Giugno 20, 2024

La Reggiana fa un grande regalo di Natale ai suoi tifosi e sconfigge 2-3 il Sudtirol

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La Reggiana torna a sorridere: sconfitto 2-3 il Sudtirol grazie ai gol di Bianco, Girma e Gondo.

Una squadra più motivata rispetto alle ultime partite riesce a ritrovare il successo in una gara molto combattuta contro il Sudtirol. I Granata stappano la partita con un super gol da fuori di Bianco, per poi vedersi cancellare il vantaggio da un sigillo di Masiello. Nella fase embrionale della ripresa trova la gioia personale Girma, che riporta avanti i suoi compagni con un’incornata vincente, su traversone di Fiamozzi. Più avanti, baciato anche dalla fortuna, mette la firma pure Gondo. Accorcia le distanze nel finale l’undici di Valente, con un rigore ben calciato da Casiraghi, ma non è sufficiente: la squadra della Città del Tricolore sbanca Bolzano. Prossimo impegno il 26 dicembre con il Catanzaro.

Tutte le notizie dei giorni prima della partita

Nonostante non ci troviamo ancora nel vivo del calciomercato, la società granata ha già fatto un primo regalo a Nesta, lamentatosi, comprensibilmente, più volte delle poche opzioni a sua disposizione, in termini di rosa. L’atleta in questione è Tobias Reinhart, centrocampista italo-argentino classe 2000. Calciatore molto tecnico, è sbocciato nell’Atlético Temperley, per poi approdare in Italia, alla corte dello Spezia, collezionando diverse presenze in Primavera e addirittura 2 in Serie B. Dopo quest’avventura è tornato in Sudamerica, indossando nuovamente i colori della squadra che lo aveva lanciato, appunto prima di giocare per i liguri. Nel suo periodo di militanza in questo club, è stato un punto di riferimento per il mister, totalizzando 21 presenze nel 2021, 34 nel 2022 e 31 nel 2023. Peraltro, ha coronato queste importanti annate nella seconda divisione argentina con una manciata di gol. Innesto promettente per un club che vuole rimanere in questa categoria e che dovrà aggregare al proprio gruppo altri calciatori di questo spessore, se non superiore.

Lutto in casa Reggiana: si è spento, ad 83 anni, Claudio Zanni, dirigente storico del club, che aveva rivestito il ruolo di Segretario Generale dal 1962 al 1979.

La conferenza stampa di Mister Alessandro Nesta

Il tecnico della Reggiana ha analizzato, in questa conferenza stampa, diversi aspetti, parlando di alcuni elementi di cui tanto si sta discutendo, con parole concise, dando l’impressione di essere, a tratti, stufo di certi epiloghi. Innanzitutto, è partito dall’infermeria, dicendo:“Brutte notizie non ci sono” e spiegando che riavrà sua disposizione, per questo match, Kabashi. Successivamente ha descritto la situazione degli infortunati, o comunque dei giocatori che devono ancora entrare mettersi in forma, condividendo la propria frustrazione a riguardo. “Da Riva gioca, entra e poi si fa male. Esce, poi rientra, poi esce. Non lo vedremo mai, perchè, se fa così, non saeà nai in una condizione top. Pajac la stessa cosa, Crnigoj molte volte”, ha spiegato. Tornando sulla gara con la Sampdoria, ha usato queste parole:”La prestazione con la Samp non è piaciuta a nessuno”. L’ex tecnico del Frosinone ha stupito tutti, nelle ultime partite, con il passaggio alla retroguardia 3, dunque gli è stato chiesto se fosse possibile ritornare ad una difesa a 4, la risposta è stata:”Non credo, non lo so, vediamo. Non credo che sia un problema del modulo”. Tutti i sostenitori granata si sono chiesti, inoltre, la motivazione del calo della squadra nelle ultime partite, Nesta si è espresso in questa maniera a riguardo:”Lo attribuisco ad una situazione di emergenza troppo lunga”. Il campione del mondo ha, inoltre, trovato due problemi nella sua squadra. Il primo riguarda i gol:“La coperta è corta: quando ne prendiamo pochi, ne facciamo pochi”, mentre il secondo:“Questo è un gruppo molto coeso, di brava gente, anche troppo”, aggiungendo:“Ci manca quella sana ignoranza” vale a dire quel pizzico di furbizia che può fare la differenza. Per concludere, ha già dato un’anticipazione molto importante per quanto riguarda il mercato di gennaio:“Chi non ci tiene va via”.

