Giugno 20, 2024

Il Mondiale del 2006 dell’Italia, un cammino favoloso

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Quello di oggi è un giorno storico per l’ Italia, infatti, il 9 luglio del 2006, 16 anni fa, Fabio Cannavaro (allora capitano della nazionale) alzò al cielo la 4° Coppa del Mondo della storia azzurra. Del cammino degli Azzurri di quel mondiale, a tutti sarà più nota la finale con la Francia, o la semifinale con la Germania, ma non ci può essere finale senza passato. Ed è per questo che adesso ripercorreremo il cammino dell’ Italia alla Coppa del Mondo del 2006.

Italia-Ghana, bastano Pirlo e Iaquinta per vincere la prima

Il 12 giugno 2006, al Niedersachsenstadion di Hannover, inizia il Mondiale dell’ Italia. La prima partita è contro il Ghana. Sembra che la sfida inizi in salita quando De Rossi, a pochi metri dall’area di rigore, stende Essien con un intervento da dietro che gli costa il giallo. Allora, la nazionale africana batte la punizione, il pallone finisce sulla barriera e si impenna, Cannavaro è il primo ad arrivare, il difensore della Juventus accompagna il contropiede, appoggia il pallone a Totti, che compie una bellissima apertura per Pirlo, il centrocampista del Milan vede l’inserimento di Perrotta e lo serve, quest’ultimo mette il pallone in mezzo, non ci arriva Toni per un soffio, ma c’è Gilardino che da posizione defilata non riesce a trovare la porta. Poco dopo Pirlo batte una punizione da posizione defilata, con un pallone rasoterra serve Totti che al limite dell’area calcia, il pallone finisce alto e non di poco. Ancora Italia, De Rossi serve verticalmente Gilardino, sponda per Toni, che calcia e il pallone si stampa sulla traversa. Il Ghana recupera palla a centrocampo, apertura per Asamoah, che calcia da fuori area, pallone fuori di poco. Prova a spingere il la formazione africana: dopo un’azione sulla sinistra, Essien entra in area di rigore e calcia fuori sul primo palo. Il Ghana continua: dopo un recupero palla, c’è l’apertura a destra, cross in mezzo e la squadra in maglia bianca arriva alla conclusione, ma il pallone finisce alto. Ma l’Italia si fa ancora vedere, dimostrando superiorità, Pirlo battendo una punizione e appoggia il pallone a Totti, il fantasista della Roma calcia forte sotto la traversa, il tiro è centrale e il portiere riesce a deviare in calcio d’angolo. Corner per l’ Italia, Cannavaro colpisce di testa ma il pallone finisce sopra la traversa. Altro calcio d’ angolo, questa volta batte Totti, passa il pallone a Pirlo, che controlla e calcia sul secondo palo nell’ angolo basso. Italia in vantaggio. Dopo sono gli Azzurri a comandare la partita, ogni tanto il Ghana si fa vedere rendendosi pericoloso ma la nostra nazionale riesce a difendere. Verso la fine, Iaquinta recupera un pallone sanguinoso, anticipando il difensore da un retropassaggio, salta il portiere e insacca: 2-0. Così, l’Italia porta casa la prima, giocando bene, sapendosi difendere e reagendo.

