Giugno 19, 2024

Tra Keane e Vieira non ci sono mai stati buoni rapporti, già nel 1999, quando andò in scena un incontro tra Arsenal e Manchester United ad Highbury, ci furono scintille. Il risultato era di parità, 1-1, un pallone arrivò a Roy, che cercò di allargare per Giggs e riuscì nel suo intento, ma Vieira andò a contrasto con lui senza fermare la gamba e andò a sbattere contro l’irlandese, che si vendicò tirandogli un calcio dopo essersi girato.

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“I’ll see you out there”. Sono queste le 6 parole usate da Roy Keane negli spogliatoi in risposta a Vieira in quella partita del 2005 tra Gunners e Red Devils, incontro che non era nemmeno cominciato ma che si stava per giocare in un clima teso sin da subito. Sono soltanto 6 parole, ma che da un giocatore come il numero 16 dello United ci si aspetta, visto che personaggio era, visto il suo modo di giocare e vista la sua cattiveria nei contrasti, che, non solo per questa volta, si vede anche fuori dal campo, anche se a distanza di pochi metri.

Ci sono momenti straordinari della carriera di Keano (come lo chiamano in Inghilterra) che ricorderemo per sempre, ad esempio quel gol di testa storico contro la Juventus che portò la squadra di Sir Alex Ferguson in finale di Champions League, le mille imbucate per servire i compagni mettendoli in porta e i contrasti. Ma tutti conoscono l’irlandese, tutti conoscono la sua personalità, tutti conoscono anche quello che è successo con Alf-Inge Håland, la frase rivolta a Vieira:”I’ll see you out there” si può dire che sia proprio uno dei tanti momenti che nessuno mai scorderà della sua carriera, uno dei tanti episodi che dimostrano la personalità e il carattere del giocatore, come confermato da Sir Alex con questa frase che ha fatto la storia del calcio:

La parte più dura del corpo di Roy è la lingua. Ha la lingua più crudele che si possa immaginare. Potrebbe mettere in difficoltà il più sicuro degli individui con quella lingua. Ciò che notai, discutendo con lui un giorno, furono i suoi occhi, che cominciarono a farsi più piccoli, quasi fossero perline nere. Era inquietante. E io vengo da Glasgow

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“I’ll see you out there” foto di Sky Sport

Roy Keane ha raccontato nel suo libro, The Second Half, che i giocatori dell’Arsenal stavano spingendo nel tunnel e che avevano preso di mira il suo compagno Gary Neville. L’irlandese ha spiegato che quello che stava succedendo prima dell’ingresso in campo non gli piaceva, la tensione c’era, ma, secondo lui, quelle dei Gunners non erano intimidazioni, ma si trattava di vero e proprio bullismo. Non avendo gradito il gesto dei giocatori della squadra di Londra, si è buttato dentro e ha difeso il suo compagno, così ha detto a Patrick:”Ci vediamo là fuori”.

Roy Keane ribs Gary Neville for being 'first to go home' on Man Utd team  nights out - Daily Star

Nessuno vorrebbe mai essere nei panni del direttore di gara in una situazione del genere, ma va riconosciutagli la bravura nel calmare gli animi di Keane e del francese prima di entrare in campo, l’arbitro è infatti riuscito a fare stare tranquilli (almeno per un attimo) i due fuoriclasse, rivolgendo le seguenti parole prima ad uno e poi ad un altro:

Nothing more in here, understeand?

Entrambi hanno dato ragione all’arbitro, forse anche per non volere esagerare sin dal primo istante, il quale ha risposto ringraziando. Il numero 16 ha poi descritto con queste due frasi significative Neville:

Sarebbe stato uno scontro tra personalità uguali. Ma Gary è stato tranquillo, penso che stessero puntando su uno dei giocatori più deboli della squadra. Per ‘debole’ non intendo come di solito si intende.

Aveva vinto la Champions League e i titoli di campionato. Ma la sua personalità era sbagliata per questo

L’atmosfera è caldissima, le due squadre devono ancora muovere il pallone per la prima volta e già ci sono state le prime provocazioni e le prime scintille, con Roy Keane che continuava ad avercela con Vieira anche dopo che il direttore di gara aveva cercato di fermarlo mettendosi fisicamente davanti a lui. Vieira provava a fare finta di niente, si è girato ed è andato avanti, ha bevuto dalla sua borraccia, poi ha accarezzato la testa di un bambino che ha avuto l’irripetibile occasione di stare negli spogliatoi con alcune delle più grandi leggende della storia della Premier League.