Lo Stadio Druso

Avendo assistito alla gara dal vivo, posso riproporre questa sorta di serie in cui recensisco gli stadi che visito. Dopo un giro per la città – in questo periodo natalizio abbellita dai mercatini – ci si dirige verso l’impianto, tuttavia, purtroppo, l’organizzazione non è stata impeccabile. Partiamo con la precisazione che, ovviamente, a Bolzano il calcio non è lo sport più seguito e la squadra biancorossa non vanta un numero elevato di sostenitori. Ciò, ovviamente, fa sì che i controlli per entrare allo stadio siano brevi e che, nel giorno della partita, si vedano pochi membri delle forze dell’ordine: l’atmosfera è tranquilla, non sembra quella di una classica gara di questo sport. Come anticipato, però, c’è stata un po’ di confusione nell’indicare il percorso adeguato per raggiungere il settore ospiti ad un gruppo di tifosi granata. Uno steward diceva di fare un giro, l’altro quello opposto. Alla fine, una parte del pubblico di fede granata è dovuta passare davanti al bar dei tifosi del Sudtirol – con tutto il rispetto, non uno dei gruppi di sostenitori più caldi di questo campionato – e fare un giro quasi a 360 gradi dell’intera struttura per giungere nella parte dell’impianto destinata a loro. Fortunatamente, tutti i supporters sono riusciti ad arrivare con un largo anticipo, perchè c’era solo un tornello e dunque si è formata una lunga fila davanti ad esso (i controlli non sono stati persuasivi, ma comunque ci è voluto un po’ per questa ragione). Una volta entrato, però, resti a bocca aperta. Lo Stadio Druso è, infatti, circondato da un paesaggio meraviglioso, che rende quest’impianto unico nel nostro Paese: ti guardi intorno e vedi tutte le montagne che abbracciano la casa del Sudtirol. La struttura è poi famosa per via delle sue dimensioni, che – posso confermare – sono alquanto ridotte. Innanzitutto, non ci sono due curve, ma, appunto, semplicemente due tribune, poste accanto ai lati lunghi del campo. Trattandosi di una delle realtà più piccole tra le partecipanti alla Serie B – più ristrette solo Lecco e FeralpiSalò – non serve di certo un impianto particolarmente grande e, dunque, i circa 5.500 seggiolini sono più che sufficienti. Tra l’altro, ogni dettaglio dello stadio è curato meticolosamente, si percepisce proprio il fatto che è stato recentemente ristrutturato. Per concludere, anche il manto erboso mi sembrava in condizioni più che buone. Quindi, per quanto sia piccolo (e, certamente, stare dietro ad un impianto di dimensioni ridotte è meno faticoso rispetto a tenere con cura stadi come il nostro Giglio), posso dire che mi ha regalato un’esperienza che non dimenticherò, perchè, comunque, come già detto, in Italia non si trovano strutture così. Non ha un costo spropositato per la società, è funzionale e dà l’impressione di poter andare avanti senza modifiche (salvo eventuali promozioni) per almeno un paio di decenni.

La città a due o tre ore dal fischio d’inizio

Lo stadio

Le formazioni

Sudtirol: 4-4-2 per i ragazzi di Valente. Tra i pali Poluzzi, a comporre i reparto arretrato ci pensano Giorgini, Vinetot, Masiello e Cagnano. Sulle fasce Ciervo e Casiraghi, in mezzo al campo Tait e Peeters. Le due punte sono Rauti e Merkaj.

Reggiana: Nesta torna a proporre una difesa a 3, la novità è un’altra, ovvero l’assenza di Antiste nell’undici titolare: si gioca con una sola punta e quella è Gondo. Bardi in porta, Sampirisi, Romagna e Szyminski in difesa, dunque panchina per Marcandalli (il tecnico della Regia aveva anticipato, nelle ultime conferenze stampa, che, prima o poi, l’avrebbe fatto riposare). Sul lato sinistro sfreccia Pieragnolo, su quello destro Fiamozzi. I due centrocampisti, in un reparto che, con i due trequartisti, torna ad essere con una disposizione a rombo, sono Kabashi – non più ai box – e Bianco. Alle spalle del già citato Gondo Girma e Portanova.