Italia-Stati Uniti, un passo falso che mette in dubbio la qualificazione

L’Italia gioca la seconda partita del girone contro gli USA, una sfida sulla carta semplice, ma che può nascondere delle insidie. Gli Azzurri si devono riconfermare e sembra vogliano farlo: punizione battuta da Pirlo, in mezzo c’è Gilardino che colpisce di testa e segna. Italia 1-0 USA. Gli Stati Uniti, però, vogliono il pareggio: viene battuta una punizione da posizione defilata, pallone in mezzo, Zaccardo non colpisce il pallone, lo liscia ed è autogol. Hanno pareggiato gli Stati Uniti. La partita degli Azzurri cambia quando De Rossi è costretto a salutare il campo a causa di un colpo dato col gomito a McBride. Cartellino rosso per il giocatore della Roma che lascia l’Italia in 10. Ma gli Azzurri, nonostante l’uomo in meno, vogliono la vittoria, allora Toni calcia da dentro l’area ma il pallone finisce fuori di poco. Però, gli USA cercano di sfruttare l’uomo in più: azione insistita e tiro da fuori area alto di un soffio. Il numero di giocatori in campo per squadra si riequilibra: uscita dalla difesa dell’Italia, Pirlo riceve palla, ma c’è un brutto intervento da dietro di Mastroeni che prende piede, non palla, e viene espulso. Nel secondo tempo, Gattuso serve verticalmente Gilardino, quest’ ultimo copre il pallone, Pope entra in scivolata, pizzica il la sfera, ma è netto il tocco con la gamba. Il difensore, già ammonito, riceve il secondo giallo e viene espulso: l’Italia, ora, ha un uomo in più. Gli Azzurri continuano: Pirlo batte due punizioni che possono riportare l’Italia in vantaggio: una finisce alta di pochissimo sopra l’incrocio dei pali; nell’ altra, invece, il pallone viene messo in mezzo e Bocanegra rischia l’ autogol colpendo la sfera di testa che va a finire sulla traversa. Gli Stati Uniti non mollano, apertura per McBride, tiro che va a morire sul fondo. Ancora USA: Bocanegra va in tackle su Perrotta, c’è un fallo dubbio ai danni dell’ italiano ma si continua, Bocanegra appoggia il pallone a Beasley, che calcia da dentro l’area, Buffon devia ma non basta: il pallone entra. Però, sulla traiettoria del pallone c’era McBride in posizione di fuorigioco, dunque il gol è annullato, ancora 1-1. A questo punto l’Italia vuole la vittoria, Zambrotta salta Cherundolo, si accentra e calcia a giro sul secondo palo, ma il pallone finisce fuori di poco. L’Italia spinge perchè vuole il gol vittoria, Pirlo alza un pallone stupendo per Del Piero, che si trova a calciare al volo davanti a Keller, grandissima parata del portiere statunitense. Dopo, è ancora Del Piero che si mette in mostra: il giocatore della Juventus calcia dalla distanza, Keller respinge. A 3’ dalla fine Gattuso serve Iaquinta al limite dell’ area, quest’ ultimo serve Del Piero, pallone messo in mezzo che viene respinto. Questa è stata l’ ultima azione importante della partita. L’Italia domina ma non concretizza, nonostante il pari si vede la superiorità degli Azzurri. 

Italia-Repubblica Ceca, arriva la qualificazione

L’ultima partita dell’Italia nel girone è contro la Repubblica Ceca e gli Azzurri sono costretti a vincere per qualificarsi agli ottavi. L’Italia inizia spingendo, la Repubblica Ceca si difende bene e prova anch’ essa a rendersi pericolosa, ma è l’Italia a passare in vantaggio con un colpo di testa di Materazzi su calcio d’ angolo battuto da Totti. Gli Azzurri si affacciano ancora con Totti, che libera il destro da lontano, pallone deviato in calcio d’angolo dal portiere. La Repubblica Ceca non è da meno e lo dimostra: Nedved arriva a tu per tu con Buffon, la furia ceca calcia ma il portiere azzurro respinge. L’Italia continua e vuole il gol della sicurezza, Totti tira in porta da dentro l’area, ma il pallone viene neutralizzato dal portiere Ceco. Suicidio difensivo dei Cechi, ne approfitta Inzaghi che non riesce a centrare la porta. Poco più tardi, Pirlo passa in mezzo a due, un rimpallo favorisce Inzaghi, che di testa non trova la porta. Ma il centravanti del Milan si deve far perdonare per i due errori, allora riceve palla, si invola verso la porta e si trova a tu per tu con Cech. Accanto a lui, Simone Barone ha fatto una corsa disperata nella speranza che Inzaghi gli passasse il pallone, ma Super Pippo salta il portiere e fa 2-0. Questa azione è una delle più ricordate a causa della corsa di Barone per ricevere palla e segnare, ma Inzaghi, da vero bomber egoista, non l’ha servito ed è stato lui a segnare il gol del 2-0. L’Italia gioca come al solito: crea tanto, si difende bene e in più, questa volta, porta a casa i 3 punti necessari a passare i gironi.

