggiolini, che portano la gente ad accalcarsi. Tuttavia, qualora voleste leggere una descrizione più interessante e completa di questo magnifico impianto, vi invito a leggere il nostro articolo sulla partita di Coppa Italia contro il Genoa, oltre che a leggere la nostra intervista a Lorenzo Libutti, il quale ha parlato proprio di come sia rimasto impressionato dallo splendore del Ferraris. Presto potrebbe nascere una rubrica in cui si parlerà interamente di stadi.

Lo splendore del Ferraris, che sarà presto protagonista di un primo “episodio” di una nostra rubrica

La splendida Lanterna di Genova, visitata prima della partita

Le formazioni

Non è andata in scena l’abitudinale conferenza stampa pre-gara di Mister Nesta (ringraziamo vivamente la pagina de La Gazzetta Granata per averci riferito ciò), dunque passiamo direttamente alle formazioni.

Sampdoria: 3-4-2-1 per i padroni di casa. Stankovic in porta, retroguardia composta da Piccini, Ghilardi e Gonzalez. Sulla fascia destra il capitano Depaoli, Giordano sul lato opposto del campo, a centrocampo Yepes e Darboe. Davanti De Luca, supportato da Esposito e Borini.

Reggiana: Schieramento speculare per Nesta, che ritrova una pedina importante all’interno del suo scacchiere. Bardi tra i pali, Rozzio pilastro della difesa, affiancato da Libutti e Marcandalli – ecco il rientro appena citato -. Sul lato destro del campo Fiamozzi, Pieragnolo agisce sul binario opposto, Kabashi playmaker e Bianco funge da variabile impazzita. Sulla trequarti Melegoni e Portanova, a sostegno di Gondo.

La partita

La meravigliosa vittoria del Derby del Secchia ha portato i Granata a conquistare l’obiettivo stagionale con addirittura un paio di giornate di anticipo. Dunque, adesso, è lecito sognare un piazzamento in zona play-off, un traguardo di cui Nesta stesso ha preferito – forse più per tenere tutti con i piedi per terra, piuttosto che dare illusioni – più volte escludere in conferenza stampa. L’avversario è la Sampdoria, una formazione militante, fino allo scorso anno, in Serie A. Tuttavia, dopo un campionato complicato e annessi gravissimi problemi finanziari, i Blucerchiati sono dovuti ripartire dalla cadetteria e hanno battezzato Andrea Pirlo come timoniere adatto per questa stagione. L’annata, però, è partita piuttosto a rilento, con appena due trionfi nelle prime 11 gare, che hanno portato questa formazione a rimanere a lungo in zona retrocessione. La scossa è arrivata dopo 12 giornate, quando i liguri hanno sconfitto il Palermo, un trionfo che sarà seguito da altri carichi di punti contro Modena e Spezia. Dopo una brusca frenata maturata nel match contro il Brescia, l’ex mister della Juve è riuscito a guadagnare altri 6 punti dai successi contro il Lecco e proprio contro la Reggiana, ai tempi in un periodo stagionale burrascoso. Tra l’altro, questo tecnico si è anche rivelato innovativo, passando alla retroguardia a 3 – a discapito di quella a 4 utilizzata antecedentemente – nel mese di febbraio. E’ una squadra in un grande stato di forma, peraltro, che è stata sconfitta soltanto due volte negli ultimi 10 incontri. Oggi si trovano in 7° piazza, con 49 punti. Reggiana chiamata a vincere a Marassi, l’ultimo match tra queste due squadre disputatasi a Genova risale al 1997, quando i Granata furono sconfitti 3-0.

Qui sotto una presentazione più accurata dell’avversario, post fatto in collaborazione con la pagina di Dodicesimo Granata

Prima dell’inizio della partita, è stato riservato un omaggio meraviglioso a mister Sven Goran Eriksson, ex mister blucerchiato alle prese con un cancro. Accolto da un corridoio composto ai lati da suoi ex calciatori – tra cui Mancini e Seedorf – è stato accompagnato verso il centrocampo, dove ha ritrovato la Coppa Italia vinta con i Blucerchiati nel lontano 1994.