La partita

Il Sudtirol è una squadra di cui tanto si è parlato nelle ultime due stagioni, per via del grande campionato dell’anno scorso, che ha visto l’undici biancorosso collezionare un sesto posto e perdere i play-off soltanto in semifinale. Tuttavia, in questa stagione, le cose non stanno andando esattamente come nell’ultima annata e il cammino dei Biancorossi, finora, è stato alquanto tortuoso. Gli altoatesini hanno esordito in campionato pareggiando 3-3 con lo Spezia, per poi battere, quasi in scioltezza, FeralpiSalò e Ascoli. Dopo questi primi 7 punti sono arrivati tre risultati in cui non è prevalso nessun undici contro Cosenza, Ternana e Modena. Questo periodo da imbattuti è giunto al termine con le sconfitte contro due formazioni dell’alta classe – Palermo e Catanzaro -, tuttavia il Sudtirol è riuscito a farsi perdonare dai propri sostenitori superando la Cremonese e la Sampdoria. In seguito a questi due successi, gli altoatesini sono sprofondati in un momento molto complicato, che ha portato alle sconfitte contro Pavma, Pisa e Cittadella. Bisoli, in seguito ad un pari contro il Brescia, ha ricevuto l’ultimatum della società nella gara contro il Como, dove, però, il suo undici è stato sconfitto 0-1. Ciò ha portato, di conseguenza, ad un cambio di allenatore, con Federico Valente che ha ereditato il ruolo di mister e ha esordito perdendo con il Bari, in una gara difficile, per poi battere 2-3 il Venezia. Si tratta di una squadra che predilige, come schema di gioco, il 4-4-2, marchio di fabbrica di Bisoli, non alterato dal nuovo allenatore. La compagine dell’Alto Adige è, attualmente, 12° in classifica – 14° per punti fatti in casa, 10° per quelli raccolti in trasferta -, a quota 20, con una differenza reti pari a 0: sono 23 sia i gol fatti che quelli incassati.

Ingresso in campo, foto: AC Reggiana

Sampirisi, Kabashi e Portanova, foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Foto: AC Reggiana

Presente in tribuna il patron Romano Amadei, foto: AC Reggiana

Si comincia con il primo possesso che viene gestito dalla Reggiana. Partenza arrembante da parte degli ospiti, che, dopo appena un minuto, riescono a rendersi pericolosi. Pieragnolo, trovato dal centrocampista in casacca 42 scuola Fiorentina, sgattaiola sulla corsia di sinistra e arriva fino in fondo, per poi proporre al centro per Gondo, con un traversone rasoterra. Masiello, però, si fa valere e mette in calcio d’angolo con un intervento prodigioso. Nelle ultime partite ci si è lamentati delle incapacità offensive e della mancanza di agonismo da parte dei Granata, ma oggi il registro sembra diverso: la banda di Nesta, spinta, inoltre, da tantissimi sostenitori, è la prima ad affondare il colpo, con una sicurezza nel gioco, peraltro, che nelle ultime partite era un po’ mancata. Ci sono Portanova e Kabashi nei pressi della bandierina, il primo citato fa finta di calciare, batte l’albanese, che disegna un traversone all’altezza del primo palo. Ne approfitta Romagna, che prolunga di testa, il pallone rimbalza una volta in area, poi allontana, anche lui tramite l’ausilio del capo, Peeters, che, però, non riesce a liberare completamente la zona calda. La sfera arriva a Bianco, che, con una rasoiata, spedisce la sfera in fondo al sacco, superando l’impassibile Poluzzi! La Reggiana stappa la partita dopo nemmeno due giri di lancette!