Italia-Australia, una partita faticosissima che si sblocca solo nel finale

L’Italia, agli ottavi di finale, affronta l’ Australia, una partita che può sembrare semplice ma gli Australiani si dimostreranno in grado di tenere testa agli Azzurri, che nonostante partono favoriti, disputeranno una partita ostica, difficile contro degli avversari non semplici da affrontare. La prima grande occasione è dell’ Italia: Toni colpisce di testa ma il pallone finisce di un soffio a lato. La partita è combattuta, molti contrasti e scontri fisici, azioni da una parte e dall’altra, si vede la qualità degli Italiani e la forza fisica degli Australiani. L’ andamento della partita non rispecchia le aspettative della vigilia, che prevedevano un dominio da parte degli Azzurri, la realtà, invece, vede una partita combattuta, in cui gli Italiano non sembrano esprimersi al meglio. Al 20’, Gilardino si trova il pallone a davanti a sé che rimbalza, allora, l’attaccante decide di provare la conclusione al volo, il tiro non è né forte né piazzato, dunque respinge Schwarzer. 2’ dopo, Luca Toni si gira in area di rigore e calcia sul primo palo, ma respinge coi piedi il portiere avversario. La prima azione pericolosa dell’Australia è al 30’, quando, in una mischia nell’ area di rigore degli Azzurri, un rimpallo favorisce l’attaccante dei Socceroos che tira in porta, ma Buffon blocca. Per il resto del tempo, la partita è uguale ai primi 20’: molti contrasti, si combatte, non sembra esserci una favorita. Le squadre vanno negli spogliatoi sul risultato di 0-0. Al 50’ Marco Materazzi viene espulso per un fallo in scivolata con cui prende solo le gambe, e non la palla. Italia in 10 con l’uomo in meno. Del resto, sul secondo tempo c’è poco da dire, tante azioni, poche si concludono con un tiro e quando avviene una conclusione questa è spesso scialba. Sono molti i falli, molte le trattenute, faticano entrambe le squadre in una partita dove non c’è una favorita. Al 93’ Fabio Grosso entra in area dalla sinistra, sterza e intanto il difensore affonda una scivolata, l’arbitro concede il rigore, a vedere le immagini sembra molto dubbio, ma questa è la decisione del direttore di gara. Dal dischetto va Francesco Totti, il fantasista della Roma è freddissimo e non sbaglia, palla sotto al sette e Italia ai quarti. Questa fu probabilmente la partita più difficile dell’Italia in tutto il mondiale, caratterizzata da un avversario tosto, che concesse poco.

