Giugno 20, 2024

Il Siviglia la spunta ai rigori e vince l’ennesima Europa League – la sintesi della partita

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L’incontro prende il via con il primo possesso che viene amministrato dalla compagine capitolina. La banda di Mourinho realizza un’arrembante fase di avvio della gara e, dopo nemmeno un giro di orologio, conquista un calcio d’angolo, dal quale non scaturisce però nessuna occasione in favore della squadra italiana. Nei primi 10 minuti prevale l’equilibrio, con le due formazioni che fanno girare il pallone e cercano il varco per penetrare. Tuttavia, lo schieramento perfetto dell’undici giallorosso non permette alla formazione spagnola di rendersi pericolosa. La prima ghiotta occasione la trovano i Giallorossi con Celik che, in area di rigore, sul fondo del campo, mette un pallone a rimorchio. Spinazzola ne approfitta sfoderando una conclusione di prima intenzione, che però é priva di angolazione: la Roma non riesce a capitalizzare la prima opportunità avuta a disposizione. Al 21′ c’é la prima ammonizione della partita e se la becca Matic per essere andato a saltare su una palla alta allargando il braccio. Dieci minuti dopo la squadra giallorossa reclama un calcio di rigore dopo che Abraham ha subito un calcio in testa – durante una contesa per il pallone sul fondo del campo – da Gudelj. Il direttore di gara decide di non assegnare il tiro dagli undici metri e il VAR concorda con l’arbitro nella decisione. Al 35′ la compagine ospite riesce a stappare la partita. Mancini trova un corridoio interessante offrendo la sfera a Dybala con un filtrante meraviglioso e il talento argentino, con una conclusione ad incrociare rasoterra, mette la sua firma sulla sfida e rompe l’equilibrio. Tra l’altro, il centrale difensivo italiano era stato decisivo anche nell’ultima finale europea disputata dai Giallorossi, poiché, con una sventagliata piuttosto precisa, aveva trovato Zaniolo in area di rigore, con quest’ultimo che scavalcò il portiere e portò in vantaggio la sua squadra. A 2 giri di lancette dal 45′ si affaccia alla porta avversaria anche il Siviglia, con Badé che svetta di testa su un traversone da calcio d’angolo, ma manca l’appuntamento con il gol mandando alto sopra la traversa di poco. Disattenzione della retroguardia ospite. Un attimo dopo Pellegrini finisce sulla lista dei cattivi poiché, secondo l’arbitro, ha accentuato troppo il contatto con un avversario in area di rigore. Da apprezzare la meravigliosa giocata del fantasista giallorosso che ha sbloccato la sfida, il quale ha trovato, con un guizzo stupendo, una giocata meravigliosa nello stretto con cui si é bevuto gli avversari che cercavano di interrompere la sua avanzata. Poco più tardi arriva anche l’annuncio dei minuti do recupero: si proseguirà per 7 minuti. Al 6′ dei 7 giri di orologio di extra time Rakitic trova una conclusione radente potentissima da fuori area. E’ un tiro stupendo, basso, quasi rasoterra, angolato e particolarmente potente. La palla si stampa sul palo, la squadra spagnola per poco non agguanta il pari con un siluro del direttore d’orchestra del suo centrocampo.

Nella seconda metà di gara Mendilibar decide di cambiare volto al suo undici con una doppia sostituzione: dentro Suso e Lamela, fuori Oliver Torres e Bryan Gil. Il primo squillo della ripresa é dell’undici biancorosso: Telles viene innescato da Lamela tramite un passaggio preciso ed efficacie, l’ex United prova poi una conclusione di sinistro, ma non riesce ad inquadrare lo specchio della porta. Al 10′ della seconda frazione di gioco il Siviglia minaccia la porta avversaria: Jesus Navas mette un pallone invitante al centro, Mancini devia, ma, involontariamente, trafigge Rui Patricio e sigla una goffa autorete. La partita torna a non avere un padrone. Al minuto 65 anche Cristante finisce sulla lista dei cattivi, altro cartellino parecchio pesante perché ora la Roma ha tutto reparto centrale ammonito. Poco più tardi i Giallorossi sfiorano la rete che varrebbe il nuovo vantaggio sugli sviluppi di un calcio da fermo. Pellegrini si occupa della battuta di esso e scodella il pallone in area di rigore. Dopo una deviazione di un giocatore che si trovava all’interno della mischia, probabilmente Ibanez, Abraham cerca di prolungare verso la porta, ma deve fare i conti con l’efficace opposizione di Bonou, il quale riesce a sventare il pericolo. Tuttavia la manovra offensiva della compagine di Mourinho non é ancora tramontata e, in seguito ad una serie di rimpalli, nuovamente Ibanez prova ad indirizzare la sfera verso il bersaglio, ma colpisce malissimo e calcia fuori. Occasione clamorosa non capitalizzata dalla squadra italiana. Adesso i Rojiblancos si rendono pericolosi continuamente con delle sviluppate azioni, le quali hanno già avuto l’esito sperato con l’autogol targato Mancini. Adesso sembra ne abbiamo di più i romanisti. Al 74′ ennesimo cartellino della sfida ed é per Celik. Il tecnico della Roma, a quasi un quarto d’ora dallo scoccare del 90′ si gioca la carta Belotti, il quale prende il posto di uno stanco Abraham. Anche la squadra della capitale, adesso, ha dei nuovi interpreti nel reparto offensivo, poiché anche Dybala aveva già lasciato il terreno di gioco cedendo il suo posto a Wijnaldum. Negli istanti successivi il direttore di gara assegna un calcio di rigore agli spagnoli in seguito ad un intervento di Ibanez in area di rigore, ai danni di Ocampos. E’ palla piena, sarebbe davvero un errore clamoroso assegnare il tiro dagli undici metri e, per fortuna, il VAR richiama il direttore di gara. Quest’ultimo, dopo aver rivisto le immagini, torna sui suoi passi e cancella il rigore assegnato alla formazione che ha agguantato il pari nel secondo tempo. Negli ultimi dieci minuti gli animi si scaldano ulteriormente per un rigore non concesso ai Giallorossi dopo un presunto tocco di mano di Fernando. All’83’ la Roma sfiora un gol incredibile con l’asse Pellegrini-Belotti. Il centrocampista giallorossa offre al centravanti ex Torino con un tocco morbido e l’attaccante convocato anche in nazionale da Mancini cerca di trafiggere Bonou calciando al volo. L’estremo difensore devia in calcio d’angolo, ma l’arbitro assegna un semplice rinvio dal fondo. Arbitraggio discutibile. Tanti cartellini, alcuni piuttosto immotivati ed altri errori piuttosto banali. Al 90′ ecco la segnalazione del recupero: se nessuna delle due squadre dovesse riuscire a mettere la testa avanti nei restanti 6 giri di lancette, si andrebbe ai supplementari. A meno di un minuto dal termine della partita Rui Patricio deve rispondere ad un affilato tiro da fuori. La sua risposta non é perfetta, però, e non riesce a bloccare. Il pallone viene così proposto nuovamente al centro, per poi essere allontanato dalla retroguardia giallorossa. Fernando sprigiona un’altra conclusione, priva però di insidie. Palla larga. Dopo oltre 97 minuti non é prevalsa nessuna delle due compagini e quindi si va ai supplementari.