Il gol di Bianco illustrato da Simone Ferrarini attraverso un suo disegno

Bianco e compagni festeggiano dopo aver sbloccato la partita in pochissimo tempo, foto: AC Reggiana

I due compagni di reparto esultano in seguito al gol del vantaggio, foto: AC Reggiana

Anche i tifosi si godono il momento, abbracciando la propria squadra, foto: AC Reggiana

E questo gol è arrivato, almeno in parte, grazie alla spinta dei sostenitori di fede granata, che si stanno facendo sentire: seppur si giochi a Bolzano, sembra di essere al Giglio. L’adrenalina dei sostenitori della formazione ospite sfocia in unVinci per noi, magica Regia, che echeggia in tutto lo stadio e che motiva ulteriormente una squadra che aveva bisogno di rivivere un momento simile, dopo tante difficoltà. Il Sudtirol non sembra, però, aver accusato lo shock del gol subito e al 5′ Cagnano, su offerta di Casiraghi – capocannoniere di questo campionato (e non è una punta), asso nella manica di quest’undici – prova una conclusione da fuori, che centra la sagoma di Fiamozzi. Poco dopo ci prova l’appena nominato Casiraghi, ma il suo destro finisce abbondantemente alto sopra la traversa. Al 10′ Kabashi cerca di fare valere la sua fantasia con una giocata sulla trequarti che porta Masiello a fermarlo irregolarmente: primo giallo della partita, era, inoltre, diffidato, il 55. Si occupa della battuta lo stesso giocatore in maglia 77, che sprigiona un mancino potente, che viene, forse, sporcato dalla barriera. La sfera conclude la sua corsa a lato di pochissimo, dopo aver fatto spaventare il pubblico di casa; sembrava che Poluzzi potesse arrivarci, però. Ciò non toglie, tuttavia, il fatto che l’undici di Nesta sia tornato ad approcciare la partita in maniera impeccabile: non è andata molto distante al sigillo del raddoppio. Al quarto d’ora provano a rispondere i padroni di casa con una percussione di Ciervo sulla destra – cliente scomodo per l’inesperto Pieragnolo, in uno scontro tra giovanissimi -, che mette poi un pallone inviante al centro, colpisce di testa Romagna. Abbozza un controcross il nominato prima Cagnano, che si spegne tra le braccia di Bardi, presa scolastica per lui. Al minuto 17 si iscrive alla partita Rauti con una soluzione individuale, il suo tiro termina a lato dopo non essere andato lontanissimo dall’incrocio dai pali. Forse, qui, il centravanti del Sudtirol non è riuscito a centrare il bersaglio perchè – a me sembra così – non ha impattato di collo pieno e ha colpito la sfera quasi con l’esterno, attribuendo questa traiettoria non letale alla sua conclusione. Dopo 22 giri di lancette si rinnova il duello tra il ragazzo scuola Roma del Sudtirol, che agisce sulla corsia di destra, e il terzino con la 3 sulle spalle, della compagine di Nesta. L’11 appoggia per Giorgini, il quale abbozza quello che probabilmente sarebbe dovuto essere un traversone, il quale, però, si tramuta in un tiro, con la sfera che rimbalza davanti a Bardi. Il portiere della Regia si esibisce con un riflesso poderoso, ma può dire ancora l’ultima parola la squadra di Valente, con un secondo cross, stavolta di Merkaj, mette fuori Szyminski, però. Ma attenzione che l’attacco del Sudtirol non si è totalmente esaurito: il terzino destro degli altoatesini rigetta un pallone nella zona calda, Ciervo offre a Casiraghi, che trova, con l’ennesimo traversone – stavolta radente – di questa azione, Rauti, che apparecchia la tavola per il destro di Tait, il quale, però, calcia altissimo sopra il bersaglio. Al 28′ chance su calcio da fermo per la formazione di casa, con Casiraghi che scodella un pallone morbido in area di rigore, arriva a colpire di testa Giorgini, che indirizza verso la porta. L’estremo difensore dei Granata risponde con un grande intervento, ma non è sufficiente, perchè la sfera finisce sul sinistro di Masiello, che firma il pari, segnando a porta indifesa, in seguito alla respinta del portiere dell’undici della Città del Tricolore. Gol che si sarebbe potuto evitare senza fare troppa fatica, ma che, comunque, rappresenta una punizione meritata, dopo che i Granata hanno significativamente abbassato i ritmi, rilassandosi dopo il sigillo dello 0-1. Equilibrio ristabilito a Bolzano. Al 32′ Kabashi paga un intervento da dietro ai danni di Casiraghi con l’ammonizione. Più tardi viene sanzionato il suo collega di reparto – Bianco – per un fallo allo stesso giocatore che aveva precedentemente subito la scorrettezza dall’albanese. Il 17 del Sudtirol è davvero incontenibile. Al minuto 39 sfodera una conclusione Rauti, su invito dell’ispirato Ciervo, mura Sampirisi, però. Poco dopo ci prova Gondo con un tiro di destro senza molte pretese, da posizione scomoda, palla alta sopra la traversa. Al giro di lancette numero 45 arriva l’annuncio dei minuti di recupero: si andrà avanti per appena 60 secondi. Nulla da riportare per quanto riguarda l’extra-time assegnato dalla terna arbitrale: si va a riposo con il risultato in bilico. Partenza fantastica degli ospiti, che hanno trovato la rete con il gioiellino di proprietà della Fiorentina, ma hanno poi allenato la presa, subendo così l’1-1. L’undici di Nesta dovrà riuscire a ricostruire il vantaggio in questi secondi 45 minuti.

