Giugno 19, 2024

Dai rifiuti ai tempi delle giovanili all’ingresso tra i migliori della storia da adulto, la storia di Michel Platini

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Michel Platini è nato a Jœuf, un piccolo paesino della Francia, il 21 giugno 1955, da una famiglia di immigrati piemontesi, particolarmente appassionata di sport. Proprio questa passione della sua famiglia per lo sport contribuì a far nascere uno dei più grandi giocatori della storia. Platini è stato un giocatore raro, completo ed elegante, come pochi se ne vedevano nel suo ruolo. Giocava prevalentemente come trequartista, ma il suo fiuto per il gol lo portò nella sua carriera a segnare come una punta e ad ottenere per ben 3 volte consecutive il titolo di capocannoniere in serie A. Ha ottenuto inoltre 3 Palloni d’oro consecutivi e, nel 2004, è stato inserito da Pelé nel FIFA 10, una lista che racchiude i 125 migliori giocatori della storia; è inoltre universalmente riconosciuto come uno dei giocatori più rappresentativi del XX secolo.

I problemi di salute, le giovanili e l’inizio in Francia

Sin dall’età di 7 anni il giovane Michel cominciò a dare calci ad un pallone, prendendo come idolo e modello il brasiliano Pelé. Gli vennero però diagnosticati una serie di problemi di salute, tra cui un’insufficienza cardiaca e una molto limitata capacità polmonare, che lo penalizzarono durante gli anni a venire. Per la sua grande passione per il calcio, a 11 anni entrò a far parte delle giovanili della sua squadra, AS Jœuf, che era allora allenata dal padre. Dopo aver fallito la finale per i migliori giovani nel 1969, il giovane Platini, all’epoca sedicenne, attirò le lusinghe del Metz 2, squadra contro cui aveva giocato in coppa. Subito rifiutò di tentare un provino per la squadra, successivamente però decise di tentarlo, venendo però scartato per via dei problemi di salute precedentemente descritti.

A quattordici anni andai a Parigi, finale del concorso per i migliori giovani calciatori di Francia. Allo stadio di Colombes c’era un vento cane. Non riuscii a toccare e a giocare un solo pallone buono. Mi offrirono un biglietto per andare sulla Senna in battello e uno per andare a vedere la Torre Eiffel. Gli altri ragazzi rimasero allo stadio a giocare al calcio, a me consigliarono di fare il turista.

Miche Platini

Dopo il fallimento del provino per il Metz, nel Settembre 1972 Platini firmò un contratto con il Nancy, finendo a giocare nella squadra riserve. Grazie alle sue ottime prestazioni, esordì in prima squadra il 2 maggio 1973 contro il Nîmes (vincendo 3-1). Durante la stagione segnò 2 goal in 5 partite. Nella stagione successiva riuscì a trovare più spazio in squadra, segnando però solamente 2 reti in 21 presenze, con anche conseguente retrocessione della squadra per differenza reti. L’anno seguente, ovvero nella stagione 1974-75, ha invece la definitiva esplosione. Il Nancy riuscì a vincere il Groupe Sud della Division 2 francese, arrivando così in finale di categoria contro il Valenciennes, e Platini segnò ben 17 gol in 33 partite, trascinando inoltre la squadra ai quarti di finale di Coupe de France, grazie ai suoi 13 gol segnati in 8 partite.

Nella stagione 1976-77 la squadra riuscì a raggiungere il 4 posto in campionato – il migliore della storia del Nancy – e Platini mise a segno 25 gol in 38 partite, arrivando così secondo nella classifica marcatori, estendendo inoltre a fine stagione il suo contratto per altri 2 anni. L’anno successivo portò il Nancy a vincere la Coppa di Francia, segnando inoltre il gol della vittoria contro il Nizza in finale e alzando così la coppa da capitano.

Nella stagione 1978-79, la sua ultima con il Nancy, fu parecchio complessa per il francese. Ritenuto dai francesi come uno dei principali responsabili per il fallimento dei mondiali del 1978 (dove la Francia venne eliminata al primo turno), Platini fu spesso fischiato durante le partite, subendo anche una grave frattura del malleolo che lo costrinse a stare lontano per 6 mesi. Nonostante ciò, Platini è ancora tutt’oggi il miglior marcatore della storia del Nancy, con 127 gol in 215 partite.

