Giugno 17, 2024

Il 1982: la famiglia Gliksten, un acquisto storico e una salvezza all’ultima giornata – La storia del Charlton (parte 7)

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La serie sulla storia del Charlton prosegue, quest’oggi, con la pubblicazione della settima parte. Nel precedente articolo abbiamo parlato di un periodo particolare per gli Addicks, in cui la formazione londinese dovette dire addio a Firmani, leggenda di questa squadra e si ritrovò presto a fare i conti anche con più di una retrocessione. Tuttavia, i momenti bui furono superati dall’acquisto di un attaccante pazzesco e dalla rinascita. Oggi parliamo di soltanto un’annata, ma non una qualunque. In questa stagione, infatti, successero tantissime cose che resero a volte più complicata e a volte più semplice la vita al Charlton.

L’avventura della famiglia Gliksten giunge al capolinea, arriva Mark Hulyer

Dopo 50 lunghi anni di proprietà del Charlton da parte della famiglia Gliksten, arrivò un personaggio storico per gli Addicks: Mark Hulyer. Acquistò il Club e si guadagnò il titolo di presidente più giovane della Football League, tuttavia Michael Gliksten continuò ad essere il proprietario del The Valley.

Allan Simonsen, un colpo di mercato storico

Nell’ottobre del 1982, il Charlton fece un colpo di mercato destinato ad entrare nella storia del calcio. Allan Simonsen si trasferì al The Valley dopo degli anni al Barcellona “niente male”. Tutti i giornali cominciarono a parlare di questa notizia, non solo per via del grande talento che gli Addicks erano riusciti a portare in Inghilterra, ma anche per le cifre del trasferimento. Questo acquisto costò ben 300 mila sterline alla formazione londinese, conquistandosi le prime pagine dei quotidiani più importanti e riportando nell’ambiente un certo clima, con l’entusiasmo che arrivò alle stelle. Purtroppo, però, il rendimento non fu dei migliori e forse non proprio per colpa del giocatore. Infatti, Simonsen mise a segno 9 reti in 17 apparizioni, quindi potremmo dire che queste statistiche non siano malvage, ma il problema fu infatti un altro, ovvero che gli Addicks poterono godersi le giocate di questo fenomeno soltanto per un’annata. La situazione peggiorò notevolmente e cominciarono a diventare sempre maggiori le difficoltà finanziarie e Hulyer era inoltre in ritardo con il contratto di affitto. In un momento così complicato, il Charton dovette abbandonare il giocatore comprato a caro prezzo di cui tutti avevano parlato, che fu ceduto senza fare guadagnare nemmeno una moneta ai rossobianchi. Le qualità del giocatore non erano certamente in discussione, ma la cifra, forse, era stata esagerata. L’addio del fuoriclasse ex Barcellona diede l’impressione che il suo arrivo fosse stato ideato dalla nuova proprietà solamente per accontentare i sostenitori del Club subito dopo il cambio di gestione della società, generando di fatto aspettative troppo alte.

Simonsen con la maglia del Charlton

Lennie Lawrence alla guida del Charlton

La situazione era critica e ci fu anche un cambio di allenatore, con Ken Craggs che dovette salutare il The Valley e lasciare il ruolo di manager a Lennie Lawrence, che aveva già avuto un’esperienza da tecnico con gli Addicks: aveva allenato le riserve. Gli fu dato il duro compito di risollevare il Charlton da quel momento così buio, con l’obiettivo di fare ottenere ai rossobianchi quella salvezza insperata che sembrava davvero complicata da raggiungere. Le responsabilità erano tante, la vetta da scalare ripida e la situazione societaria ed economica non aiutava minimamente. Tuttavia, con un miracolo, il Charlton riuscì a salvarsi. All’ultima giornata del campionato, gli Addicks sfidarono il Bolton Wanderers al The Valley. La formazione di Lawrence scese in campo e cercò in qualsiasi modo di portare a casa la vittoria e la salvezza. Ma la partita si fa complicata, bisogna attendere gli ultimi 22 minuti per vedere i rossobianchi andare all’attacco. E proprio in quei 22 giri di orologio finali, il Charlton trovò la via del gol 4 volte. Il risultato finale fu un 4-1 in finale dei padroni di casa, che festeggiarono la salvezza.Lennie Lawrence in veste di allenatore del Charlton

Ricordate il nome di questo manager perchè ne parleremo tanto nel prossimo articolo, dato che, come vedremo, guiderà gli Addicks per un periodo davvero molto lungo entrando nella storia di questo fantastico Club. Con lui, il Charlton non riuscirà certamente a tornare ai livelli delle stagioni di Seed, ma comunque vivrà un periodo di grande splendore. Forse non gli verranno intitolati cori famosi come appunto per Seed, dato che, ancora oggi, i supporters degli Addicks cantano a squarciagola ovunque Sam Bartram, Jimmy Seed, we won the FA Cup, ma comunque questo personaggio non verrà mai dimenticato. Provate a chiedere ad un tifoso del Charlton cosa pensi di Lawrence e sicuramente vi parlerà bene di lui. 

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