Ad inizio del primo dei due tempi supplementari getta nella mischia Montiel e Rekik, escono Jesus Navas e Telles. Nei primi 7 minuti di questa terza frazione di gioco nessuna squadra riesce a creare occasioni da gol, anche a causa, ovviamente, della stanchezza, che comincia a farsi sentire. Verso il minuto 104 Mourinho richiama El Shaarawy e Llorente, che potrebbero essere schierati a breve. Qualche giro di lancette più tardi anche il subentrato Zalewski viene ammonito. Negli istanti successivi viene annunciato l’extra time da disputare prima delle breve pausa che precede la quarta frazione di gioco: 2 giri di lancette. Nulla di importante da raccontare accade in questi ultimi 120 secondi. Il grande protagonista di quest’incontro é l’equilibrio.

La seconda metà dei tempi supplementari si apre con la conclusione senza pretese di Gudelj, il quale non riesce a centrare il bersaglio. Anche l’ex Lamela si becca il giallo per aver allargato il gomito e aver colpito in faccia Ibanez, il quale perde sangue, e non poco, dal labbro. Al 112′ i Giallorossi conquistano un giro dalla bandierina in seguito ad un ottimo lavoro compiuto da Belotti, ma non riescono a ferire gli avversari. Da elogiare la prestazione di Smalling, il quale continua, nonostante la stanchezza, a erigere una muraglia insuperabile davanti alla porta. Finale bollente con i giocatori del Siviglia che si trovano nei pressi della panchina che accusano Mourinho e la Roma di stare perdendo tempo visto che Matic ha accusato più volte i crampi, accasciandosi a terra. In seguito a delle parole non esattamente amichevoli scambiate tra le due panchine, viene ammonito il tecnico giallorosso. Arriva la segnalazione del recupero: 6 minuti. Al giro di lancette numero 128 lascia il campo Gudelj, dentro Marcao. Al 129′ fallo netto di Lamela su Ibanez. Va dritto sull’uomo ed é già ammonito, ma l’arbitro non estrare il secondo giallo. Altro errore clamoroso del direttore di gara. E la Roma torna a minacciare la porta avversaria su calcio d’angolo, con Smalling che scheggia la traversa su un calcio d’angolo, attribuendo al pallone una traiettoria piuttosto morbida, con la sfera che si spegne successivamente sul fondo. Si prosegue per quasi 12 minuti di recupero. Ancora parità. Si va ai rigori.

Il primo rigore lo batte il Siviglia. Si occupa della battuta Ocampos, che calcia con una freddezza pazzesca e spiazza Rui Patricio.

Per la Roma risponde Cristante. Forte, rasoterra e a incrociare. Rigore tirato in maniera impeccabile. 1-1.

E ora va Lamela. Basso alla sinistra di Rui Patricio, che intuisce ma non ci arriva per poco. 2-1 per gli spagnoli.

I Giallorossi scelgono Mancini. Calcia forte al centro e Bonou, con il piede di richiamo, para. Sono in vantaggio i Biancorossi.

E’ poi il turno di Rakitic, che calcia alla sua sinistra, rasoterra, e spiazza Rui Patricio.

E per la compagine di Mourinho calcia Ibanez, che incrocia e scheggia il palo.

Ora va il Siviglia. Rui Patricio para! La Roma é ancora viva. Ma il rigore va ripetuto. Se segna Montiel, il Siviglia vince. Spiazzato il portiere portoghese. Il Siviglia vince l’Europa League.

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