Neville, secondo Roy vittima di bullismo, sembra confermare la versione del capitano e infatti non ha parlato bene del francese, ha detto che, nel tunnel, ha utilizzato le seguenti parole:

Neville, Neville, you’re not going to kick our players out on the pitch

In quel tunnel, nessuno era intenzionato a frenare la propria lingua, volavano offese, c’erano giocatori di una certa personalità, con un certo carattere, Keane e Vieira erano due di questi. Nessuno ci è andato piano, Keano ha addirittura tirato fuori un argomento vecchio, un’opera di beneficienza compiuta in Senegal da Vieira:

Amo il gioco del calcio. Lo risolveremmo in campo, senza nascondigli. Avevo letto qualcosa nel programma della partita sull’opera di beneficenza che Patrick ha sostenuto in Senegal, dove era nato.

Si possono andare a cercare filmati su quanto avvenuto in quel tunnel prima di quella sfida tra Gunners e Red Devils ed in ogni video si capisce perfettamente la frase di Roy:

Se ami così tanto il Senegal, perché non giochi per loro, cazzo?

La risposta è arrivata puntuale, il centrocampista dell’Arsenal ha rivolto una presa in giro a quello dello United, parlando della sua Irlanda e della Coppa del Mondo, ecco quello che ha raccontato il numero 16:

Penso che mi abbia detto qualcosa di intelligente sull’Irlanda e la Coppa del Mondo.

Le due squadre non vedevano l’ora di uscire da lì, dal quel tunnel, che era diventato un ring, mantenere la calma era quasi impossibile, l’unico ad esserci riuscito era stato Graham Poll, arbitro di quel tesissimo incontro, che, come già detto, era riuscito a placare i due con una semplice ma efficace frase ripetuta ad entrambi. Questo atteggiamento, che pochi arbitri oggi hanno, è stato proprio sottolineato dal 16; adesso ci sarebbe davvero bisogno di direttori di gara come Poll, c’è poca chiarezza nonostante ci sia uno strumento in più che però sta solamente creando casino.

The salutary tale of Graham Poll – a fallible human, alone in the centre of  a storm
una fotografia di Graham Poll

Solitamente, scene come queste hanno conseguenze sulla partita, è difficile cancellare dalla testa questi momenti, la voglia di vendicarsi non manca inoltre, tra l’altro in partite di questo livello con questa rivalità storica. Tanti giocatori sentono la pressione, ma è diverso da avere grinta, per cui, anche se non si possono certamente paragonare Keano e Pirlo, una dote straordinaria che ha avuto il giocatore nato a Cork e che ha dimostrato di avere quella serata è stata proprio la capacità di andare avanti senza risentire di quanto successo in precedenza. Lo scontro con Patrick, l’adrenalina, anche la voglia di vendicarsi se vogliamo, non hanno influito sulla prestazione di Roy Keane, che ha giocato come sempre, quasi come se nulla fosse mai accaduto. E’ forse vero che comunque il giocatore era abituato a partite del genere, alle scintille e alle atmosfere più calde, lui stesso ha una volta usato le seguenti parole:

Il calcio non è il gioco delle pulci

ma comunque era uno che di vendette se ne intendeva, bastava vedere quello storico fallo fatto al padre di Haaland, che oggi è uno dei migliori attaccanti al mondo. In entrambe le occasioni, c’è stata una prima scintilla e poi c’è stato un secondo scontro nelle stagioni successive, ma, solo nello scontro con il norvegese, il giocatore irlandese ha reagito con conseguenze così gravi. E comunque, la vendetta è arrivata, perchè la squadra di Manchester si è portata a casa il risultato battendo per 4-2 la formazione del nord di Londra.

