Giugno 20, 2024

Comincia male l’avventura della Reggiana in Serie B: vince 1-0 il Cittadella

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Comincia con un passo falso l’avventura della Reggiana in Serie B: il Cittadella vince 1-0 con gol allo scadere del recupero del primo tempo di Amatucci.

Sognavamo un inizio migliore. La Reggiana cade a Cittadella dopo una partita in cui sono emersi molti problemi, che bisognerà risolvere al più presto. Amatucci spezza l’equilibrio andando in gol a recupero inoltrato del primo tempo, gli ospiti ci mettono il cuore ma non basta. Tanto amaro in bocca per la banda di Nesta, che non è mai riuscita a rendersi pericolosa sotto porta. Il prossimo impegno sarà in casa del Como, sperando di poter assistere ad una prestazione migliore.

Lo stadio

Avendo avuto il piacere di assistere a questa gara dal vivo, cercherò di descrivere com’è lo Stadio Pier Cesare Tombolato. Bisogna innanzitutto premettere che Cittadella è uno splendido paese: una piccola realtà di solo 20.000 abitanti ma comunque ricca di bei posti da vedere, oltre alle storiche e caratteristiche mura che circondano l’intera zona. Per raggiungere il settore ospiti bisogna passare in mezzo a delle piccole e splendide vie urbane. L’impianto, inaugurato nel 1981 e ristrutturato nel 2015, ha più 7.500 posti a sedere (può ospitare più di un terzo dell’intera popolazione locale), suddivisi in 3 tribune. Sicuramente la est è quella più attrezzata, nonchè la più capiente, con anche il classico gioco a “mosaico” con i seggiolini che compongono la parola “Cittadella”. Non è presente una curva destinata ai soli sostenitori della squadra di casa, che quindi si dispongono nel settore citato precedentemente, con 5.226 seggiolini. Poi c’è la ovest, che può ospitare poco più di 1.200 spettatori. Infine c’è la Curva Ospiti, con circa un centinaio di posti in meno. È la classica struttura in metallo, simile a quella dello stadio del Rimini, che, se ci salti sopra, fa un ciocco che rimbomba in tutto lo stadio. Il campo è molto distante perchè c’è la pista di atletica che separa i tifosi appunto dal rettangolo verde (del resto, in una località così ristretta, devi anche sapere gestire lo spazio) e quindi la profondità del campo non è facile da percepire. Inoltre c’è una rete davanti che non permette di vedere niente. Nel 2023 ancora le reti. Non so chi, sinceramente, possa sognare di fare un’invasione di campo a Cittadella, tuttavia, se c’è pure la pista in mezzo, basta mettere una decina di steward davanti al terreno di gioco così che la gente non vi entri. Anche se, come già detto altre volte, lamentarsi delle condizioni di una curva, in uno stadio, è la cosa più insensata della storia. E comunque, lì, non si va a vedere la partita. Tutto sommato è un bell’impianto, anche se, tra quelli che ho visitato con le trasferte della Reggiana, non è il più bello, che infatti è quello di Cesena. Nonostante la rivalità, infatti, il Manuzzi è oggettivamente un bellissimo impianto, anche se niente batte il Giglio.

Lo stadio

Tutte le news dei giorni prima della partita

Prima di tutto vorrei condividere una serie di post che ho fatto con la pagina di RegiaPage1919 – invito ovviamente tutti a seguirla -, visto che in questi giorni abbiamo pubblicato tante notizie e non solo.

La nostra presentazione della partita

Per quanto riguarda la conferenza stampa – se volete leggere qualcosa di più approfondito guardate quanto vi proponiamo qui sotto (basta che apriate il prossimo link), fatto sempre in collaborazione con ReggianaPage1919 -, Nesta ha detto tantissime cose molto interessanti.