Italia-Ucraina, troppo facile per gli Azzurri ai quarti 

L’Italia non si ferma e vuole continuare il suo cammino. Per accedere alle semifinali, però, deve fare i conti con l’Ucraina di Sheva, che scrive la prima parte della sua carriera con la sua nazionale, dato che poi ci tornerà in veste di allenatore. Ad Amburgo, allo stadio Volksparkstadion, va in scena una partita dove gli Azzurri arrivano da favoriti, ma anche con la consapevolezza che sottovalutare l’avversario sarebbe un grandissimo errore. Inoltre, neanche 60 minuti prima che iniziasse questa sfida, la squadra di Lippi aveva ricevuto la notizia che, se si fosse qualificata al turno successivo, avrebbe incontrato la Germania. La partita inizia e i primi minuti confermano quello che ci si aspettava. L’Ucraina concede tantissimo spazio all’Italia, che ne approfitta e fa male con i suoi giocatori più rapidi. Gli Azzurri minacciano subito la porta difesa da Šovkovs’kyj: Pirlo serve con un passaggio corto Camoranesi, che riceve nel cerchio di centrocampo e poi parte palla al piede, nessuno lo ferma, lui va avanti per via centrali senza che nessuno glielo impedisca, la sua corsa si interrompe verso la lunetta del limite dell’area di rigore avversaria, quando si sposta il pallone e fa partire un tiro di destro sul primo palo che termina a lato di poco. Era una conclusione molto angolata e anche potente, ma, sfortunatamente, il giocatore della Juventus non è riuscito a centrare lo specchio. Bastano circa 6 giri di orologio all’Italia per sbloccare l’incontro. E il gol dell’1-0 è un capolavoro. Zambrotta riceve palla largo sulla destra, se la porta avanti, poi vede e serve Francesco Totti, il numero 10 è marcato, ma con un colpo di tacco splendido restituisce al compagno e si libera dell’avversario umiliandolo. Classica giocata del capitano della Roma, che dimostra per l’ennesima volta di avere una visione di gioco ed un’eleganza assurda. Il giocatore della Juventus, dopo aver ricevuto da Totti, si porta avanti il pallone, se lo sistema sul sinistro e fa partire una conclusione da fuori area  non molto alta, ma neanche rasoterra, davvero potente, su cui l’estremo difensore avversario riesce ad intervenire, ma non a respingere. L’Italia è subito avanti. Non ci saranno più grandissime occasioni fino alla fine del primo tempo, infatti si va a riposo sul risultato di 1-0 per la nostra nazionale. Ma sono soltanto 45 minuti. La partita non è ancora chiusa. Non è ancora arrivato il bello. La ripresa comincia con gli Azzurri che, in maniera un po’ pigra, non tengono più il controllo della partita e lasciano iniziativa agli avversari. L’Ucraina riesce a rendersi pericolosa sfruttando il brutto momento della squadra che non vinceva un Mondiale dal 1982. Su un calcio d’angolo sul primo palo, interviene di petto allontanando Zambrotta, Tymoshchuk raccoglie il pallone allontanato dall’autore del vantaggio sulla fascia destra, dà uno sguardo in mezzo e fa partire il traversone, nessuno riesce ad intervenire e la palla termina sulla testa di Kalynyčenko, che si trova sul secondo palo e non è marcato da nessuno, colpisce di testa, ma Buffon, a costo di andare a sbattere con la testa contro al palo, respinge. Un miracolo dell’estremo difensore della Juventus ha tenuto a galla l’Italia. Gli Azzurri continuano a soffrire e gli avversari riescono a mettere in difficoltà la nostra difesa nuovamente: Sheva è in possesso sulla fascia destra, si accentra e poi allarga per un compagno, che va al tiro, la sua conclusione si rivela però un passaggio per Mileŭski, che riceve spalle alla porta, poi allarga sulla destra per Gusev, che non è marcato da nessuno e calcia forte di destro centrando la porta, ma c’è ancora Gigi! Un’altra splendida parata di Buffon nega il gol del pari alla squadra allenata da Blochin! Ma non è finita perchè la palla termina sui piedi di Kalynyčenko, che calcia verso la porta, ma deve fare i conti con Zambrotta, che si rende decisivo segnando l’1-0 ed evitando il gol del pari con un salvataggio sulla linea. L’Italia riesce a dare la scossa e ad uscire da un momento orribile, probabilmente il più brutto della partita, grazie ad un gol su calcio d’angolo. Totti, con la dovuta calma visto il risultato, si avvicina alla bandierina per battere il corner, poi gioca corto per Grosso e riceve la palla di ritorno, che chiude l’uno-due, il numero 10 poi, con un cross meraviglioso, spedisce il pallone nel cuore dell’area di rigore, Cannavaro non riesce ad arrivare sul pallone, Toni sì. Con un colpo di testa da dentro l’area piccola da parte del numero 9, gli Azzurri trovano il raddoppio e, dopo un’ora, iniziano a sognare la semifinale. Incredibilmente, però, l’Ucraina non molla e continua a restare in partita. Husin riesce a colpire di testa dopo un cross su calcio di punizione eseguito in maniera perfetta, ma è sfortunato e colpisce la traversa, poi, ancora una volta, Zambrotta salva calciando il pallone il più lontano possibile. L’Italia, stavolta, ha capito che, contro questa squadra, la partita non è mai chiusa. Così non molla e torna a minacciare la porta avversaria. Grosso batte un fallo laterale dalla nostra metà campo e riesce a servire addirittura Toni, che si trova nella metà opposta. Un fallo laterale lunghissimo. Il numero 9 ha le spalle rivolte verso la porta, controlla il pallone poi lo gioca al volo per Camoranesi, che ha ancora tantissimo spazio per correre. Salta un avversario, si accentra e viene steso, ma l’arbitro, clamorosamente, non assegna il calcio di rigore. Ma gli Azzurri non hanno intenzione di fermarsi. Zambrotta si occupa della battuta di una rimessa con le mani e trova Gattuso, il centrocampista alza il pallone e serve Grosso, che si porta il pallone sulla fascia sinistra, poi si accorge della corsa dell’autore del primo gol, che aveva battuto proprio il fallo laterale, palla perfetta per lui. Il numero 19 entra in area di rigore mandando al bar un avversario, Šovkovs’kyj esce dai pali, c’è Toni tutto solo in mezzo, il pallone è per lui. L’attaccante della Fiorentina deve solo mettere dentro il pallone. Partita chiusa per davvero, stavolta. E’ 3-0 il risultato. Tuttavia, Buffon è chiamato in causa un’altra volta quando Shevchenko batte un calcio di punizione tirando molto forte, ma senza angolare più di tanto. Gigi risponde e torna a casa senza avere subito neanche un gol. Basta così. L’Italia è in semifinale. L’italia è tra le prime 4 al mondo. L’Italia comincia a sognare. 