Semafori verdi, per quanto riguarda questo secondo tempo, con la squadra di casa che manovra il primo pallone. Sudtirol subito pericoloso, con un lancio probabilmente di Casiraghi, per Rauti, che esegue una sublime sponda per Merkaj, che, però, si allunga troppo il pallone, il quale finisce tra le braccia di Bardi. Sfuma una potenziale occasione da gol per i ragazzi di Valente. Al 51′ riesce a rendersi pericolosa la Reggiana: Kabashi, con una sventagliata, trova Fiamozzi largo sulla destra, il 15 sfida Cagnano, poi mette un traversone profondo, su cui Gondo non arriva, a differenza di Girma, che, di testa, supera Poluzzi e sigla il gol del nuovo vantaggio! Si riportano avanti i Granata, che, con una manovra splendida, riescono a punire gli altoatesini!

Il gol realizzato da Girma in un disegno di Simone Ferrarini

La rete di Girma, foto: AC Reggiana

Il nuovo vantaggio dei Granata, foto: AC Reggiana

Nel frattempo, però, arriva anche una brutta notizia: Cigarini, anche se non si riesce a comprenderne le ragioni, non avendo visto tutta la scena, viene espulso dalla panchina. Al minuto 54 Portanova, innescato dall’unica punta della sua squadra, riceve largo sulla sinistra e sfida Masiello, giocatore di grande esperienza, con qualche presenza persino in Europa League, ma non di certo uno dalle grandi doti atletiche. Il 90 si accentra per poi tentare un tiro di destro dalla distanza, blocca l’estremo difensore della compagine biancorossa. Davvero lodevole l’atteggiamento con cui è scesa in campo, in questa ripresa, la banda di Nesta, che, salvo quel primo squillo con Merkaj, ha subito poco e creato già un paio di occasioni, andando pure a segno. All’ora di partita il mister della formazione proveniente dalla Città del Tricolore utilizza una nuova pedina, nella speranza di chiudere l’incontro: Antiste prende il posto di citato prima Portanova. Qualche istante dopo questo passaggio di testimone Fiamozzi prova un’azione individuale e viene fermato irregolarmente da Casiraghi, intervento che gli costa il giallo. Una scena che mai ci si sarebbe aspettati. Al 62′ Girma, su offerta di Bianco, premia la corsa di Pieragnolo sulla sinistra, il laterale della Regia propone al centro con un cross radente, destinato ad arrivare ad Antiste, che, però, impatta così male da fare schizzate la sfera fuori area. Il pallone diventa buono per Kabashi, che fa partire dal suo mancino un siluro, che per poco non si stampa sull’incrocio dei pali! Ad un passo dal tris gli ospiti!

Antiste non impatta bene, la sfera abbondona l’area di rigore e giunge dalle parti di Kabashi, foto: AC Reggiana

Due cambi di formazione per i Biancorossi al 70′: trova spazio l’ex giocatore della Reggiana Lunetta, così come Cisco, venticinquenne cresciuto nel settore giovanile del Padova, giungono al termine le partite di Cagnano e Ciervo. Al minuto 72 l’autore del secondo gol della formazione proveniente dalla Città del Tricolore si accomoda in panchina, sfinito e colpito dai crampi, dentro Crnigoj.