Partendo dall’infermeria che, fortunatamente, è quasi vuota, per ora, ha dichiarato che tutti i giocatori sono a disposizione, compreso Nardi, seppur con un’autonomia ridotta, visto che è stato colpito da un risentimento (nulla di grave). Anche Kabashi e Guglielmotti, punzecchiati dal mercato, figurano nella lista dei convocati. Il mister ha poi sottolineato un aspetto interessante riguardante il gioco del Cittadella, che presenta una caratteristica distintiva: la pressione alta. E, parlando di questo, ha detto una cosa che mi ha colpito molto, ovvero:”Io credo che, quando giochi in Serie B, la pressione in campo dell’avversario sia più cattiva rispetto a quella della Serie A, dove molto spesso hai più spazio per giocare”. Un altro quesito che affliggeva il mondo granata era relativo anche alla possibilità di vedere Vido e Pettinari dall’inizio dell’incontro: “Sono un pochino indietro”, ha spiegato il protagonista dell’intervista, che, tuttavia, schiererà titolare uno dei due, come vedremo. Nesta è stato anche piuttosto trasparente con le affermazioni inerenti ai trasferimenti, sia per quanto riguarda le entrate, sia per quanto riguarda le uscite. Innanzitutto, come già fatto precedentemente, ha manifestato la propria contrarietà riguardo la decisione di mantenere il mercato aperto a campionato iniziato:”Prima o poi capiranno che dovranno cambiare questa regola”, un punto di vista sicuramente condivisibile. Ad una lecita e prevedibile domanda su Kabashi ha risposto in maniera molto chiara:”Kabashi non lo devo convincere. Non devo convincere nessuno. Chi sta qua si mette a disposizione. Abbiamo un obiettivo e poi c’è una competizione con i compagni: chi sta meglio e dà più certezze gioca”. Restando sul tema dei trasferimenti, questo centravanti – e io continuo a dire che la Reggiana doveva prenderlo nell’estate del 2022, perchè poi avremmo vinto la C ancora prima – arriva? Si è parlato di Novakovich e il campione del mondo del 2006 si è concesso una battuta a riguardo:”Il treno passa, andate in stazione, magari si ferma qualcuno”. E poi si è parlato dei tifosi – più di 1000 in questa trasferta -: “Sono curioso di vedere cosa accadrà in casa. Il contatto con il pubblico l’ho già avuto e mi è piaciuto e perciò credo che sarà un fattore importante per noi, per i ragazzi. Portare 1000 persone a Cittadella vuol dire che c’è entusiasmo e la responsabilità sarebbe più grande per me e per i ragazzi e perciò questa cosa ci piace”.

Il riassunto della conferenza stampa, sempre in collaborazione con ReggianaPage1919

Purtroppo si è spento, all’età di 86 anni, Carletto Mazzone, uno dei più grandi allenatori della storia del calcio italiano e, prima ancora di questo, una persona fantastica. Uomini come lui, oggi, all’interno del mondo dello sport e non solo, non esistono più. Un’intelligenza calcistica immisurabile ed un carattere unico, con quel pizzico di ironia con cui trasmetteva il suo strepitoso modo di essere a tutti i suoi atleti.

Il calcio ha bisogno di persone come queste.

La tecnica è il pane dei ricchi, la tattica è il pane dei poveri

– Carlo Mazzone

Per concludere, propongo una nuova pagina sulla Reggiana che sta spopolando sui social e anche sulle gradinate degli stadi. Ci tengo dunque a condividere il profilo di Pratissolo Granata, ricco di contenuti interessanti sul mondo della squadra della Città del Tricolore.

Le formazioni

Cittadella: 4-3-1-2 privo di proposte innovative per quanto riguarda l’undici di Gorini, che mette Carissoni, Frare, Pavan e Giraudo a difesa della porta di Kastrati. A centrocampo Carriero, Branca e Amatucci. Sulla trequarti c’è Vita. Le due punte sono Pittarello e Magrassi.

Reggiana: Nesta si affida nuovamente al suo classico 4-3-1-2 – schieramento speculare a quello veneto -. Bardi tra i pali. I due difensori centrali sono Marcandalli e Romagna, con Fiamozzi e Pieragnolo che agiscono sulle corsie laterali. In mezzo al campo c’è il direttore d’orchestra Luca Cigarini, affiancato da Portanova e Bianco. In posizione più offensiva il tecnico campione del mondo con la nostra nazionale ritrova fiducia in Girma. Grande sorpresa per quanto riguarda l’attacco: non ci sono nè Vido nè Lanini: giocano Pettinari e Varela.