Germania-Italia, una sfida infinita “lunga solo un minuto”

Dortmund, stadio Westfalenstadion. Stavolta è davvero tosta. Germania che gioca in casa, con uno stadio pieno di Tedeschi pronti a sostenere la loro nazionale fino in fondo. Due squadre con due rose piene di giocatori straordinari. E’ uno scontro tra titani. Nonostante sia favorita la squadra allenata da Klinsmann, l’Italia non molla ed entra in campo con la voglia di provare a portarsi a casa la finale. Gli Azzurri hanno un’opportunità dalla distanza, su calcio di punizione. Totti, da lontanissimo, fa partire una conclusione potentissima, che, però, non basta per sorprendere l’attento portiere tedesco Lehmann, che riesce addirittura a bloccare. Tiro potente e angolato, ma l’estremo difensore era già lì quando il pallone è arrivato in porta. Dopo, altra occasione per l’Italia: è ancora il talento romanista a fare la differenza: poco oltre alla metà campo, riesce a lanciare lungo per Perrotta, un passaggio meraviglioso che fa sì che il suo compagno sia di nazionale che di club possa ricevere e portarsi il pallone in area di rigore, purtroppo, però, se lo allunga e il portiere dell’Arsenal riesce ad intervenire, poi, anche se facendo fatica, blocca. Lippi non ci crede e fa partire un urlo, il cui contenuto è facile da capire se si guarda il labiale del tecnico con davanti le immagini. L’Italia, però, sta bene. E’ una squadra che ha voglia di vincere. E’ una squadra che gioca a memoria e che fa un calcio splendido grazie alle sue stelle. Un po’ di tempo dopo l’occasione creata dal duo giallorosso, gli Azzurri realizzano un’azione stupenda. Gattuso serve proprio Perrotta, che trova di prima Grosso largo sulla sinistra, che se ne va con un tunnel e avanza palla al piede, entra in area di rigore e mette un cross basso sul primo palo per Toni,  che calcia di prima col sinistro, ma Metzelder interviene in scivolata e salva spedendo il pallone in calcio d’angolo. Non ci si può permettere di sbagliare niente, infatti, alla prima palla persa, i Tedeschi vanno ad un passo dall’1-0. Klose scambia con Podolski, poi allarga per Schneider, che riceve largo sulla destra, è completamente solo e calcia imprimendo molta forza al pallone, che però finisce sopra la traversa. Si va a riposo sul risultato di 0-0, la partita è equilibratissima. Nella ripresa, Klose riceve il pallone, poi si accentra, salta addirittura Cannavaro, ma si allunga il pallone. Esce dai pali Buffon e salva, per l’ennesima volta in questo Mondiale, l’Italia. Torna ad essere pericolosa la Germania: Schneider è in possesso sulla fascia destra, non molto distante dalla bandierina del calcio d’angolo, decide di sterzare, inganna così Grosso, poi tocca di sinistro per Podolski, che riceve dentro all’area di rigore, ma è chiuso, decide di girarsi per poi calciare di potenza sul palo del portiere, ma, ovviamente, c’è Buffon a dire di no con un altro grandissimo intervento. La palla termina poi sui piedi di Friedrich, che calcia da fuori area ma manda alto. L’Italia continua a tremare e la Germania ha un’altra grandissima opportunità di segnare con Ballack, che si prende la responsabilità di battere un calcio di punizione dal limite dell’area di rigore. Decide di indirizzare il pallone verso il palo di Buffon, ma manda alto. Brividi per gli Azzurri, che però, in qualche modo, si salvano. L’ultima occasione dei tempi regolamentari, tuttavia, è dell’Italia. Gilardino riceve da un lancio lungo e fa benissimo la sponda per Totti, che cerca ancora Perrotta con un altro passaggio meraviglioso, ma Lehmann interviene e salva in tuffo. 0-0, si va ai supplementari. Nel primo tempo supplementare, Gilardino ci regala un’azione che non dimenticheremo mai, anche se, purtroppo, non si è conclusa come speravamo. Sulla fascia destra, riesce a superare Metzelder di forza, poi entra in area di rigore, ma, come disse Fabio Caressa, è troppo laterale, decide così di sterzare e si libera di Ballack, poi calcia con il sinistro rasoterra sul primo palo, ma colpisce il legno. Clamoroso. Altro gol sfiorato dagli Azzurri poco dopo: Pirlo batte un calcio d’angolo sul primo palo per Gilardino, che viene anticipato, la palla termina così al limite dell’area di rigore, Zambrotta, sistemandosela sul destro, entra in area di rigore e calcia fortissimo, ma prende la traversa. Neanche Caressa in telecronaca ci crede:”Non è possibile! Non è possibile!” “Che violenza! Ha tirato una botta incredibile!” esclama invece Beppe Bergomi. Tornano all’attacco i Tedeschi: Odonkor si accorge che Podolski è tutto solo in area di rigore e, disegnando una traiettoria stupenda, lo serve con un cross meraviglioso, il numero 20 colpisce di testa ma non trova la porta. Ancora Germania però. Kehl allarga per Podolski, che stoppa e calcia di sinistro, tiro in porta insidioso, ma c’è Buffon! Miracolo di Gigi, che compie una delle parate più belle ed importanti di tutta la sua carriera, deviando in calcio d’angolo. L’Italia vuole reagire e allora Pirlo calcia di sinistro da lontano, il tiro è potentissimo e anche abbastanza angolato, ma non abbastanza per evitare che Lehmann compia un miracolo. “Ce la meritiamo noi”. 