Platini che alza la Coppa di Francia con la maglia del Nancy

Il Saint-Étienne e lo sbarco in Italia

Dopo la fine del contratto con il Nancy, Platini sbarcò al Saint-Étienne, la più titolata squadra francese. L’obbiettivo della squadra in quegli anni era riuscire a vincere una coppa europea, ma, nonostante alcune ottime prestazioni, la squadra non superò i quarti di finale. In campionato invece la squadra riuscì a trionfare nel 1981, grazie anche ad una doppietta di Platini nella partita decisiva. In Coupe de France invece, Les Verts raggiunsero la finale, persa però contro il Bastia 2-1.

La stagione successiva, il francese e la squadra si classificarono secondi in campionato, e Platini arrivò terzo nella graduatoria dei marcatori con 22 goal. Nella finale di Cappa di Francia, Platini siglò una doppietta che porto la squadra a pareggiare al 99′, salvo poi perdere ai rigori 6-5. In totale al Saint-Étienne Platini ha giocato 145 partite e messo a segno 82 gol.

Platini con la maglia del Saint-Étienne

L’ho preso per un pezzo di pane, diciamo che ci abbiamo aggiunto molto caviale, ma se l’è meritato

Gianni Agnelli sull’acquisto di Platini

Nel 1982, Platini venne acquistato dalla Juventus per 250 milioni di lire, approdando in bianconero subito dopo il polacco Zbigniew Boniek, acquisto che portò la società bianconera a dover cedere l’irlandese Liam Brady, per via della regola dell’epoca per cui non si poteva avere più di 2 giocatori stranieri in squadra. Lo stesso Agnelli ammise poi successivamente di averlo “rubato” all’Inter, che già da prima del trasferimento al Saint-Étienne lo seguiva, ma per via del blocco agli ingaggi verso gli stranieri Platini non potè trasferirsi. Successivamente il presidente dell’Inter Ivanoe Fraizzoli, stanco del continuo tira e molla, lasciò andare Platini, che poi firmò con la Juventus.

Durante la sua prima stagione, dopo un iniziò traballante, cominciò rapidamente a segnare reti su reti, grazie anche all’intesa con lo stesso Boniek, e con 16 reti divenne il miglior marcatore del campionato di quell’anno, titolo che poi otterrà anche per i 2 anni successivi.

Nella stagione successiva arrivarono le prime gioie in maglia bianconera per il francese: grazie ai suoi 20 goal in 28 presenze portò la Juventus a vincere il campionato italiano, il primo per il francese; in ambito europeo, la formazione bianconera riuscì a trionfare in Coppa delle Coppe, battendo in finale il Porto. Nella stessa stagione Platini conquistò, inoltre, il suo primo pallone d’oro, venendo preferito allo scozzese Kenny Dalglish, quell’anno campione d’Europa con il Liverpool.

La stagione successiva fu deludente dal punto di vista del campionato, dato che la squadra, nonostante la terza vittoria del titolo di capocannoniere da parte di Platini, arrivò solamente sesta. La delusione del campionato venne però sicuramente colmata dalle vittorie internazionali: all’inizio della stagione, Platini contribuì alla vittoria della Supercoppa Europea sul Liverpool per 2-0. La squadra bianconera vinse inoltre la tanto bramata Coppa dei Campioni, nella tragica notte all’Heysel di Bruxelles, sempre contro il Liverpool; tragica per via dei morti e dei disordini provocati dagli ultras del Liverpool. La vittoria arrivò grazie ad un rigore segnato dallo stesso Platini, fischiato a causa di un fallo su Boniek.

Platini festeggia dopo la vittoria della Coppa dei Campioni

Nell’annata successiva, per via di una politica di ringiovanimento della rosa avviata dalla società, Platini rimase uno dei pochi senatori presenti all’interno della rosa. Durante quest’annata la squadra vinse la Coppa Intercontinentale, e come al solito Platini si rese protagonista della vittoria. In finale, contro gli argentini dell’Argentinos Juniors, il francese prima mise a segno il rigore dell’1-0, e poi servì al danese Laudrup l’assist per il 2-2. La squadra vinse poi ai rigori, e lo stesso Platini segnò il rigore decisivo. I bianconeri vinsero inoltre il campionato italiano. A fine stagione il francese si aggiudicò il suo terzo pallone d’oro, il quarto consecutivo vinto da un giocatore della Juventus.

Alla fine della stagione successiva, a 32 anni, Platini annunciò il suo ritiro dal calcio giocato per via dei suoi continui problemi fisici, spesso protagonisti di ritiri prematuri dei giocatori. In totale, con le squadre di club in carriera ha giocato 584 partite e segnato 313 goal.