I due mister, foto: AC Reggiana

La partita

“Io sono carico, non vedo l’ora di iniziare. Adesso inizia la competizione e a me piace”

“Sono alla ricerca della competizione da tutta la vita”

Sono queste due frasi rilasciate da Alessandro Nesta in conferenza stampa che fanno ben capire l’emozione che stanno vivendo sia lui che il mondo granata in questo momento. Nessuno sta più nella pelle. C’è una voglia incredibile di vedere la squadra della Città del Tricolore scendere in campo – con tanto di divisa a tema – per supportarla, in questa prima uscita stagionale nel campionato di cadetteria. E questa infinita voglia di trasmettere il proprio supporto agli undici calciatori in campo è ancora più grande dopo che, nell’ultima esperienza in B della Regia, nessuno è potuto andare allo stadio, a causa del Covid. Ma adesso è arrivato il momento: dopo una pandemia e un periodo in C, possiamo finalmente vedere la nostra squadra del cuore, che sfida, in questa prima partita, il Cittadella, reduce da una strabiliante vittoria per 1-2 contro l’Empoli, in Coppa Italia.

Le due compagini vengono accompagnate sul terreno di gioco da un grande frastuono proveniente dalla Curva Ospiti. Più di 1000 persone per supportare la Reggiana nel suo debutto in categoria. Tutti in piedi, quasi uno sopra l’altro, basta un secondo per venire sballottolati dalla parte opposta del settore, centinaia e centinaia di voci si uniscono per dare vita ad un solo grido, capace di sovrastare qualsiasi rumore. Forza la Regia alè e-o e Forza Granata alè dicono i numerosissimi sostenitori provenienti da Reggio Emilia.

Tutte le voci dello stadio si interrompono per un minuto, prima che il direttore di gara decreti l’inizio della partita, per omaggiare Carlo Mazzone, una leggenda del mondo del calcio.

Il minuto di raccoglimento, foto: AC Reggiana

La foto di squadra, foto: AC Reggiana

La gara comincia con il primo possesso che viene gestito dai veneti. Dopo appena 2 giri di lancette il Cittadella conquista un corner, che però non riesce a sfruttare. Al 5′ Amatucci entra in ritardo su Varela con l’intento di conquistare la sfera, ma interrompe irregolarmente la corsa del centravanti avversario e finisce sulla lista dei cattivi. L’undici ospite cerca di sfruttare questo calcio da fermo con Cigarini che scodella la sfera in area di rigore, ma quest’ultima viene deviata e finisce sul fondo. Angolo per la Regia, che si conclude con un nulla di fatto, però. Girma, poco dopo, si becca un cartellino per aver commesso un fallo tattico ai danni di Magrassi. Dopo 8 giri di lancette il calciatore in maglia numero 80, ammonito un paio di minuti prima, sfodera una conclusione dalla distanza, dopo essere stato premiato dall’altruismo di Pettinari, abile nel lavorare questo pallone giocandolo a rimorchio. La conclusione è centrale e potente, ma incapace di impensierire Kastrati, che blocca. Al14′ il Citta ha una nuova chance dalla bandierina, in seguito ad una conclusione di Pittarello sporcata da un Romagna molto attento, come suo solito. Poco più tardi Vita sfodera una conclusione innocua dalla distanza, docile presa per Bardi. Nel frattempo il terreno di gioco comincia a rovinarsi: sono presenti tantissime zolle sul manto erboso del Tombolato. Al 22′ si interrompe il gioco per il cooling break. A 2 dalla mezz’ora pure Carissoni si becca un giallo dopo aver dato un pestone – termine oggi sostituito da, come dicono quelli più precisi, “step on foot”, ma che rende bene l’idea – a Bianco. A 10 giri di lancette dal minuto 45 Branca stende sempre il numero 42 nel mezzo di una sgasata: provvedimento disciplinare anche per lui, il Cittadella ha due terzi del centrocampo ammonito. Al 35′ prende scena un fatto che inciderà parecchio sul resto di questa sfida: Pieragnolo suggerisce al centro di sinistro, con una palla tesa, e la sfera sbatte sul braccio di Giraudo, per il direttore di gara non è rigore. E ci sta, non è affatto semplice decretare, con una dinamica così veloce, se ci fossero gli estremi per assegnare il tiro dal dischetto. Quello che non è possibile e che fa veramente infuriare è come, nonostante ci sia il VAR e quindi le immagini per andare a rivedere questa situazione, il direttore di gara non sia stato richiamato per andare a vedere. Sarò di parte, ma questo sembra fallo di mano. Poi adesso il regolamento cambia, si vedono addirittura i difensori andare a saltare con le braccia dietro la schiena, che secondo me è qualcosa di inguardabile, e ancora non c’è un modo con cui si possa stabilire con chiarezza se ci siano le condizioni per assegnare una massima punizione. E menomale che il VAR avrebbe dovuto sistemare tutto (rilascerò una mia opinione a riguardo nella parte del commento).