Nesta, Eriksson e Mancini, foto: AC Reggiana

L’ex allenatore della Sampdoria, colto dalle telecamere prima dell’inizio del match, foto: AC Reggiana

Un momento decisamente toccante, che ha portato sia la tifoseria di casa che quella ospite ad applaudire, mettendo da parte per un attimo la rivalità. Comincia il match con il primo possesso che viene gestito dagli ospiti. Al 3′ Gonzalez sbaglia maldestramente un controllo, rischiando di farsi soffiare la sfera ad Gondo: per fermarlo è costretto ad intervenire irregolarmente in scivolata e ad inaugurare il taccuino del direttore di gara. E proprio il difensore in maglia numero 33 è bravo a premiare uno splendido inserimento di Esposito pochi minuti più tardi: l’ex Inter offre poi a Borini, che sfodera una conclusione di destro, ma è mal eseguita e si esaurisce sul fondo. Si accende la compagine ospite al minuto 9, con un bel guizzo di Melegoni sulla sinistra, che trasmette poi a Portanova, ingabbiato da una serie di maglie blucerchiate: il trequartista granata abbozza una conclusione, ma viene sporcata e la sfera termina docile tra le braccia di Stankovic. Dopo 13 giri di lancette Fiamozzi commette uno strafalcione, facendosi sradicare il pallone da Darboe, che imbuca per De Luca: Marcandalli fa valere il fisico, facendo finire per terra l’avversario, tra i mugugni di Marassi, che reclama un rigore. Un istante più tardi c’è un altro contrasto, stavolta tra il numero 7 del Doria e Libutti, ma anche questo, giustamente, viene considerato regolare anche se viene chiamato in causa anche il VAR. Al quarto sempre Darboe è bravo ad appropinquarsi nel corridoio centrale, dopo aver intercettato un rischioso passaggio del 72 della Regia, e a sfidare Rozzio, che lo ferma irregolarmente e finisce sulla lista dei cattivi. Era diffidato, dunque non prenderà parte al derby di questo venerdì. Si occupa della battuta di questo calcio di punizione Esposito, che, con una pennellata, scavalca la barriera eretta da Bardi e spedisce la sfera in fondo al sacco, siglando il vantaggio dei padroni di casa. Davvero un capolavoro quello del giocatore della Samp.

Nuovo guizzo del Doria, che prova a sfruttare l’entusiasmo della rete trovata per ferire nuovamente gli avversari al 20′. Darboe trova l’autore del sigillo del vantaggio, che prova a combinare con De Luca con un passaggio di tacco, De Luca gli offre la palla di ritorno per chiudere il triangolo, ma Libutti legge bene e si intromette, ne scaturisce un corner. Sugli sviluppi di questo calcio da fermo i padroni di casa riescono a combinare poco, con il nominato poco fa De Luca che arriva all’impatto di testa, ma non riesce ad indirizzare verso la porta. Nuova chance su calcio piazzato per i Blucerchiati pochi giri di lancette più tardi, con un traversone proveniente dal lato destro del campo. Portanova riesce appena a pizzicare con il capo, ma non ad allontanare: c’è bisogno del numero 17 granata per liberare per qualche istante la zona calda, tuttavia la Samp pochi attimi più tardi riesce a mandare alla conclusione il suo centrocampista in prestito dalla Roma, che cerca il piazzato alla destra di Bardi, ma non trova il bersaglio per pochissimo. All’alba del minuto 29 bel guizzo del già citato più volte nelle righe precedenti Libutti, che conduce la sfera sul lato destro del campo, poi cerca l’incornata del compagno in casacca 90, che, però, non riesce a centrare la porta. Si riaffaccia dalle parti di Bardi l’undici di casa al tramonto del minuto successivo, con un’azione che si sviluppa sulla catena di destra: Depoli premia l’inserimento di Esposito e lo serve, il classe 2002 suggerisce poi al centro, ma c’è sempre l’ex difensore della Triestina a mettere ordine, liberando l’area. Continua a presidiare la metà campo avversaria la formazione di Pirlo, sfruttando ancora il corridoio laterale: Yepes trasmette al suo capitano, che torna dal giocatore che ha timbrato il cartellino su punizione, dunque Piccini, che prova ad insinuarsi in area di rigore e a sferrare un tiro, ma calcia alle stelle. Pochi istanti più tardi arriva una notizia pessima in casa Reggiana: Gondo travolge Gonzalez – in netto anticipo di testa sulla sfera – in uno scontro aereo e commette fallo, beccandosi un cartellino giallo. Era diffidato, dunque anche lui salterà il derby con i Bagoli. Al 34′ l’esterno destro blucerchiato trova uno squillo sulla sua corsia, poi scodella un pallone nella zona calda, De Luca tenta l’incornata, Libutti si oppone di testa, poi è bravo Portanova ad ostacolare Giordano, permettendo al compagno di completare l’opera di disinfestazione dell’area, offrendo a Fiamozzi e conquistando una rimessa laterale pochi istanti più tardi. Ci addentriamo nel recupero – 2 giri di lancette concessi – con il Doria che ha una chance su calcio da fermo e, dopo un parapiglia nell’area di rigore granata, arriva alla conclusione al volo Esposito, che, però, manda a lato non di molto, senza, però, attribuire imprevedibilità alla conclusione e, di conseguenza, senza mai far preoccupare Bardi. Inoltre, sulla traiettoria si era intromesso De Luca, in evidente posizione di offside. Nient’altro di avvincente accade in questo extra time: tutti negli spogliatoi con i liguri in vantaggio di una rete grazie al gioiello di Esposito. Granata quasi rintanati nella loro metà campo, faticano parecchio ad uscirne e ad imbastire manovre offensive.