Il numero 80 si accomoda in panchina, foto: AC Reggiana

Nel frattempo effettua il suo ingresso Libutti, Nesta richiama il suo esterno sinistro classe 2003. A circa 14 dall’ora e mezzo di partita Valente getta nella mischia Pecorino, 2001 scuola Milan, andato a segno 2 volte in questa stagione, nella speranza, ovviamente, di riagguantare il pareggio, out Rauti. Subito dopo si affaccia dalle parti di Poluzzi la squadra ospite, con Crnigoj che riesce a servire Gondo, il quale ha un corridoio profondo davanti a sè da percorrere. L’attaccante dell’undici ospite punta Masiello, poi si accentra e va al tiro verso il bersaglio di destro. La sua conclusione viene sporcata da Vinetot, che beffa anche il suo portiere, il quale non riesce ad intervenire nel migliore dei modi e vede la sfera depositarsi in fondo alla rete della sua porta per la terza volta in questa gara! Tris della Regia!

La terza rete della formazione ospite disegnata da Simone Ferrarini

Il tiro del numero 11, valso il tris della Reggiana, foto: AC Reggiana

L’esultanza dell’attaccante granata e dei suoi compagni, foto: AC Reggiana

La festa dei giocatori della Regia e del popolo granata, foto: AC Reggiana

Un momento che ricorderemo anche al termine di questa stagione, foto: AC Reggiana

Reazione immediata da parte degli altoatesini, con il capocannoniere di questo campionato che mette un pallone invitante in area di rigore, Bianco, cercando di allontanare, alza un campanile. Sulla sfera, che era nel mezzo della traiettoria che l’avrebbe riportata a terra, arriva Lunetta, il quale anticipa Fiamozzi, disattento in questa circostanza e colpevole di non aver visto l’avversario arrivare. Il 15, involontariamente, commette fallo: calcio di rigore per il Sudtirol. Il VAR esegue un accurato check, ma questo non porta ad un cambio di decisione. Dal dischetto va Casiraghi, che calcia alla sua destra, Bardi si tuffa dalla parte opposta: esecuzione impeccabile che vale il sigillo del 2-3. Altra chance all’83’ per la squadra di casa, con Pecorino che, dopo una rimessa laterale profonda di Giorgini, realizza una rovesciata, che diventa un tiro-cross, ma nessuno, fortunatamente, riesce ad approfittarne. Più tardi Cisco spende l’ammonizione dopo aver soppresso una possibile incursione di Bianco. Al minuto 88 due passaggi di testimone per il Sudtirol: Moutassime e Kofler rilevano Merkaj e Vinetot. A meno di due minuti dallo scoccare dell’ora e mezzo di partita i Biancorossi hanno un’occasione clamorosa per portare la partita sul 3-3. Il nominato già diverse volte Pecorino esegue una spizzata di testa dopo una palla profonda dalle retrovie e lancia verso la porta l’appena citato Moutassime. Bardi esce dai pali senza arrivare sulla sfera, a quel punto il 70 tenta di depositare in fondo al sacco, a porta spalancata, ma colpisce l’esterno della rete! Si rimane sul 2-3! La Reggiana è ancora in vantaggio! A circa 20 secondi dal 90′ viene ammonito l’estremo difensore dell’undici ospite per perdita di tempo, nel frattempo vengono annunciati i minuti di extra time: saranno 5. Attorno allo scoccare del giro di lancette numero 92 Masiello scodella un pallone morbido, che viene prolungato da Tait, il quale trova l’attaccante numero 9, che addomestica la sfera e si gira con una giocata di classe, cercando di sorprendere Bardi, che, però, è attento e blocca. Forze fresche per questi restanti due minuti e poco più: Varela eredita il ruolo di centravanti da Gondo. Nient’altro di interessante da raccontare accade in questo finale. Dopo quasi 96 minuti il direttore di gara decreta la fine dell’incontro: LA REGGIANA TORNA A VINCERE! 2-3 ricco di emozioni a Bolzano, che permette ai Granata di uscire dalla zona play-out e di fare un regalo di Natale stupendo ai propri tifosi!