Un attimo più tardi l’undici proveniente da Reggio Emilia riesce a strappare un corner, da cui non scaturisce nulla di che, purtroppo. In questa restante parte della prima frazione di gioco, parecchio concitata anche se un po’ insipida, poichè priva di occasioni di gol, nessuna delle due squadre riesce ad affermarsi con grandi certezze. Al 45′ Cigarini dà una cavata almeno da prima categoria, forse anche seconda, a Frare: anche il cognome del capitano della Regia finisce sul taccuino del direttore di gara. Una manciata di secondi più tardi arriva l’annuncio dei minuti di recupero che ci separano dal tramonto di questa prima metà di sfida: 3 giri di lancette. A recupero inoltrato – siamo nei primi secondi del quarto giro di orologio di questo recupero meno proficuo di quelli che stiamo vedendo recentemente – Branca, dalla sinistra, cerca di mettere al centro con un traversone lungo, forse anche un po’ alla cieca. La palla attraversa tutta l’area di rigore senza esaurirsi, perchè la raccoglie Carriero, il quale, con una serie di movenze illeggibili, riesce a beffarsi di Pieragnolo. Dopo aver scartato il terzino sinistro della compagine ospite, mette in mezzo con una palla rasoterra ma potente, che viene addomestica da Vita in qualche modo. Il 16 cerca un nuovo traversone basso, Marcandalli devia in maniera sporca il pallone, che diventa buono per Amatucci, il quale trafigge Bardi da posizione molto ravvicinata. La squadra di casa è in vantaggio. Peccato perchè la Reggiana, seppur sia stata tutt’altro che pericolosa in fase offensiva (anche se comunque gli attaccanti si sono sforzati, infatti il discorso è probabilmente un altro e per risolvere la pratica occorrerà un centravanti diverso, ma ne parleremo meglio dopo) non stava demeritando più di tanto. E comunque la squadra di Gorini, anche se aveva già sondato il terreno nemico con un paio di iniziative interessanti, non aveva avuto tantissime occasioni da gol. La rete incassata dalla formazione di Nesta è forse frutto di una piccola disattenzione finale, proprio sul tramonto di questa prima frazione di incontro, perchè la Regia, magari, era già con la testa negli spogliatoi.