Ed ecco che arriva uno dei momenti più belli della storia della nostra nazionale. Siamo praticamente ai rigori, manca pochissimo. Una delle ultimissime chance per l’Italia. Del Piero va dalla bandierina e mette in mezzo, la palla viene allontanata, c’è Pirlo al limite dell’area di rigore che controlla, si sposta il pallone, poi vede Grosso e lo serve di tacco, con un passaggio meraviglioso. La voglia del numero 3 di mettere dentro quel pallone è così grossa che neanche lo stoppa. Un tiro di sinistro ad effetto sul secondo palo su cui Lehmann non può arrivare. Ha segnato l’Italia al 119! “Gol di Grosso! Manca un minuto!..” “…Siamo sopra e manca un minuto!” Ma l’Italia non vuole accontentarsi e, approfittando di una Germania sbilanciata alla ricerca del pari, trova anche il raddoppio. Arriva un pallone in mezzo insidioso, ma “Lo mette fuori Cannavaro” non finisce qui perchè interviene Podolski, ma il difensore gli porta via il pallone “Poi, ancora, insiste Podolski, Cannavaro, Cannavaro!” adesso l’Italia ha l’occasione di andare a chiudere la partita, c’è tantissimo spazio a disposizione degli Azzurri per un contropiede finale “Via in contropiede con Totti!” il numero 10 vede poi largo Gilardino e lo serve, “Dentro il pallone per Gilardino, Gilardino la può tenere anche vicina alla bandierina, cerca l’uno contro uno” poi vede che sta arrivando in corsa sulla fascia sinistra Del Piero e lo serve, la leggenda bianconera calcia ad effetto sul secondo palo e chiude definitivamente la partita. “Gilardino dentro Del Piero. Del Piero, gol! Alex! Del Piero! Chiudete le valigie! Andiamo a Berlino! Andiamo a Berlino! Andiamo a prenderci la coppa! Andiamo a Berlino!”

