Luglio 15, 2024

Il terzo tempo

"When the seagulls follow the trawler, it is because they think sardines will be thrown into the sea"

Una pennellata di Zaccagni all’ultimo respiro salva gli Azzurri: 1-1 con la Croazia

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Da un match dal peso specifico di una finale, l’Italia riesce a strappare i biglietti per gli ottavi di finale grazie ad un destro ad effetto di Zaccagni sullo scadere del recupero. Il primo tempo si chiude a reti inviolate, con gli Azzurri intenti a non sbilanciarsi e a concedere pochi spazi. Nella ripresa, però, per il secondo match consecutivo, arriva una rete al 55′ – sintomo di un errore di atteggiamento nel rientro in campo post intervallo – di Modric (che aveva anche sbagliato dal dischetto un attimo prima). Nonostante una prova sottotono, Donnarumma e compagni riescono, come anticipato, a conquistare un pareggio all’ultimo sussulto.

Le formazioni: Spalletti, che sorpresa!

Croazia: Partiamo dagli avversari, disposti in campo da Dalic con il consueto 4-3-3. Tra i pali Livakovic, in difesa Stanisic, Sutalo, Pongracic e Gvardiol. Centrocampo di qualità ed esperienza con Modric, Brozovic e Kovacic. Davanti tridente costituito da Pasalic, Kramaric e Sucic.

Italia: Spalletti rivoluziona il suo sistema di gioco, passando ad un 5-3-2 capace di evolversi in 3-5-2 in fase di possesso. In porta ovviamente Donnarumma, i tre centrali della retroguardia sono Darmian, Bastoni e Calafiori, mentre i laterali Di Lorenzo e Dimarco. Non può mancare la raffinatezza di Jorginho in impostazione, accanto a lui Barella. Sulla trequarti Pellegrini, che agisce alle spalle di Retegui e Raspadori. Uno schieramento dunque alquanto insolito, ma non proprio nuovo: contro la Spagna, nel secondo tempo, Spalletti, aggiungendo Cambiaso ha, di fatto, difeso a 5, seppur con il giocatore del Napoli come “braccetto”, mentre oggi agirà come esterno. In America, inoltre, questa proposta di gioco era già stata sperimentata.

Il match

L’incontro prende il via e, come da copione, è la Croazia, chiamata a vincere obbligatoriamente, a graffiare per prima. All’alba del minuto 5, infatti, è Sucic, su invito di Modric, ad abbozzare una conclusione violenta da fuori, ma Donnarumma neutralizza con un miracolo. Al 21′ gli Azzurri creano i primi presupposti per fare male: Calafiori, dall’out di sinistra, disegna un traversone panoramico, con cui imbecca la testa di Retegui, il quale sovrasta, contro ogni pronostico, Gvardiol, ma non riesce a centrare il bersaglio. Qualche giro di lancette più tardi il nuovo sussulto deriva da una situazione da corner. Dimarco cerca qualcuno sul primo palo, ma la retroguardia avversaria libera, tuttavia c’è Raspadori, che ammaestra la sfera e la offre a Barella, che, con un interessante suggerimento morbido, innesca il colpo di testa di Bastoni, a cui succede un intervento prodigioso di Livakovic, il quale mantiene la partita ancorata allo 0-0. Che brivido per la banda di Dalic! Ed è questa l’ultima azione interessante di questo primo tempo, che si conclude a reti bianche, ma che non è stato assolutamente privo di spettacolo. La prima chance della ripresa è in favore della Croazia. Brozovic sgattaiola sul binario di destra e fa partire un traversone, non sfruttato da nessun suo compagno però. Ci pensa Kramaric a raccogliere la sfera, accentrarsi e scoccare la conclusione, la quale, però, viene respinta da Frattesi forse con un braccio. Reclamano un penalty i giocatori in maglia bianco e rossa e il direttore di gara, dopo un’attenta revisione al VAR, assegna la massima punizione in sfavore della squadra di Spalletti. Dal dischetto va Modric, che calcia radente alla sua destra, ma trova la risposta strepitosa dell’estremo difensore azzurro, che salva i suoi compagni con una parata sensazionale! L’Italia, però, commette l’errore di farsi prendere dall’euforia e stacca così la spina. Pochi istanti più tardi Sucic converge e scodella un pallone invitante in area di rigore: Budimir riesce ad anticipare Darmian e ad indirizzare verso la porta, ma Donnarumma disinnesca nuovamente, tuttavia il regista del Real Madrid che aveva fallito dagli 11 metri un attimo prima ribadisce in rete, consacrando il vantaggio della sua squadra. La reazione spontanea del tecnico di Certaldo è gettare nella mischia Chiesa, richiamando in panchina Dimarco, dopo essersi giocato, inoltre, all’intervallo, la carta Frattesi (out Pellegrini). L’undici in svantaggio sfiora il sigillo del pari pochi attimi dopo lo scoccare dell’ora di gioco, sfruttando la dominanza aerea di Bastoni, che svetta di testa su calcio d’angolo, ma spedisce sopra la traversa di poco. Ha parecchie lacune la fase offensiva dell’Italia e l’ex mister del Napoli tenta di colmarle con due avvicendamenti: Raspadori passa il testimone a Scamacca all’81’, lo stesso fanno Darmian e Jorginho con Zaccagni e Fagioli circa 6 giri di lancette più tardi. E proprio il centrocampista della Juve, al minuto 87, decide di utilizzare il corridoio principale. Con un servizio rasoterra, riesce infatti a trovare l’ex centravanti del West Ham, il quale offre a Retegui, che apre il compasso e cerca il nominato non molte righe orsono Chiesa, che fa partire un traversone rasoterra per Scamacca, ma il bomber in maglia numero 9 manca l’appuntamento con la sfera. Il diminuire delle speranze azzurre è direttamente proporzionale al calare delle energie, ma nel finale arriva un cospicuo recupero: 8 giri di lancette. E, proprio sul tramonto di questo extra-time, Calafiori trova una percussione interessante, percorrendo la via centrale, poi allarga per Zaccagni, che, con una pennellata, spedisce il pallone sotto l’incrocio dei pali! Clamoroso pareggio dell’Italia! Una rete che vale il passaggio del turno e che rende la pratica degli ottavi di finale meno complessa, perchè l’avversario sarà la Svizzera (da non sottovalutare in ogni caso) e dunque non una nazionale vincitrice del proprio girone (cosa che sarebbe accaduta se la banda di Spalletti fosse arrivata terza). Incredibile, comunque, come tante volte il calcio tolga e poi restituisca: è stato proprio il giocatore che si era fatto autogol contro la Spagna a realizzare l’assist decisivo per il pareggio all’ultimo respiro. Una ricompensa, tra l’altro, meritata, perchè il giocatore del Bologna è stato impeccabile dall’inizio di questo torneo.