I restanti 45 minuti cominciano con la Reggiana che manovra il primo possesso dopo aver subito un paio di variazioni al proprio undici: Nesta opta per la prudenza e sostituisce Girma, giocatore importante ma che aveva già flirtato con il rosso in un paio di occasioni, mandando in campo Nardi. L’ex Perugia tenta poi di rendere la propria artiglieria maggiormente spietata in seguito ad un primo tempo in cui non sono state create tante occasioni: Lanini entra al posto di Varela. Il Cittadella si getta all’avanscoperta sin dagli albori di questa seconda metà di partita e mette in difficoltà gli ospiti al 49′ su calcio da fermo. Vita, trequartista dal piede educato con un passato nelle giovanili del Torino, disegna una traiettoria molto intrigante con il destro, Pittarello tenta di trarne profitto con un’incornata, ma non riesce a centrare il bersaglio. Palla larga sul fondo. E non è la prima volta che la Reggiana soffre sulle palle inattive: a Monza ha subito gol così e Gagliardini, giocatore comunque di tutto rispetto e – immagino – difficile da contenere, ha avuto diverse opportunità per segnare con l’ausilio del capo. Al 6′ di questo secondo tempo prende iniziativa Cigarini, il quale innesca la corsa di Fiamozzi con un brillante suggerimento in verticale. Il terzino destro granata prova a mettere il pallone in area di rigore con un traversone, che viene sporcato; tuttavia la sfera giunge lo stesso nella zona calda. Velo intelligente di Portanova e pallone buono per Lanini, che sfodera una conclusione a pochi metri dalla porta. Il tiro viene respinto, la sfera rimane lì; Pettinari, spalle alla porta e circondato da maglie avversarie, tenta in qualche modo di gestire il possesso (francamente non riesco ad intuire cosa volesse fare), ma tiene per troppo tempo la palla tra le gambe e se la fa soffiare. Ghiotta occasione sfumata. A circa 4 giri di lancette dall’ora di gioco Romagna, con la sua solita attenzione in fase di copertura, colpisce di testa, con la sfera che finisce dalle parti di Fiamozzi. Quest’ultimo tocca con il braccio, anche se prima il pallone gli era sbattuto sulla coscia. Inizialmente l’arbitro assegna il penalty ai veneti, ma poi, in seguito alla revisione al monitor dell’accaduto, cancella la massima punizione. Menomale. Questo sembra non essere rigore visto che appunto il contatto con il braccio è stato fortuito, a causa del precedente impatto con la coscia. Nel primo tempo, però, la dinamica era ben diversa: non c’era stato nessun contatto con altre parti del corpo prima della giocata da beach volley del calciatore del Cittadella. E il VAR, lì, non è intervenuto. C’è anche da dire che poteva andare peggio, perchè se fosse stato confermato il rigore sarebbero stati guai seri. Fallo o meno, resta il fatto che la Reggiana, in questo secondo tempo, è irriconoscibile e il fraseggio meno disciolto rispetto a prima ne è una dimostrazione. Al 64′ duplice modifica della formazione per la squadra di Gorini: Tessiore e Pandolfi prendono i posti in campo di Amatucci e Pittarello. A 21 minuti dal 90′ i ragazzi di mister Nesta hanno una possibilità su calcio di punizione, in seguito ad un fallo subito da Cigarini, travolto da Carriero. L’affilata conclusione di Lanini si infrange sulla barriera eretta da Kastrati, il capitano della squadra della Città del Tricolore addomestica di petto e controbatte da fuori, con un tiro potente che termina fuori di poco, non molto distante dall’incrocio dei pali. Se non penetri con gli attaccanti, o calci da fuori, o non ti rendi mai pericoloso. A 20 giri di lancette dall’ora e mezzo di partita cooling break. Un istante più tardi effettua il suo ingresso in campo l’ex Vido, che sottrae il posto a Pettinari, voglioso di farsi notare ma inconcludente. Anche Gorini getta nella mischia Valerio Mastrantonio – classe 1999, nato a Roma, scuola Frosinone -, esce Carriero. Al 74′ Bianco si aggiunge alla lista dei cattivi. Al 30′ di questa ripresa Pieragnolo osserva un corridoio interessante, percorribile da Vido, così, con una palla profonda, lo serve. Il centravanti in maglia numero 9, con una giocata pregevole ed elegante, fa passare il pallone sopra la testa di Pavan, vince una contesa della sfera con il nominato poco fa Mastrantonio, successivamente invita al tiro Nardi. Quest’ultimo cerca la botta di prima intenzione, arrivando in corsa sulla sfera, ma manda alto sopra la traversa. Bella combinazione dei Granata, con un gran lavoro dell’ex Palermo, peccato soltanto per la conclusione finale. Poco più tardi tenta il tiro da fuori Cigarini, con una conclusione di sinistro, con la sfera a mezza altezza. Iniziativa da premiare, realizzazione non impeccabile, ma era molto difficile. A 11 dal 90′ Nesta prova Guglielmotti, adesso ci sarà un po’ di imprevedibilità in più sul binario di destra, esce Pieragnolo. Fiamozzi viene spostato sulla fascia sinistra. Al minuto 81 l’8 della Regia e Marcandalli bisticciano con il pallone, tentando di non fare arrivare quest’ultimo a Pandolfi. Per loro sfortuna ottengono il risultato opposto rispetto a quanto sperato. Il giocatore del Cittadella si avventura in area e calcia forte ad incrociare sul palo lontano, senza trovare la porta, però. I veneti falliscono la chance per siglare il raddoppio. A 7 giri di lancette dal 90′ Nesta si gioca la carta Vergara, esce Portanova. Qualche istante più tardi c’è ancora movimento a bordocampo: entrano Kornvig e Maistrello (tra l’altro, quest’ultimo è nato a Correggio), abbandonano il rettangolo verde Magrassi e Vita. Mentre ci avviciniamo ai titoli di coda di quest’incontro arriva la segnalazione del recupero: si giocherà per altri 7 minuti. Questi ultimi istanti di partita assumono il copione del resto della partita: tanti sforzi, ma impagati. A Cittadella, dopo 97 minuti, cala il sipario: comincia male l’avventura in cadetteria della Reggiana.