Italia-Francia, la partita che ci ha portato sul tetto del mondo

Eccoci arrivati alla finale di questo Mondiale: dopo aver ricordato il cammino degli Azzurri, siamo arrivati al 9 luglio, il giorno della finale: Italia-Francia, sappiamo tutti che non sarà una partita facile, nè per l’Italia né per la Francia, ma di sicuro regalerà spettacolo ed emozioni. Adesso, andiamo a ripercorrere le azioni salienti della partita. All’Olympiastadion di Berlino, la partita si infiamma quando Henry serve di testa Malouda, che passa in mezzo a Materazzi e Cannavaro, cade e l’ arbitro assegna il calcio di rigore, nonostante il francese si fosse buttato. Dal dischetto si presenta Zinedine Zidane, che tira un rigore non banale: di cucchiaio. Il pallone prende la traversa, entra e poi esce. Subito sembrava che il pallone non fosse entrato, ma il gol è netto, i transalpini sono avanti. Non manca molto ad un’altra azione della Francia, Zizou allarga il pallone a Sagnol, che cerca il cross in mezzo, pallone deviato da Materazzi che finisce sul fondo, qui, l’Italia ha rischiato un clamoroso autogol. Poco dopo, Pirlo batte una punizione da posizione defilata, Thuram mette in calcio d’ angolo. Se ne incarica il numero 21 della battuta, Materazzi colpisce e segna. Ha pareggiato l’Italia: 1-1. Ma la Francia insiste, Malouda se ne va sulla sinistra e lascia partire il sinistro, tiro a lato non di molto. Dai 25 metri, Henry appoggia il pallone a Ribery, che calcia ma il tiro finisce alto sopra la traversa. L’Italia si rende ancora pericolosa con Pirlo, che batte una punizione delle sue, ma il tiro finisce fuori di un nulla. Qua ha rischiato la Francia. Adesso passiamo al momento che stravolse la partita: la testata di Zidane a Materazzi, che avvenne in seguito a una trattenuta di Materazzi nei confronti del numero 10, ma non fu questo a causare l’atto di violenza di Zizou, bensì altro: Zidane gli disse “Se vuoi la maglia te la do dopo”, ma Materazzi gli rispose “In realtà preferisco tua sorella”, fu proprio questo ad infastidire il francese, che giustamente venne espulso, ma anche Materazzi non è stato correttissimo perchè alla fine è stato lui il provocatore. Arrivati ai rigori, questo fu decisivo perché Zizou, in quanto rigorista, non poté calciare dagli 11 metri.

Il primo a presentarsi dal dischetto è Pirlo, che con un tiro centrale spiazza Barthez, per la Francia, invece, va Wiltord, che spiazza Buffon: palla da una parte, portiere dall’ altra. Il secondo rigore dell’Italia viene battuto da Materazzi, Barthez intuisce ma non basta: è gol. Il secondo della Francia è di Trezeguet, Buffon lo conosce, ma non intuisce, fortunatamente il francese prende la traversa. Ora l’Italia è in vantaggio con lo stesso numero di rigori tirati. Il terzo rigore degli Azzurri è di De Rossi, palla sotto l’incrocio e non può nulla il portiere avversario; il terzo della Francia lo batte Abidal, che spiazza Gigi. Il quarto lo tira Del Piero, anche lui impeccabile. Anche la Francia, con Sagnol, non sbaglia il quarto, Italia 4-3 Francia. Il quinto è di Fabio Grosso. Se segna, l’Italia è campione del mondo. Il giocatore del Palermo mette il pallone sotto il sette, Barthez va dall’ altra parte ed è gol. L’Italia è campione del mondo per la quarta volta nella sua storia, dopo il 1934, il 1938 e il 1982! Un cammino indimenticabile, gli Azzurri hanno affrontato tante insidie, ma è questo che rende un nazionale grande, perchè non si può vincere senza faticare. E forse, gli Azzurri non partendo tra i favoriti, quali Brasile, Germania, la stessa Francia… hanno dimostrato che tutto è realizzabile.

Arriva poi il momento della cerimonia. La festa azzurra, in realtà, era già cominciata quando Grosso aveva calciato quel rigore, ma quando Cannavaro ha alzato al cielo di Berlino quella Coppa del Mondo, tutti quanti abbiamo provato delle emozioni uniche.

E allora diciamo tutti insieme 4 volte: siamo campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo! Campioni del mondo!

– Fabio Caressa e Beppe Bergomi

(Articolo di Cristiano Cavallaro e Andrea Ascari)

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