Nesta corre ai ripari all’intervallo e sostituisce un impalpabile Melegoni, che passa il testimone a Vergara, il quale rivede finalmente il campo dopo il calvario causatogli dal grave infortunio. Il primo squillo di questa ripresa è dei Blucerchiati, con un traversone uscente dal destro di Esposito, deviato, peraltro, dalla testa di Marcandalli, che allunga la vita della sfera, sul secondo palo fa buona guardia l’ex esterno dell’Empoli, che allontana la minaccia per un attimo, ci prova poi al volo il numero 9, ma spedisce alto e non di poco. Pianta le tende nella fetta di campo granata la compagine allenata da Pirlo, che torna a rendersi pericolosa con un sofisticato passaggio del suo giovane esterno che l’anno scorso ha indossato la maglia del Bari, il quale riesce a pescare Depaoli, il quale, con un elegante controllo di petto, riesce a convergere e a calciare con veemenza sul primo palo, innescando la conseguente risposta di Bardi, che devia in corner. Cross profondo, con Piccini che arriva a colpire di testa, ma non riesce ad inquadrare il bersaglio. Al 50′ è nuovamente pericoloso – quasi letale – l’asse Esposito-De Luca: il primo riesce a trovare l’incornata del secondo disegnando un cross interessante, con il numero 9 che è bravo ad indirizzare il pallone all’angolino. Tuttavia, deve fare i conti con un altro intervento superlativo del portiere avversario, che evita il raddoppio ligure. Non c’è un attimo di tregua per gli ospiti.

La grande risposta di Bardi, foto: AC Reggiana

All’ora di gara Bianco lotta con Darboe nel cuore del campo e lo ferma irregolarmente, poi protesta animatamente: sciocco cartellino giallo per lui. Dopo 60 minuti e mezzo messi in archivio, i padroni di casa provano una manovra offensiva, con una bella sventagliata di Piccini, il quale prova a premiare una bella corsa del suo capitano, che si scontra con Rozzio, in un contrasto molto ruvido. Entrambi finiscono a terra doloranti, si riparte con un giro dalla bandierina in favore dei padroni di casa, ma riescono a liberare abilmente, grazie ad un imponente Marcandalli, i ragazzi di Nesta. Pochi istanti più tardi la Regia è brava anche a ribaltare fronte, con un’incursione del suo centrocampista di proprietà della Fiorentina, che suggerisce poi per Vergara, il quale, con un diagonale mancino, riesce a trafiggere Stankovic. La gioia, però, si spegne subito: sale la bandierina dell’assistente. Chiamato in causa anche il VAR, autore di una lunga revisione, ma la decisione presa sul campo non cambia.