Considerazioni sparse

Calci d’angolo: E’ veramente interessante il modo di allestire l’area di rigore sugli angoli scelto da mister Spalletti. Non è, alla fine dei conti, nulla di particolare, ma estremamente funzionale. Nei dintorni della bandierina ci sono sempre due giocatori: o si opta per la giocata corta, o uno va via, eseguendo una finta. Dopodichè, la zona calda è addobbata con un uomo che va ad attaccare il primo palo, un blocco centrale da tre giocatori e un’altra pedina che viene posizionata all’altezza del secondo palo. Il più imprevedibile è sempre Bastoni, andato a segno con l’Albania con un’incornata, dopo aver attaccato il secondo palo, tuttavia, in più di un’occasione, ha provato ad impattare di testa aggredendo il legno più vicino al battitore del corner.

Seconda rete consecutiva incassata al 55′. Il rientro in campo dopo l’intervallo va rivisto: Non è sembrato un piano partita particolarmente differente da quello del match contro la Spagna. Gli Azzurri hanno voluto giocare con cautela, senza sbilanciarsi e conducendo il match con saggezza. Nel primo tempo tutto ciò è riuscito egregiamente, con la Croazia che ha faticato a trovare spazi e si è resa pericolosa soltanto da fuori. Nella ripresa, però, ciò è saltato, perchè Modric e compagni sono subito riusciti a dare una scossa alla partita, andando a segno. E, tra l’altro, contro la Spagna, la rete del vantaggio è arrivata allo stesso identico minuto. Questo potrebbe dunque voler dire che l’undici di Spalletti fatica parecchio a rientrare in campo dopo la pausa di 15 minuti. Giusto anche dire che, comunque, con le Furie Rosse, c’è stata un’autorete sfortunata, quindi non proprio un errore di interpretazione della partita. Tuttavia, in due partite su 3, all’Europeo, l’Italia ha commesso un’autorete e causato un rigore nei primi 10 minuti del secondo tempo. Gol subito o meno, nella fase iniziale della ripresa quest’undici si fa veramente schiacciare troppo facilmente dagli avversari, che piantano le tende nella nostra metà campo e si rivelano parecchio pericolosi. E non dimentichiamo che con l’Albania siamo andati sotto in meno di 30 secondi: qualcosa, sui primi giri di orologio di inizio gara o inizio ripresa, va sistemato senza dubbi.

Una fase offensiva troppo poco incisiva: Purtroppo, questa squadra fa veramente fatica a creare pericoli. Per la prima volta, un po’ per tattica, un po’ per le deludenti prove, Spalletti ha deciso di lasciare in panchina Scamacca, mandando in campo Retegui e Raspadori. Il “test” non è stato superato da nessuno dei due. Forse il giocatore del Genoa ha garantito un paio di guizzi in più, ma è ancora troppo evidente il fatto che quest’undici sia veramente povero davanti. 3 punte usate, 0 gol fruttati da queste in 3 match. Fortunatamente abbiamo una variabile impazzita, da usare nel momento del bisogno: Federico Chiesa. Questo giocatore, entrato in campo nella seconda metà, si è mosso lungo tutto il fronte d’attacco. E’ stato l’unico calciatore offensivo a portare scompiglio nella retroguardia croata, senza riuscire, però, a concludere. Il sigillo finale di Zaccagni potrebbe fare dimenticare tutto ciò di negativo che è stato messo in luce in questa sfida, ma non dobbiamo assolutamente dimenticarci che l’Italia ha fatto un secondo tempo sottotono. Oltre tutto, ha fatto fatica nell’arco di tutti e 90 i minuti a creare occasioni ghiotte – pochissimi inserimenti delle punte – e ha incassato una rete di una banalità impressionante.

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