Gondo e Antiste esultano a fine partita: finalmente i Granata hanno ritrovato la vittoria, foto: AC Reggiana

Squadra e staff entusiasti di aver fatto un grande regalo ai propri tifosi, foto: AC Reggiana

I tifosi celebrano la squadra accogliendola con cori e applausi sotto al settore ospiti, foto: AC Reggiana

Commento e opinioni personali

Una vittoria fondamentale, che rompe un digiuno durato fin troppo. Finalmente c’è stato un approccio alla partita diverso e abbiamo visto, sin dal primo minuto, una squadra motivata gettarsi alla ricerca del vantaggio, arrivato, fortunatamente, prestissimo. Peccato solo per il fatto che, dopo il sigillo di Bianco, abbiamo drasticamente abbassato i ritmi e cominciato a subire – 62% di possesso a favore dei Biancorossi, che hanno tirato 13 volte, 6 in più di noi – le avanzate avversarie. La squadra, però – qui, probabilmente, è merito di Nesta – è sembrata rinata nel secondo tempo, che l’ha vista trovare un secondo vantaggio nuovamente nei minuti iniziali. La terza rete – ed era da un po’ che non vedevamo questa formazione mettere a segno tutti questi sigilli – è un misto tra bravura nostra (in misura minore), nel sapere colpire gli avversari, e fortuna (in misura di gran lunga maggiore, ma ci vuole anche quella). Incredibile, però, come non si possa mai vivere una partita serenamente, senza stress: un istante più tardi gli abbiamo concesso la possibilità di accorciare le distanze che li separavano da noi e loro l’hanno saputa cogliere. Tuttavia, va assolutamente premiato l’impegno di questa squadra, che sembra essere tornata, in parte, sotto l’aspetto del gioco, seppur con un modulo diverso, quella di inizio stagione. Curioso, inoltre, come l’unica volta in cui abbiamo giocato con un solo centravanti abbiamo segnato ben tre volte, grande mossa da parte dell’ex tecnico del Frosinone.