Il sinistro ad incrociare del gioiellino in prestito dal Napoli, gol purtroppo non convalidato, foto: AC Reggiana

Il rammarico del trequartista granata, foto: AC Reggiana

Intanto l’ex tecnico del Frosinone manda dentro Pajac e Varela, fuori Pieragnolo e Portanova. Pirlo risponde dopo 67 giri di lancette, giocandosi le carte Pedrola e Benedetti, si accomodano in panchina De Luca e Darboe, due giocatori che, secondo me, oggi hanno fatto due prestazioni eccezionali. C’è movimento a bordocampo anche un paio di minuti più tardi: giunge al termine la partita del capitano dei Granata, probabilmente per via dello scontro precedente con Depaoli, Szyminski eredita il suo posto in campo. La fascia passa sul braccio di Kabashi. Sussulto granata al 72′, con una palla profonda per Gondo, che, spalle alla porta, offre a Vergara, il quale è bravo a chiudere il triangolo, con la strada che si spalanca al centravanti della Regia. Quest’ultimo si mette in proprio, poi prova a servire il compagno in maglia numero 7, ma Depaoli gli sbarra la strada e i Blucerchiati scampano il pericolo rifugiandosi in fallo laterale. Sfuma così una potenziale occasione da rete. L’artiglieria degli ospiti si sta rivelando ancora troppo poco tagliente, tuttavia i cambi stanno fruttando qualche manovra offensiva in più rispetto alla prima frazione di gioco. Inutile dire, però, che sia troppo poco per pensare di riagguantare il pari. All’alba del settantacinquesimo giro di lancette Kabashi si getta all’avanscoperta ed entra in area di rigore, penetrando sul lato sinistro, sprigionando poi un mancino ad incrociare, che si smaterializza sul fondo. Conclusione eseguita male, poichè, prima di scoccare la freccia, l’albanese ha perso l’equilibrio, tant’è che forse la sua intenzione era quella di cercare Gondo in area di rigore. Pochi attimi in seguito gli ospiti arricchiscono il potenziale del loro reparto offensivo mandando dentro Pettinari, che rileva Fiamozzi. Al 77′ è proprio il ragazzo con il 77 con la schiena a far partire un traversone intrigante dal lato sinistro del campo, l’appena entrato e nominato Pettinari sbuca sul primo palo e, in tuffo, tenta di indirizzare verso la porta, ma manda a lato di poco, facendo tremare il Ferraris. Circa un paio di giri di lancette in seguito Pirlo decide di fare affidamento su Kasami e Ricci, con Borini e Yepes che vedono calare il sipario sulle loro gare. A poco meno di 10 minuti dalla segnalazione del recupero Pedrola si insinua sulla fascia sinistra, entrando in area di rigore e trasmettendo a Benedetti, che lo invita alla conclusione con il passaggio di ritorno, ma il numero 11 centra proprio il compagno che gli aveva apparecchiato la tavola per il tiro ed evapora così una manovra offensiva promettente. Timida azione imbastita dagli ospiti pochi attimi più tardi: traversone troppo panoramico di Pajac, Libutti prova a riproporre al centro, ma non c’è nessuno, Depaoli, tuttavia, nota la presenza di Varela e decide di non correre rischi, concedendo un angolo agli ospiti. Ed è il primo di questa partita per i ragazzi di Nesta, ciò mette in evidenza le grandi lacune di questa squadra in fase di attacco. E neanche qui nascono i presupposti per ristabilire la parità, perchè il traversone è facile preda di Stankovic, che cattura la sfera con disinvoltura in presa alta. Dopo 83 giri di lancette finisce sulla lista dei cattivi anche il nominato qualche riga orsono Libutti, per aver tamponato irregolarmente Pedrola. Al minuto 85 Kabashi, aggredito da Depaoli, riesce a strappare un calcio di punizione sull’out di sinistra. E, nemmeno in questa occasione, la Reggiana riesce a portare scompiglio nell’area di rigore avversaria. La Sampdoria riesce pure a prendere di sorpresa gli avversari con un bel contropiede, trovando il suo esterno destro nato in Spagna con una palla profonda, il classe 2003 si dirige poi verso la porta, ma sente tirare il muscolo e si accascia per terra. Pirlo corre ai ripari mandando dentro Stojanovic. Al 90′ il capitano della Sampdoria cerca Esposito con un traversone tagliente, ma Marcandalli, per coronare una partita impeccabile, anticipa di testa e mette in corner, scampando guai maggiori. Non riesce a combinare nulla su questo calcio da fermo la formazione di casa. Annunciato, intanto, il recupero: 6 giri di lancette. Al minuto 94 ecco una delle ultimissime preghiere della Regia, con un tocco morbido di Vergara, che, in seguito anche ad una deviazione di Piccini, arriva all’altezza del secondo palo, laddove si trova Gondo, che va a duello con Benedetti e commette fallo in attacco. Nel finale i Granata provano più volte a scodellare un pallone in area di rigore, senza, però, mai riuscirci. Al tramonto del recupero Bianco conquista un calcio di punizione interessante, ma il direttore di gara fischia anticipatamente tre volte: la Sampdoria batte in scioltezza la Reggiana: 1-0 al Ferraris. Furibondi i giocatori della formazione ospiti, che non comprendono la scelta di non lasciare battere quest’ultimo calcio da fermo. Saltano i nervi anche a Nesta, che si becca un cartellino rosso: anche lui salta la gara contro il Pavma. Probabile che si arrivato anche qualche altra sanzione all’indirizzo di altri giocatori dell’undici ospite.