Per il calcio inglese erano degli anni particolari, gli scontri tra avversari, il gioco duro, le botte erano roba di tutti i giorni, Keane era uno che di falli se ne intendeva, ne ha fatti tanti in carriera, ha finito partite in anticipo andando sotto la doccia per ben 7 volte in Premier League, ma forse non è un difetto. La cattiveria, la voglia di riconquistare il pallone, di dare la scossa ai compagni e di cercare di aiutare anche con le cattive qualsiasi compagno sono doti che non tutti hanno, ma che lui aveva per via della sua personalità. Non ci sono più giocatori come lui, non ci sono più quei giocatori con quel carattere che, anche se non sembrano, sono fondamentali nella squadra, nel gruppo, perchè aiutano chiunque a dare il meglio e a crescere nel migliore dei modi. La sua posizione nel gioco è invece un’altra sua caratteristica fondamentale, la capacità di giocare a 3 tocchi e di servire chiunque è veramente un pregio che pochissimi giocatori hanno, vedere la giocata prima di chiunque altro è un elemento fondamentale per essere un gran regista perchè non si perdono tempi di gioco. Poi va anche sottolineato il suo lavoro sporco, sembra poco sul pezzo, sembra poco importante, ma qualsiasi palla passi dal mezzo dev’essere sua, non solo perchè è il suo ruolo di centrocampista che lo costringe ad essere su ogni palla, ma perchè è proprio la sua volontà di superarsi e di cercare di non porsi limiti a portarlo a fare questo. Keane che poi sapeva anche essere elegante, ma lui ha proprio fatto vedere come le partite si vincano anche in mezzo al campo. Nessuna palla è una palla persa, è una palla da riutilizzare. Da qualsiasi posizione, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, può sempre nascere un’azione che cambi il risultato della partita. Grandi doti nel recupero della palla nonostante non fosse così alto, anche bravura nei tiri dalla distanza, nonostante non sembri, perchè quando vedeva la porta poteva calciare e segnare, non era impossibile per lui e, proprio grazie alla bravura nelle due fasi, un calciatore come questo da tanto equilibrio alla squadra e aiuta in tantissime occasioni, giocatore fondamentale.

Roy Keane è una bandiera del Manchester United. Roy Keane è il capitano più vincente nella storia dei Red Devils. Roy Keane è uno dei centrocampisti che va ricordato per l’attaccamento alla maglia, dal 1993 al 2006 ha giocato a Manchester. Un modo di vedere il calcio diverso da quello degli altri, forse anche meno divertente, ma comunque straordinario. Chi aiuta non sempre si fa vedere, a volte è un personaggio quasi invisibile. Nello United sono passati campioni incredibili, che hanno incantato con gol straordinari, con azioni meravigliose o con assist spettacolari, ma va ricordato anche Keano, che ha vestito per un’eternità i colori dei Diavoli Rossi onorandoli al meglio. Un fenomeno di cui bisogna continuare a parlare, ha ispirato grandi campioni come Daniele De Rossi con il suo stile di gioco e speriamo rinascano giocatori come lui non solo a Manchester.

Rio Ferdinand on the shockwaves that hit Manchester United after Roy Keane's  departure
RINNOVO DE ROSSI. Cosa avrà voluto dire? - Gazzetta Giallorossa

Qualche frase celebre di Roy Keane:

Bisogna continuare a combattere, come su un ring. Anche se stai perdendo, non è che all’improvviso puoi alzare le braccia e arrenderti; devi continuare a tirare pugni

(sul fallo su Haaland)

C’era anche la palla (mi pare)…

(sull’acquisto di Cristiano Ronaldo, lo United giocò una partita amichevole contro lo Sporting quando ancora il portoghese giocava lì)

Il club stava già seguendo Ronaldo, e credo che le trattative siano state concluse proprio dopo quella partita. In seguito prendevamo sempre in giro O’Shea dicendogli che aveva mandato in porto l’affare giocando come un pagliaccio contro quel ragazzino

(Sempre su Cristiano Ronaldo)

Era un vero giocatore. Sembrava nato con il pallone attaccato al piede. Come Zidane, anche lui era un vero giocatore. Il fisico, i gesti: non gli mancava nulla. Compreso un pizzico di arroganza

Il bello quando arriva un top player nel tuo club è che cerchi sempre di stupirlo. In realtà sai che è lui che dovrebbe stupire te, ma alla fine succede il contrario. Ecco perchè dopo un grande acquisto la squadra ha un’impennata. Cazzo, si dicono tutti, non deve pensare che sono una pippa, o un nonnetto sul viale del tramonto

Guanti, sciarpe, cappelli, scaldacollo, e tutte queste altre cose non c’erano ai miei tempi. Sono un vezzo moderno che ha reso il calcio più “soffice”, lo ha rammollito. Non so nemmeno come facciano i giocatori a concentrarsi con tutta quella roba addosso

I  miei giocatori possono indossare i guanti in allenamento. Non mi interessa. Ma l’anno scorso un paio dei miei ragazzi li hanno indossati anche durante una partita di coppa contro il Blackpool. E io ho detto loro: “State bene attenti. Se volete davvero giocare con i guanti, allora fate in modo di giocare molto bene. Perché saranno le prime cose che vi tirerò dietro se dovessimo perdere

Sono un mediano d’interdizione. La mia parte in squadra è questa, impedire che la palla filtri dal centrocampo. Conosco bene i miei punti di forza e quelli deboli. Non sono uno che scende in dribbling e insacca da 20 metri, come mi piacerebbe. Capita che mi porti in avanti, se la partita è aperta, e ci provi. Ma il mio lavoro è lanciare le punte: un lavoro senza fronzoli

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