La nazionale francese.

Venne convocato in nazionale per la prima volta il 27 Marzo 1976, segnando al debutto nell’amichevole finita 2-2 contro la Cecoslovacchia. Grazie ai suoi 3 goal in 4 partite valevoli per la qualificazione ai mondiali del 1978, la Francia riuscì ad accedere al girone, dove erano presenti anche Inghilterra e Irlanda. Il primo mondiale di Platini finì male, con una sola vittoria per 3-1 nel girone contro l’Ungheria, e a seguire 2 sconfitte contro Italia e Argentina.

Nonostante la mancata qualificazione agli europei del 1980, Platini continuò a segnare con costanza anche in nazionale. Dopo il gol segnato nella vittoria per 3-1 contro la Svezia per le qualificazione agli Europei, Platini segnò 2 doppiette contro Grecia e Cipro, portando così la Francia a raggiungere la fase finale dei Mondiali. Lì segnò prima nella vittoria per 4-1 contro il Kuwait, e successivamente segnò il rigore del momentaneo pareggio in semifinale contro la Germania Ovest, che portò la partita ai supplementari. La partita è ricordata per la grande rimonta da parte della Germania Ovest che, dopo essersi trovata in svantaggio di 2 gol nei tempi supplementari, riuscì a trovare il pareggio e a trionfare 5-4 ai rigori.

Platini fu anche assoluto protagonista dell’Europeo del 1984, giocato in casa dalla nazionale transalpina. Con 9 reti in 5 partite, Platini trascinò la squadra durante tutto il torneo: segnò 2 triplette nel girone contro Belgio e Jugoslavia, segnò al 119′ il gol della vittori contro il Portogallo in semifinale e sbloccò la partita in finale contro la Spagna.

Platini esultante durante una partita dell’Europeo dell’84

Al mondiale dell’86’ la Francia si fermò nuovamente in semifinale contro la Germania Ovest, e si aggiudicò il terzo posto contro il Belgio. Durante questa competizione Platini andò a segno contro l’Italia campione in carica. In seguito, prima di dare l’addio alla nazionale, disputò 3 partite per le qualificazioni all’Europeo del 1988. Platini è tutt’ora il quarto marcatore della storia della Francia, con 41 gol in 72 presenze, ed è stato superato negli anni solamente da Olivier Giroud, Antoine Greizmann e Thierry Henry.

Dopo l’addio definitivo al calcio, Platini disputò eccezionalmente 21 minuti in una partita con la casacca del Kuwait, su invito dell’emiro Jamir III al-Ahmad.

Platini con la maglia del Kuwait

Dopo il ritiro

Diede l’addio al calcio giocato, ma non smise di essere nel mondo del calcio. Divenne l’allenatore della nazionale francese, dal 1º novembre 1988 al 17 giugno 1992, senza vincere però nessuna competizione. Dopo questa parentesi, nel 1992 divenne il vice-presidente del comitato per l’organizzazione del mondiale 1998. Vicepresidente della Federcalcio francese dal 2001 al 2008, dal 2002 divenne anche il vicepresidente della FIFA. Nel 2007 ne divenne il presidente, e venne rieletto per le 3 votazioni successive. La sua più grande riforma da presidente fu l’aumento dei partecipanti alle coppe europee da 16 a 22, che permise a squadre anche di paesi minori di partecipare alle suddette coppe. Fu inoltre promotore di diverse riforme per l’arbitraggio.

L’8 Ottobre 2015 è stato coinvolto in uno scandalo, accusato dalla magistratura svizzera di aver percepito illegalmente 2 milioni di franchi svizzeri tra il 1999 e il 2002. E’ stato così anche squalificato dalla FIFA, squalificata passata dagli 8 anni iniziali fino ai 4 post-ricorso. Il 25 Maggio 2018 è stato però assolto da qualunque accusa dal tribunale svizzero, e l’8 Luglio 2022 è stato definitivamente assolto anche dall’accusa di truffa ai danni della FIFA, ottenendo anche un rimborso.

E questa era la storia di Michel Platini, sia da giocatore che da non giocatore. Un calciatore con un eleganza e una bravura rara, abilissimo in tutti gli ambiti offensivi del calcio. Un calciatore storico, che spesso viene messo sotto i vari Maradona, Cruyff e Pelé, ma che invece non era assolutamente da meno in quanto a bravura ed eleganza; non per nulla è stato inserito nel FIFA 100.

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