La rabbia dei Granata a fine partita, foto: AC Reggiana

La squadra saluta e ringrazia i tifosi a fine partita, foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Il commento

Per una volta, secondo me, va riconosciuta la supremazia dell’avversario: la Sampdoria ha dominato per l’arco di tutti e 90 i minuti, confinando una Reggiana con il baricentro troppo basso nella sua metà campo. La fase difensiva, salvo qualche strafalcione in impostazione, mi è parsa più che buona, tuttavia, se per tutto il match sei rintanato nella tua metà campo, difficilmente vinci. E, anzi, i Blucerchiati avrebbero potuto rendere più rotondo il punteggio, a mio avviso. Questa squadra, davanti, crea davvero poco. Gondo da solo non riesce a fare reparto e, secondo me, in questo match è mancato pure qualche inserimento a suo supporto. Si è intravista un po’ di luce con l’ingresso di Vergara, ma è stato troppo poco lo stesso. Non puoi tirare appena 4 volte in 90 giri di lancette e conquistare il tuo primo e unico angolo a ripresa inoltrata. Intendiamoci: queste critiche vogliono essere pienamente costruttive. Non è possibile dimenticare, come fa qualcuno, che la Reggiana ha ottenuto la salvezza in Serie B per la prima volta dopo decenni. Quindi, prima di ogni contestazione, bisogna ringraziare tutti. Poi arriverà il momento di tirare le linee – lo faremo anche noi – e sicuramente non mi asterrò dal dire che questa formazione avrebbe potuto raggiungere tranquillamente i play-off – 0 punti fatti con la Ternana, solo 2 guadagnati dai confronti con l’Ascoli, altri 2 persi con la Feralpi e non solo – però sono errori che, per il primo anno di B, vanno in qualche modo accettati.

Pagelle

Bardi 6,5: Non può nulla in occasione del gol del vantaggio blucerchiato: la traiettoria dipinta da Esposito è imparabile. Salva la porta più volte, come in occasione del colpo di testa di De Luca o sulla conclusione di Depaoli insidiosa sul primo palo, con interventi prodigiosi.

L’estremo difensore della Regia si appresta a realizzare un rinvio dal fondo, foto: AC Reggiana

Libutti 6,5: Fase difensiva impeccabile: tutte le volte che interviene riesce a fare la cosa corretta e a scacciare il pericolo. Si propone più di una volta anche sulla fascia destra per disegnare qualche traversone.

Il numero 17 della Regia cerca un’azione individuale sulla fascia di sua competenza, foto: AC Reggiana

Rozzio 5,5: Fa sempre male dover mettere questi voti a bandiere come Paolo Rozzio: una giornata storta capita a tutti. Si becca un cartellino che lo porta a saltare il derby – non interamente per colpa sua, i suoi compagni hanno perso un pallone sanguinoso, innescando la ripartenza avversaria -. Commette qualche errore in fase difensiva e non sembra il solito punto di riferimento per la squadra, fatica parecchio anche in fase di contenimento. E’ costretto ad abbandonare il terreno di gioco dopo un duro scontro con Depaoli.

Il capitano dei Granata si prepara a colpire di testa un pallone spiovente, foto: AC Reggiana

Marcandalli 6,5: Eccellente prova difensiva del giovane talento del Genoa, che effettua tanti recuperi importanti, fa valere il fisico nel gioco aereo e, con diverse scivolate vincenti, si intromette nelle azioni avversarie.

Un imperioso colpo di testa di Marcandalli, in netto anticipo su Esposito, foto: AC Reggiana

Fiamozzi 5,5: Non si propone mai in chiave offensiva, gioca una gara di sacrificio, che lo vede costretto a resistere alle avanzate avversarie sulla catena di sinistra. Prestazione leggermente sottotono.