Commento e opinioni personali

Goretti compra una punta. Anzi due.

Io non sono dell’idea che la Reggiana abbia fatto una partita inguardabile. Io penso che si sarebbe potuto fare di meglio, ma, alla fine dei conti, perdere 1-0 in trasferta la prima non è una tragedia. Tuttavia, in questo momento, il massimo a cui può ambire questa squadra, ma proprio nel migliore dei casi, è fare 37 punti nelle 37 partite che ci attendono pareggiando 37 volte 0-0. La difesa funziona: Marcandalli e Romagna sono due eccellenti calciatori, che anche in questa gara hanno fatto benissimo. Però, per favore, prendete un attaccante. Non è possibile che in due stagioni non si sia vista una punta, fatta eccezione per Pellegrini – oggi non più in rosa – e Varela, che non fosse altalenante e che avesse un minimo di continuità. In questo momento, in rosa, ci sono, come centravanti, Pettinari, il già citato Varela, Vido e Lanini. Il 23 può andare bene per la B ma non mi sembra un attaccante da almeno 15 gol a stagione, che è quello che i Granata cercano. Di Varela ho già parlato, ma sottolineo che secondo me dal primo minuto non rende come quando lo schieri nella ripresa. Lanini è un buon giocatore, ci mette tutto sè stesso, ma non è sufficiente perchè non riesce ad essere efficace. Vido potrebbe essere la risposta ad almeno una piccola parte dei problemi. Dovevamo prendere Novakovich, sembra sia saltato tutto. Io sinceramente trovo che sia un giocatore molto forte, ma ha fatto 1 gol in 35 partite nell’ultima annata a Venezia e quindi anche lui potrebbe essere una soluzione ma non è detto che garantisca i “gol a grappoli” di cui necessitiamo (anche se so bene che Nesta vuole un attaccante fisico). Trovare un giocatore che vada in doppia cifra è difficile, ma ci vuole almeno una punta che conosca la categoria e che, a costo di stare fermo impalato davanti alla porta, te la butti dentro. Io sogno Mattia Destro, ma per il semplice fatto che è un giocatore che, seppur non conosca la B, ha fatto le categorie superiori, con addirittura due presenze in Champions, ma, quando gli arriva la palla, segna. È svincolato e cerca squadra e sono sicuro che la società ci abbia quantomeno pensato, però secondo me le alternative non sono così tante. Poi sono d’accordo che l’ingaggio sia alto, ma trovare un attaccante col fiuto del gol in prestito o comunque a basso prezzo, a 10 giorni nemmeno dalla chiusura della finestra dei trasferimenti, mi sembra difficilissimo. E forse nemmeno uno con 300 gare in A basterebbe.