Parlando delle valutazioni individuali, Bardi ha fatto una partita più che buona, salvando il risultato con grandi parate più volte. È uscito “nella terra di nessuno” nel finale, con Moutassime che, per poco, non ha trovato una rete che avrebbe stravolto i piani dei Granata. Un pizzico meno lucido del solito (forse complice anche la stanchezza, visto che gioca sempre lui e che si vede ogni domenica diversi tiri arrivare verso la sua porta), ma, comunque, ha fatto una partita più che positiva. I 3 difensori centrali mi sono piaciuti tutti in egual modo, senza fare particolari distinzioni. L’unica critica che mi viene da rivolgergli è il primo gol incassato, in cui non è funzionato qualcosa nelle marcature. Ciò non toglie il fatto che avere gente con l’esperienza di Sampirisi e Romagna lì dietro sia veramente un lusso pregevole, senza togliere nulla a Szyminski. Fiamozzi, anche oggi, mi è piaciuto tantissimo: è suo il cross che ha portato alla rete di Girma – secondo assist consecutivo dopo quello contro la Sampdoria -, inoltre, ha prestato grande attenzione anche in fase difensiva. Spesso ordinato, pulito e preciso, dimostra sicurezza in diverse sue giocate, tentando più volte delle cavalcate interessanti. Mezzo voto in meno, però, per via del rigore causato. Passiamo dal lato destro del campo a quello sinistro, con Pieragnolo. Non aveva un cliente semplice e, infatti, ha fatto molta fatica a contenere Ciervo, ma, allo stesso tempo, ha dato tanto in fase di spinta. Ottima prova dei due centrocampisti, ma partiamo da Kabashi. Viene rispolverato da Nesta e si trova ad amministrare il gioco in fase di impostazione, sbagliando raramente un passaggio o anche solo un’idea di come muovere la palla. Sfiora il gol con un tiro violentissimo dalla distanza e con una punizione, prova da incorniciare per questo giocatore. Bianco – ormai l’ho detto mille volte – mi piace da morire e anche oggi ha fatto una partita sensazionale. Tralasciando il gol – conclusione pregevole, diventata ulteriormente difficile da parare per Poluzzi a causa dei tanti giocatori davanti a lui che gli schermavano la visuale -, giustissima ricompensa per il suo operato fin qui, ha giocato come se fosse un veterano. I compagni lo cercano spesso, mettendo la palla in cassaforte, aggiunge tanta qualità al gioco della squadra con delle incursioni eleganti e dei passaggi sempre precisi. Si prende più volte dei falli, perchè gli avversari faticano a contenerlo, e si dimostra per l’ennesima volta il cuore della squadra. Unica sbavatura il campanile alzato nel finale, che ha portato il citato prima Fiamozzi a stendere, involontariamente, Lunetta. Portanova ha avuto un calo preoccupante: non riesce più a illuminare e si rende pericoloso raramente, gli farà bene la sosta. Girma – devo dire la verità – nel primo tempo non mi è piaciuto: nemmeno lui dava l’impressione di essere entrato completamente in partita. Nella ripresa, però, ha timbrato il cartellino, trovando una rete dal grande valore. Dopo la gioia personale si esalta e raramente sbaglia fino al momento della sua uscita, quando viene colpito dai crampi. Per quanto riguarda Gondo, io non darò mai un’insufficienza ad una punta che fa gol, ma confesso che mi aspettavo qualcosina in più da lui. Nel gol c’è tanta sua bravura, ma altrettanta fortuna, e, complessivamente, non si è mai visto tanto: nel gioco è apparso quando ha dovuto lavorare spalle alla porta – sua peculiarità – e poche altre volte. A me vanno bene i discorsi del tipo “le due punte devono avere caratteristiche complementari”, ma uno come lui, specialmente perchè oggi non condivideva con nessuno il posto nel reparto offensivo (salvo quando, magari, capita che lui si allarghi sulla destra e, allora, il centrocampista vada a riempire la zona lasciata libera) può, secondo me, fare di meglio. Poche volte si è rivelato pericoloso, nel primo tempo l’ho visto tirare una volta e pure male, secondo me può migliorare tanto e ha margini enormi per farlo. Prestazione da premiare per Libutti, che, con la sua solita destrezza, ha dimostrato grande solidità in fase difensiva. Crnigoj ha offerto un pallone invitante al nostro attaccante, in occasione della rete del tris, prestazione positiva per lui. Antiste ha avuto un impatto positivo sulla gara, correndo tanto, ma senza fare la differenza. Minutaggio ridotto per Varela, di cui, dunque, non riesco a valutare l’operato. Bravissimo Nesta, che ha, secondo me, lavorato molto bene sui punti deboli della squadra. Innanzitutto, la sua Reggiana è una squadra che predilige il controllo del gioco e, con il Sudtirol, ha saputo soffrire pur detenendone solamente il 38%. E poi si è vista una squadra grintosa, che, non a caso, ha vinto 17 contrasti, 3 in più degli avversari. Statistiche a parte, si è visto un undici più motivato, che ha espresso un gioco più affascinante e ha, finalmente, ritrovato quella cattiveria che, nello sport, ti fa vincere le partite.

Bardi 6

Sampirisi 6

Romagna 6,5

Il centrale di difesa della Regia alza lo sguardo per vedere il piazzamento dei compagni, foto: AC Reggiana

Szyminski 6

Fiamozzi 6

Kabashi 6,5

Il centrocampista della Reggiana si occupa della battuta di un angolo con alle spalle i tifosi, foto: AC Reggiana

Bianco 7

Il diamante della squadra con la sfera tra i piedi, foto: AC Reggiana

Pieragnolo 6

L’esterno sinistro dei Granata, foto: AC Reggiana

Portanova 5

Il numero 90 della Regia, foto: AC Reggiana

Girma 6

L’autore del secondo gol della Regia, foto: AC Reggiana

Gondo 6

L’attaccante dell’undici ospite con, accanto a sè, Tait, foto: AC Reggiana

Antiste 6

Crnigoj 6,5

Il 33 della Regia in possesso della sfera sulla fascia sinistra, foto: AC Reggiana

Libutti 6

Varela s.v.

Nesta 7

Stadio e dintorni

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