L’ex laterale destro dell’Empoli entra in scivolata, foto: AC Reggiana

Pieragnolo 5,5: Lascia forse troppa libertà a Depaoli da quella parte, non riesce a rendersi pericoloso sulla sua corsia con le sue solite incursioni.

Il giovane esterno sinistro in prestito dal Sassuolo si fa largo sulla sinistra, foto: AC Reggiana

Kabashi 6: Buon lavoro in fase di impostazione, si impegna tanto nell’arco di tutti e 90 i minuti, nonostante lo spazio limitato concessogli dagli avversari. Disegna diversi traversoni intriganti, altre volte commette piccole ingenuità.

Il ragazzo albanese prova a fare tutto da solo sul lato sinistro del campo, foto: AC Reggiana

Bianco 6: Orchestra la ripartenza da cui nasce il gol di Vergara, annullato poi dall’assistente. Combatte ferocemente in mezzo campo, ma quel giallo gli abbassa il voto.

Il talento scuola Fiorentina si destreggia a centrocampo dopo essersi liberato di Darboe, foto: AC Reggiana

Melegoni 5: Il contropiede che porta all’ammonizione di Rozzio è frutto di un suo passaggio sbagliato. Non riesce ma a creare pericoli, scarabocchia più volte, facendosi soffiare la sfera. Non ci siamo.

L’ex Standard Liegi conduce palla nel traffico, foto: AC Reggiana

Portanova 5,5: Mai del tutto in palla, cerca di testa la porta nel primo tempo, ma non la trova. Altro match sottotono per lui, che ogni tanto si illumina, ma per il resto della partita fa fatica a splendere.

il colpo di testa del giocatore di proprietà del Genoa, foto: AC Reggiana

Gondo 5: Buono il lavoro spalle alla porta, ma, comunque, fa molta più fatica del solito ad esprimersi. Ha un’occasione in contropiede, ma sbaglia malamente l’ultimo passaggio. Anche lui rimedia una sanzione facilmente evitabile.

L’attaccante granata protagonista di uno scontro aereo, foto: AC Reggiana

Szyminski 6: Passando ai subentrati, il polacco viene raramente chiamato in causa, ma si fa trovare pronto senza commettere ingenuità.

Il difensore polacco in possesso della sfera, foto: AC Reggiana

Pajac 6: Buon lavoro sulla corsia laterale di sinistra, dove riesce a farsi valere con qualche guizzo.

Il giocatore di proprietà del Genoa inseguito da Kasami, foto: AC Reggiana

Vergara 6,5: Un ritorno decisamente gradito. Firma il gol dell’1-1, cancellatogli da un offside abbastanza evidente. Lega molto bene con Gondo, mettendo in mostra una tecnica sopraffina. Il più pericoloso di tutta la squadra.

Pettinari 6: Non va lontano dal gol con un colpo di testa intrigante, ma per il resto si vede poco.

L’ex Ternana prova a farsi largo in una moltitudine di maglie blucerchiate, foto: AC Reggiana

Varela 6: Riesce a dare una bella scossa alla sua squadra con il suo ingresso in campo, aggiungendo quel dinamismo che mancava alle azioni offensive.

L’attaccante rispolverato da Nesta negli ultimi due match cerca uno spunto sulla fascia, foto: AC Reggiana

Nesta 5,5: Tralasciando ogni scelta tattica, non può essere positivo il voto di un allenatore che a fine partite viene espulso per andare a protestare. Schiera una formazione dalle scelte condivisibili, tuttavia non tutti i giocatori gli regalano soddisfazioni. La sua squadra è davvero sterile e davanti fatica a produrre, gli interpreti scelti, inoltre, non sono forse quelli corretti. Melegoni ha qualità ma non riesce a rendersi pericoloso, Portanova va ad intermittenza e Gondo è completamente isolato dal gioco (anche se va detto che, Vergara a parte, non aveva alternative migliori in panchina). Qualcosa di più interessante si vede con l’inserimento di Varela, ma è decisamente troppo poco.

Il tecnico dei Granata dà indicazioni dalla panchina, foto: AC Reggiana

VENERDI’ TUTTI AL GIGLIO PER IL DERBY!

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