Detto questo, bisogna parlare in maniera più dettagliata della partita. I dati condivisi da DAZN al termine della gara mettono in evidenza il fatto che la Reggiana sappia fare girare il pallone con responsabilità e personalità, infatti ha tenuto il possesso per 23 minuti e 21 secondi, il Cittadella ha avuto la sfera per 6 minuti in meno. Quindi io non sono d’accordo con chi dice che il gioco sia scadente, non è assolutamente una cosa banale cercare di imporre la propria partita, per una neopromossa, al primo confronto con una squadra che conosce questo campionato. Ma bisogna anche dire che abbiamo perso la sfera 6 volte in più degli avversari (anche se, logicamente, più tieni la palla più possibilità hai di perderla), forse frutto anche di un campo in condizioni non idonee e maltrattato. Comunque da queste prime sfide sono emerse delle caratteristiche che formano un po’ l’identità di gioco della nostra Reggiana. Infatti abbiamo capito che questa squadra sa soffrire – vedi Monza -, ma sa anche costruire il proprio gioco cercando di mantenere il controllo della sfera con il fraseggio, che era già un elemento chiave nel gioco di Diana dello scorso anno. Però se hai la palla ma tiri una volta in porta non puoi pretendere di vincere.

Parlando giocatore per giocatore, Bardi ha fatto bene quelle poche volte che è dovuto intervenire. Non condivido le critiche esagerate nei confronti di Fiamozzi, che secondo me ha fatto una discreta partita, anche se può fare di meglio. Romagna-Marcandalli è una coppia difensiva strabiliante. Ho finito gli aggettivi e continuo a dire che la società abbia fatto un affarone prendendoli, seppur i cartellini non siano di sua proprietà. Pieragnolo ha qualità tecniche indiscusse, ma pecca in fase difensiva, complice anche l’inesperienza. Cigarini è un giocatore formidabile. E’ il cuore della squadra, imposta con rapidità, palleggia con precisione, dà indicazioni a tutti, è veramente fondamentale. Portanova e Bianco aggiungono un’ulteriore qualità al reparto e sono importanti in fase di palleggio, ma il primo citato, in questa sfida, avrebbe potuto fare qualcosa in più. Girma mi piace molto e ha fatto una buona partita. Il discorso sugli attaccanti l’ho già fatto, mi sono già sfogato e non ripeterò. Passando ai subentrati, esclusi gli attaccanti per la medesima ragione di prima, Nardi, secondo me, ha fatto una bella partita e continuo a pensare che possa davvero dire la sua anche in B, pur non partendo titolare. Per quanto riguarda Guglielmotti, io sarei assolutamente contrario alla cessione. Hai Libutti e Fiamozzi che difensivamente parlando fanno il loro compito senza fare troppa fatica. Sarà vero che non giochi a 3, però, se è l’unico esterno destro di spinta che hai in rosa, perchè devi venderlo? Spero vivamente che possa restare a Reggio, specialmente dopo la passata stagione in cui ha fatto davvero bene.

Bardi 6

Fiamozzi 5,5

Il terzino destro della Reggiana, foto: AC Reggiana

Marcandalli 6,5

Romagna 6,5

Il miglior affare del mercato della Reggiana, foto: AC Reggiana

Pieragnolo 5,5

Uno spunto del terzino proveniente dal Sassuolo, foto: AC Reggiana

Cigarini 6,5

Il regista della compagine ospite, foto: AC Reggiana

Portanova 5,5

Portanova cerca un assolo, foto: AC Reggiana

Bianco 6

Il 42 della formazione ospite, foto: AC Reggiana

Girma 6

Girma difende il pallone, foto: AC Reggiana

Pettinari 5

Il numero 23 granata, foto: AC Reggiana

Varela 5,5

Varela tenta l’uno contro uno, foto: AC Reggiana

Vido 6

Lanini 5,5

Un’incursione di Lanini, foto: AC Reggiana

Nardi 6

Nardi in possesso della sfera, foto: AC Reggiana

Vergara s.v.

Guglielmotti 6

Nesta 6

La squadra saluta e ringrazia i tifosi per il loro sostegno, foto: AC Reggiana

TUTTI A PAVMA

E’ stato comunicato l’orario del derby con il Pavma: si giocherà alle 18:30, il 2 settembre. Tutti a Bagolandia!

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